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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Pillola

Assunzione prolungata della pillola in menopausa

Ho 60 anni e dietro consiglio del mio ginecologo, ho preso la pillola dal 2000, ancor prima di entrare in menopausa. Desidererei il Suo parere sull'uso molto prolungato della pillola ormonale. La si può prendere x tutta la vita (come sosteneva il mio ginecologo)? Sono in salute, mi sento molto bene e sono di peso regolare da decenni, non ho mai fumato e sono astemia, ho avuto due figli a 20 e 25 anni ed ho solo un problema alla tiroide da due anni che sto curando, così come ho il colesterolo, sui 240 da un paio d'anni; per l resto i normali controlli di screenig vanno bene.

La pillola anticoncezionale non è più necessaria in menopausa poiché in questo periodo della vita non c'è più l'ovulazione. Per combattere eventuali problemi della menopausa, laddove utile e necessario, è sufficiente utilizzare la cosiddetta terapia sostitutiva della menopausa, che contiene ormoni analoghi a quelli della pillola (un estrogeno e un progestinico, quest'ultimo necessario nelle donne che abbiano ancora l'utero), ma contengono in media una dose di ormoni più bassa della pillola. Solitamente la terapia ormonale sostitutiva della menopausa viene utilizzata per un periodo di circa 5 anni, e per tale durata della terapia vi sono più vantaggi che rischi, ma ciò va valutato insieme al ginecologo.

Pillola trifasica assunta "al contrario" e rischi

Prendo da circa un anno una pillola trifasica. Stavolta, per sbaglio, ho iniziato da quelle che dovevano essere le ultime compresse (di colore bianco) anziché dalle prime (di colore beige). Ho avuto un rapporto non protetto durante il periodo di assunzione sbagliata (6 giorni). C’è possibilità che sia rimasta incinta?

Non ci sono in realtà rischi anticoncezionali anche ad invertire l’ordine di assunzione delle pillole trifasiche. Anche se la successione proposta nel blister ha una sua logica ormonale precisa, che andrebbe sempre rispettata.

Mestruazioni scarse con la pillola

Sono circa due mesi che riprendo la pillola dopo una pausa di 6. Ho sempre avuto un ciclo abbondante, ma da quando ho ricominciato è scarsissimo; da che cosa può dipendere?

Il fatto che le mestruazioni possano diventare scarse in corso di uso di pillola non implica nessun rischio particolare. Perché ciò avvenga è difficile dire, le cause possono essere tante. Ha cambiato pillola? Ha cambiato ritmi di vita? Ha cambiato partner ? Ha assunto farmaci ? Eccetera.

Effetti della pillola su desiderio e orgasmo

È possibile che l'assunzione della pillola provochi diminuzione del desiderio, secchezza vaginale e anorgasmia?

L’utilizzo della pillola induce ovviamente cambiamenti nell’organismo femminile e nel rapporto di coppia. I cambiamenti nella donna sono correlati ai nuovi indotti equilibri ormonali e ai nuovi equilibri di coppia indotti dalla sicurezza anticoncezionale da un lato e dalla nuova posizione di potere della donna dentro la coppia (enpowerment). In altri termini la pillola induce a catena cambiamenti fisici, psicologici e sociali, la maggioranza positivi, alcuni negativi. Tra quelli correlati direttamente agli ormoni, oltre al blocco della ovulazione e altro ancora, vi possono essere alcuni fenomeni collaterali negativi quali il calo del desiderio, la secchezza vaginale, una certa difficoltà a raggiungere l’orgasmo in un gruppo limitato di donne. Questi fenomeni possono essere limitati o eliminati con alcuni trucchi (per esempio lubrificanti vaginali), farmaci (vitamine o altro) o modificando il tipo di pillola (es. una pillola più estrogenica). Si tratta ovviamente di bilanciare i rischi e i benefici ricavati dalla esperienza e scegliere di conseguenza l’atteggiamento migliore.

Pillola dopo il parto, quando assumerla e quando si è protetti

Ho partorito 1 mese e mezzo fa e il mio ginecologo mi ha prescritto la pillola estroprogestinica. Mi aveva consigliato di prenderla da subito senza aspettare il primo giorno del ciclo, che ancora non è tornato, e così oggi ho preso la prima compressa. Volevo domandarle se sono protetta fin da subito o devono passare dei giorni per esserlo.

La donna che abbia recentemente partorito e non allatti puo’ assumere la pillola estroprogestinica quando siano passate almeno 3 settimane dal parto, secondo quanto consigliato dalle linee guida dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Se invece la donna allatta non vi sono controindicazioni ad assumere la pillola solo se sono passati 6 mesi dal parto, mentre nel periodo tra 6 settimane e 6 mesi vi sono controindicazioni parziali in relazione con il tipo di allattamento. Il razionale di queste limitazioni è legato al rischio tromboembolico ed alla possibilità che la pillola inibisca l’allattamento. La donna è certamente protetta dopo i primi 10 giorni di assunzione della pillola. Per quanto riguarda la pillola di solo progestinico non vi è nessuna controindicazione alla sua assunzione già subito dopo il parto, sia che la donna allatti sia che non allatti.

Uso della pillola senza pausa da tre anni

Assumo consecutivamente da quasi tre anni la pillola estroprogestinica, per endometriosi e mestruazioni dolorose e abbondanti. Non ho più emorragia da sospensione e non ho alcun disturbo se non un lieve aumento di peso. Ci sono controindicazioni? Ho 44 anni ma se dovessi iniziare la menopausa come faccio ad accorgermene e come devo comportarmi in merito?

Se non ha disturbi, e non fuma, nel suo caso non c'è scelta migliore che quella di continuare in questo modo l’assunzione della pillola. L’aumento di peso può essere dovuto a moltissime ragioni, incluso l’incalzare degli anni. La pillola può essere assunta fino alla menopausa. In questi casi il consiglio pratico è che a 50 o 51 anni la donna sospenda la pillola, se tornano le mestruazioni vuol dire che ancora in menopausa non è, se non tornano la menopausa è arrivata. È vero che la menopausa potrebbe arrivare anche prima, ma saperlo è, in ogni caso, di poco significato clinico.

Integratori per perdere peso e pillola

Ho 36 anni. Da 1 settimana sto assumendo, solo quando mi capita di mangiare eccessivamente, un dispositivo medico per il controllo del peso sul cui foglio illustrativo ho letto che può ridurre l'assorbimento di anticoncezionali orali. Io vorrei incominciare a prendere la pillola: se prendo l'integratore e la pillola a distanza di 3 ore l'uno dall'altra non rischio gravidanze indesiderate oppure è comunque pericoloso?

Forse la risposta più semplice al suo problema potrebbe essere quella di controllare lo stile di vita con la volontà e mangiare di meno. Ciò le farebbe risparmiare certamente in termini economici, ma anche in termini di salute. In realtà l’integratore citato può aumentare la velocità del transito intestinale, ed è per questo che potrebbe influenzare l’assorbimento della pillola a livello gastroenterico. Tra gli elementi che possono ridurre o alterare l’assorbimento della pillola, e quindi la sua efficacia, ci sono infatti alcuni farmaci (antibiotici, antivirali, erba di San Giovanni), il vomito, se avviene entro 3-4 ore dall’assunzione della pillola, e la diarrea, se avviene entro 4-6 ore dall’assunzione della pillola. È presumibilmente su questo fatto meccanico intestinale che può essere legata l’interferenza, poiché non sono dimostrate interferenze di tipo chimico dei componenti dell’integratore citato. In conclusione, pur non essendoci nulla di scientificamente dimostrato, probabilmente distanziare di oltre sei ore l’assunzione dell’integratore rispetto alla pillola, la mette al riparo da qualunque interferenza.

Follicolite e cheloidi e ruolo curativo della pillola

Salve, soffro di follicolite e cheloidi e ho provato di tutto, ma senza risultati; il dermatologo mi ha consigliato di farmi controllare dal ginecologo perché potrebbe essere un problema ormonale e si potrebbe risolvere con la pillola, è possibile?

Ovviamente è importante indagare l’origine della follicolite (ad esempio da depilazione? da cortisone?) e dei cheloidi (o si tratta di acne cheloidea?). A volte questi fenomeni si possono inserire all’interno del complesso dei sintomi satelliti della micropolicistosi ovarica, e in questi casi molte volte la pelle migliora con l’utilizzo di pillole contenenti dei progestinici a effetto antiandrogenico, che ogni ginecologo è in grado di prescrivere.

Pillola, sanguinamenti e stitichezza

Ho 20 anni e da 15 giorni ho iniziato per la prima volta ad assumere la pillola anticoncezionale. Come raccomandatomi dalla mia dottoressa ho cominciato a prenderla a partire dal primo giorno di ciclo, ma da due settimane a oggi continuo ancora ad avere perdite più o meno abbondanti, paragonabili a un terzo giorno di mestruazione. È normale? Inoltre, ho sempre sofferto di stitichezza, ma da quando assumo la pillola il problema sembra essersi aggravato: può essere colpa della pillola?

Che con l'assunzione della pillola vi siano dei piccoli sanguinamenti nei primi mesi di utilizzo è molto frequente. Solitamente il fenomeno migliora nei mesi successivi fino a scomparire. Se ciò non avviene entro 4-6 mesi è opportuno consultare il ginecologo. Per quanto riguarda la stitichezza vi sono molte ricerche in questo ambito, ma nessuna di esse è riuscita a dimostrare in modo preciso una relazione tra pillola e stitichezza. Agisca con l'alimentazione, mangi più frutta e verdura, beva molto, cammini e vedrà che la situazione migliora.

Pillole: qual è la più leggera?

È vero che la pillola anticoncezionale a base di estradiolo valerato/dienogest è la più leggera attualmente in commercio?

Recentemente è entrata in commercio una pillola che contiene un estrogeno naturale, l'estradiolo valerato. Cioè un estrogeno identico a quello prodotto dall'organismo femminile. Questo tipo di estrogeno deve subire un minor numero di processi metabolici per cui è certamente meno impegnativo per l'organismo, in particolare per il fegato e per la circolazione. L'esperienza nel lungo periodo ci dovrà confermare ciò.

Spotting con la pillola

Ho iniziato a prendere la pillola Estradiolo + Dienogest da 2 mesi e mezzo per esclusivo motivo anticoncezionale. La ginecologa del consultorio mi ha spiegato che ha estrogeni "naturali" e che potevo avere dello spotting nei primi mesi, coprendo da subito come anticoncezionale. In realtà mi vengono perdite simili al ciclo molto in anticipo rispetto a quando dovrebbero arrivare. Il primo mese perdite per una settimana + ciclo per 2 giorni, secondo mese ciclo leggero alla 19° pillola durato 1 settimana, il 3° mese mi sono venute tra la 16° e 17° pillola. Ciclo lieve rispetto a quando non prendevo la pillola. Mi chiedo se sia normale. Aspetto il 4° mese o faccio una visita?

Con questo tipo di pillola, che contiene estrogeni naturali, ed è peraltro indicata per combattere i flussi mestruali abbondanti, alle volte il fenomeno di perdite ematiche modeste nel corso del ciclo è presente nei primi 4-6 mesi, dopo di che il fenomeno solitamente si acquieta e scompare. Se ciò non avvenisse diventa comunque importante parlarne con il proprio ginecologo. Ne consegue che prima di spazientirsi lascerei passare alcuni altri mesi, anche in relazione ai grandi vantaggi che una pillola con queste caratteristiche può dare alla donna.

Scelta della pillola, esami da fare e visita ginecologica

Vorrei sapere in base a cosa viene scelta una pillola contraccettiva piuttosto che un'altra; non avendo un ginecologo nei paraggi vorrei prendere la pillola prima dell'inizio del ciclo. Mi è stato detto che gli esami non sono necessari, ma bisogna parlare con un ginecologo. Cosa ne pensa?

La scelta di una pillola contraccettiva viene fatta in termini generali attraverso una serie di considerazioni che valutano almeno la storia personale e familiare della donna, inclusa la storia riproduttiva e i suoi risultati, le eventuali malattie pregresse o in atto, eventuali altre esperienze di pillola, i desideri della donna. Anche le caratteristiche biologiche della donna sono importanti. Età, altezza, peso, presenza di acne, peluria, pelle grassa, sono tutti elementi importanti. Si capisce perciò che la "semplice" indicazione di un tipo di pillola piuttosto che di un altro tipo segue un algoritmo abbastanza complicato che il ginecologo percorre con la sua cultura e la sua esperienza. In realtà, se la storia personale o familiare non suggeriscono particolari problemi, gli esami per la pillola non servono a nulla. In linea di principio si tende oggi a usare pillole con dosaggi ormonali sempre più bassi, con progestinici antiandrogenici capaci di migliorare l'aspetto estetico della donna, e possibilmente con estrogeni naturali, tali da essere sempre più tollerabili. Prima di usare una pillola per la prima volta parlerei almeno con il medico di medicina generale, se non con il ginecologo.

Rapporto tra pillola e intolleranze alimentari

Sono una ragazza di 24 anni e ho deciso di prendere la pillola anticoncezionale. Ho effettuato da poco un esame per intolleranze alimentari e sono risultata fortemente intollerante a: grano e derivati, olio di oliva, patate, peperoni, pomodori, zucchero e miele. Non sono mai stata celiaca. Ho letto che alcune intolleranze, particolarmente quelle al lattosio e al glutine, possono interferire sull'efficacia contraccettiva della pillola, portandola dal 99,9% a 95%, aumentandone alcuni fastidiosi effetti collaterali (gonfiore addominale, meteorismo ecc.). Naturalmente sto adottando una dieta priva degli alimenti a cui sono intollerante, la pillola anticoncezionale sarà sicura anche se presento questo tipi di intolleranze?

Il problema del rapporto tra pillola e intolleranze alimentari riguarda prevalentemente il lattosio, che è presente in ogni pillola. In questi casi è corretto evitare la via orale. In ogni caso il problema dell’assorbimento e quindi della efficacia della pillola esiste, qualunque sia l’allergene in causa, se si determinano fenomeni di vomito (entro 3-4 ore dalla assunzione della pillola) o di diarrea (entro 3-4 e 6 ore dalla assunzione della pillola).

Ananas e pillola

La mia ragazza assume da una settimana la pillola anticoncezionale. Ha iniziato ad assumerla il primo giorno di mestruazioni, dunque fin da quel giorno teoricamente dovrebbe essere coperta. Il quinto giorno abbiamo avuto dei rapporti sessuali completi e la sera, 15 minuti prima di assumere la sesta compressa, ha mangiato 3 fette tagliate in modo circolare di ananas. Ho letto online che l’ananas interferisce con la pillola. Mi saprebbe spiegare meglio e, sopratutto, darmi rassicurazioni per quanto riguarda una possibile gravidanza indesiderata?

Purtroppo attorno alla pillola ruotano moltissime leggende metropolitane, in particolare quelle di molti integratori che potrebbero ridurne l’efficacia. Certamente noi conosciamo la possibilità di interferenza da parte di alcuni antibiotici, antiepilettici, antivirali e dell’erba di San Giovanni. Per il resto non abbiamo assolutamente dati scientificamente plausibili.

Pillola e cellulite, quale legame

La pillola può causare di per sé cellulite? E se sì, che cosa si può fare per combatterla se non si vuole sospendere la pillola?

La cellulite è un problema molto diffuso, che interessa gran parte delle donne, pur con gravità diversa da persona a persona in relazione alla presenza di fattori facilitanti o predisponenti (familiarità, dieta, sedentarietà, età ecc.). Questa diffusione elevata rende difficile definirla come una malattia, se non volessimo definirla come una “malattia moderna”, in un mondo in cui la magrezza estrema viene purtroppo vista come modello da perseguire, con tutti i guai che ne conseguono. Il suo meccanismo fisio-patogenetico è legato alla azione degli estrogeni, che fanno trattenere liquidi e facilitano il deposito del grasso, in particolare a livello di cosce, glutei, arti inferiori in generale. Siccome gli estrogeni sono prodotti soprattutto dalle ovaia, essa è ovviamente una malattia tipicamente e strutturalmente femminile. Poiché la pillola introduce un piccolo plus di estrogeni all’organismo femminile, vi possono essere alcune donne che ne risentono in corso di uso. Ma l’aumento di peso correlato con la pillola può essere di 0,5-1 kg e, dunque, insignificante rispetto alla cellulite. Peraltro la gravidanza, che la pillola evita, si accompagna spesso a un aumento notevole della cellulite. Il modo per limitarla o evitarla consiste nell'attenzione alla tavola, con una dieta corretta che faciliti le funzioni intestinali (frutta e verdura fresca), ridurre o evitare il sale, introdurre con abbondanza liquidi, in particolare acque oligominerali e nel praticare regolare movimento, nell’indossare indumenti che non stringano e calzature senza tacchi.

Uso prolungato della pillola e pause

Ho 25 anni e ho cominciato ad usare la pillola a 15. Ci sono stati anni di pausa, mentre ora la assumo ininterrottamente da un anno e non sono in procinto di smetterla. Quali sono i reali rischi in un uso prolungato della pillola? È vero che sarebbe sempre meglio prendersi dei periodi di pausa? In caso affermativo, quanto prolungati? È vero che con l'uso prolungato si rischiano perdite di fertilità?

Non ci sono dati della letteratura che confermino la necessità di smettere ogni tanto la pillola. Peraltro, oltre a non interferie negativamente sulla fertilità, la pillola nel lungo periodo protegge anche da alcuni tumori, come quelli del corpo dell’utero e dell’ovaio. Ne consegue che i rischi nell’uso continuato sono nulli, semmai vi sono molti aggiuntivi benefici di salute di tipo non contraccettivo.

Influenza della pillola sull'infezione da HPV

Ho scoperto l'anno scorso di aver contratto il papilloma virus. Non essendo grave mi è stato consigliato di aspettare un anno e rifare la colposcopia per assicurarsi la scomparsa. La mia domanda è se la pillola anticoncezionale influisce in qualche modo con questa patologia, visti i diversi pareri di esperti.

Sotto la denominazione comune di “papilloma virus” (Human Papilloma Virus - HPV) si raggruppano almeno 100 diversi tipi di virus, un gruppo dei quali può essere pericoloso perché in grado di determinare la formazione di condilomi o la trasformazione maligna di cellule a livello del collo dell’utero, dell’ano, della mucosa orale. La infezione da papilloma virus si contrae durante un rapporto sessuale. Per la protezione da questi virus sono oggi disponibili in Italia due diversi tipi di vaccino, uno bivalente (contro HPV 16 e 18) e uno quadrivalente (contro HPV 6, 11, 16, 18), che vengono comunemente consigliati alle ragazze nel corso del loro 12º anno di vita, ma che possono essere utilizzati anche fino a 26 o addirittura fino a 45 anni. Sarà presto in arrivo anche in Italia un vaccino nonavalente, cioè capace di proteggere da almeno nove diversi tipi di HPV (HPV 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58). Non vi è un razionale specifico per pensare che l’utilizzo della pillola possa influenzare l’insorgenza, la diffusione e lo sviluppo di questo tipo di infezione. Corrisponde in effetti al vero che molte volte l’infezione, in situazioni relativamente iniziali e in particolare nella donna giovane, si autoelimina nell’80% dei casi per il progressivo naturale distacco delle cellule infettate, e che quindi valga la pena fare sistematici controlli per verificarne l’andamento.

Assunzione prolungata della pillola e riduzione del suo effetto

Prendo la pillola contraccettiva da più o meno 7 anni, è possibile che una pillola anticoncezionale smetta di fare effetto sull'organismo e quindi non funzioni più?

Non esiste possibilità di assuefazione alla pillola e conseguente riduzione del suo effetto anticoncezionale, nemmeno nel lunghissimo periodo.

Scelta della pillola giusta

Da aprile 2011 a dicembre 2011 ho preso una pillola con levonorgestrel più etinilestradiolo, che ho interrotto per disturbi intestinali che, ho scoperto, non legati alla pillola. Quindi a febbraio 2012 ho iniziato a riprenderla. Però, come avevo già notato prima della sospensione, ho disturbi legati al ciclo e acne come se non prendessi la pillola. La mia ginecologa mi ha consigliato di sostituirla. Posso prendere quella nuova già dal prossimo mese (dopo la sospensione di 7 giorni)? Il fatto che dopo la sospensione abbia preso per un solo blister per poi sostituirla ha effetti negativi?

Il problema di individuare il giusto tipo di pillola trova difficile soluzione nei casi in cui bisogna tenere conto di molti fattori che possono influenzare la scelta. Naturalmente una precedente esperienza con una pillola con/senza avere avuto particolari fenomeni collaterali aiuterà quando si tratterà di rivalutare negli anni successivi se ritornare o meno a una precedente pillola. Quando si tratta di bilanciare o combattere alcuni problemi clinici personali (dismenorrea, ipermenorrea, cefalea durante il mestruo) o problemi estetici (acne, pelle grassa, peluria più abbondante) allora la scelta va affrontata in maniera più dettagliata. Per i problemi che citavo per primi, tutto sommato, ogni pillola ottiene la scomparsa del dolore mestruale e riduce la quantità del mestruo. Per quanto riguarda la cefalea basta sospendere la mestruazione assumendo la pillola con un regime esteso, cioè senza mai interruzioni, per 3-5-10 mesi o quanto si vuole, facendo i 7 giorni di pausa solo ogni tanto. Se invece si vuole combattere l’acne, come nel caso in questione, conviene assumere una pillola che contenga un progestinico antiandrogenico. Questi progestinici, in ordine decrescente di potenza antiandrogenica sono: il ciproterone acetato, il dienogest, il drospirenone, il clormadinone acetato, tutti contenuti in pillole in commercio in Italia. È da una di queste pillole che partirei per dare un consiglio in questo caso. Quando si vuole passare da una pillola a un’altra, e lo si può benissimo fare anche dopo un mese, si deve comunque sempre cominciare dal primo giorno della mestruazione, come se fosse la prima volta in assoluto che la donna assume la pillola.

Pillola e brufoli

È normale se, assumendo una pillola anticoncezionale con formulazione innovativa contenente drospirenone, sul viso, che è stato sempre pulito, compaiono diversi brufoli, in particolar modo sulla fronte e sul mento?

Il tipo di pillola utilizzato dovrebbe agire contro acne e pelle grassa. Il risultato necessita però di alcuni mesi per essere evidente. Va anche tenuto presente che la pelle grassa e le sue conseguenze estetiche possono essere conseguenza di molti fattori, dalla alimentazione allo stress. Se nel giro di 4-6 mesi la pelle non migliora occorre verificare tutto questo, ed eventualmente discutere con il ginecologo per una diversa pillola.

Efficacia della pillola in relazione al peso corporeo

Ho 21 anni, peso 91 kg e sono alta 1,70! Oggi ho fatto la mia prima visita ginecologica chiedendo di prescrivermi la pillola. Dopo avermi detto quale prendere si è raccomandata di non aumentare di peso perché la pillola potrebbe non funzionare. Mi sto chiedendo se la pillola già può non funzionare o se ho un margine.

Vi sono alcuni dati sporadici della letteratura che suggeriscono una ridotta efficacia anticoncezionale degli estroprogestinici nelle donne oltre i 90 kg. È abbastanza facile immaginare che un contenitore di 50 kg sia diverso da uno di 90 kg. Nonostante questo sono molti i fattori che possono entrare in gioco nel determinismo del rischio, come un diverso meccanismo enzimatico di utilizzo degli ormoni e altri fattori ormonali e biologici. Infine il "warning" sul peso non va esteso a tutte le pillole, perché dosaggi diversi e ormoni diversi possono dare risultati diversi. Dunque il concetto del peso elevato va tenuto più come riferimento che non come un monito assoluto.

Pillola assunta per 20 giorni anziché 21, che fare

La mia ragazza usa la pillola da anni. Durante il ciclo precedente ha dovuto prendere, causa vomito, 2 pillole lo stesso giorno. In tal modo ha terminato il blister un giorno prima rispetto al solito, ha effettuato la pausa di 7 giorni, durante i quali sono arrivate le mestruazioni. Di conseguenza ha iniziato ad assumere le pillole del nuovo blister un giorno prima. Ci sono rischi di protezione contraccettiva nel mese successivo visto che il mese precedente ha preso 20 pillole anziché 21? Abbiamo agito correttamente?

Avete agito correttamente. Il ciclo che si costruisce con la pillola è artificiale e può essere di 20, 21 o più giorni (a volte si fa il cosiddetto uso esteso anche per mesi), seguiti dai soliti 7 giorni di pausa.

Assunzione della pillola per iperplasia endometriale e aumento di peso

Da un anno assumo regolarmente la pillola dopo una diagnosi di iperplasia endometriale. Già dal primo mese sono spariti tutti i disturbi che avevo. Ma in un anno ho preso 15 kili. Non ho cambiato abitudini alimentari, nè stile di vita, nè ambiente, nè lavoro. Non assumo altri farmaci. Ho fatto le analisi: tutti i valori sono a posto, non sono intollerante al glutine nè al lattosio. Secondo lei, può essere la pillola? Se sì, c'è un'altra pillola o un altro metodo per contrastare l'iperplasia endometriale?

Per dare una risposta più precisa si dovrebbe conoscere almeno l’età della donna e il percorso clinico che ha portato alla diagnosi di iperplasia endometriale. La quale iperplasia di per sé non dà nessun disturbo particolare, se non eventualmente talora sanguinamenti ematici genitali. Ma quali sono i disturbi eventualmente presenti già prima di assumere la pillola e ricomparsi alla sospensione della pillola? Semmai tali disturbi potrebbero essere correlati con la patologia che ha determinato la iperplasia ed eventualmente con l’età della donna e la sua storia clinica personale e famigliare (parità, patologie pregresse, alimentazione, stile di vita, variazioni del peso nelle decadi precedenti, patologie degli ascendenti, e tanto altro ancora). Tenendo altresì presente che il peso è influenzato da moltissimi fattori. Tutto questo va indagato e puntigliosamente ripercorso per individuare le possibili cause di modifica del peso e della persistenza di possibili disturbi. Molti tipi di pillola estro progestinica vengono comunemente utilizzati per il trattamento sintomatico della iperplasia endometriale semplice sfruttando la componente progestinica, che è quella che dovrebbe far scegliere il tipo di pillola in base alla potenza del progestinico. Anche la terapia di solo progestinico viene molto spesso utilizzata in questa direzione. Prima di procedere con la terapia in atto e prima di discutere se questa terapia sia adeguata o meno, dopo questo lungo periodo di terapia effettuata, indagherei se l’iperplasia sia ancora o meno presente.

Pillola e difese immunitarie

Sono una ragazza di 25 anni. Ho preso la pillola per diversi anni e adesso ho interrotto da 5 mesi. Vorrei prendere un anticoncezionale, in quanto ho una relazione stabile, ma sono molto titubante perché la ginecologa mi ha detto che gli anticoncezionali ormonali (pillola, anello ecc) abbassano le difese immunitarie e ho avuto varie infezioni in passato. Secondo lei se prendo una pillola a basso dosaggio ormonale e nel frattempo faccio delle cure per rinforzare il sistema immunitario, posso attenuare i rischi? C'è qualche metodo che potrebbe influire in misura minore?

Non vi è un razionale scientifico per ipotizzare che gli anticoncezionali ormonali siano in grado di diminuire le capacità di difesa dell’organismo. Purtroppo ben altre ne possono essere le ragioni, incluso lo stile di vita. Ne consegue che se sente la necessità di un metodo anticoncezionale sicuro, e le sue scelte si dirigono verso la pillola estro-progestinica, questa scelta può essere tranquillamente percorsa senza alcuna perplessità.

Fieno greco: nessuna interferenza con la pillola

Sono una ragazza di 26 anni, vorrei prendere il fieno greco, ma da circa 4 mesi assumo la pillola anticoncezionale. Vorrei sapere se il fieno greco interferisce con la pillola o posso prenderlo tranquillamente.

Non c’è fieno greco che possa interferire con qualunque pillola. Ne consegue che può assumerlo con tranquillità.

Pillola e flora intestinale

L'uso prolungato e continuo della pillola può alterare la flora batteria gastrointestinale; eventualmente quali rimedi si possono adottare?

In alcuni organismi l'uso di lungo periodo della pillola può determinare alcuni piccoli cambiamenti nella quantità e qualità della flora batterica intestinale. In questi casi può essere utile assumere lattobacilii (yogurt e altro).

Efficacia delle pillole a basso dosaggio

Volevo sapere se la pillola anticoncezionale a basso dosaggio ormonale ha effetto su tutte le donne oppure è possibile che alcune donne abbiamo bisogno di un dosaggio ormonale più alto per ottenere l'effetto contraccettivo?

Nel corso dei decenni della sua vita dai primi anni ’60 la pillola ha subito modifiche nella sua composizione soprattutto nella direzione di una riduzione dei dosaggi ormonali. Per quanto emerge dai dati della letteratura ciò non ha diminuito i suoi livelli di sicurezza anticoncezionale, pur avendo in generale diminuito i fenomeni collaterali negativi. Esistono però sporadiche segnalazioni di gravidanze insorte in donne con peso superiore ai 90 kg, peso che potrebbe in certe situazioni metaboliche risultare critico/al limite per le minime dosi attualmente utilizzate e comunemente disponibili in commercio.

Pillola dimenticata due giorni dopo il rapporto

Salve. La mia ragazza prendela pillola, e abbiamo avuto un rapporto il giorno in cui assumeva la dodicesima. Il giorno ha regolarmente assunto la tredicesima, ma poi l'ha dimenticata per i due giorni successivi, riprendendo l'assunzione con la sedicesima. So che ormai la sicurezza contraccettiva è compromessa, però ho il dilemma se può essere stata compromessa anche la protezione anticoncezionale per il rapporto avuto due giorni prima delle dimenticanze. Comunque il giorno dopo la ripresa ha avuto delle perdite, probabilmente per l'interruzione brusca della pillola. Ma con queste perdite posso essere tranquillo che non sia rimasta incinta oppure non centra assolutamente niente?

La dimenticanza di due o più pillole è comunque possibile causa di gravidanza non desiderata, anche se la probabilità è remota. Ha perciò senso fare un test di gravidanza.

Posticipare l'assunzione della pillola

Il mio problema è questo. Prendo una pillola anticoncezionale con drospirenone ed etinilestradiolo, da prendere per 21 giorni con 7 di interruzione. Per errore ho anticipato il giorno di assunzione della nuova confezione, ma dal prossimo mese dovrei ritornare a iniziare il ciclo di assunzioni il giorno in cui ho sempre iniziato, quindi posticiperei di un giorno l'assunzione della pillola. So che si può anticipare, ma non so cosa accade, dal punto di vista anticoncezionale e dal punto di vista del ciclo, posticipando.

Con le pillole poste in commercio in confezione di 21 compresse tutte uguali contenenti drospirenone ed etinilestradiolo è possibile allungare l'assunzione di quanti giorni la donna desideri, semplicemente assumendo una, due o più pillole da una nuova confezione. Ciò ritarderà di uno, due o più giorni la venuta del mestruo a convenienza della donna.

Efficacia della pillola da persona a persona

Vorrei sapere se la pillola (presa correttamente, senza episodi di vomito, diarrea oppure assunzione di antibiotici che ne annullano l'effetto) funziona sempre e comunque o se magari il dosaggio può essere troppo basso o troppo alto e quindi varia da persona a persona.

Se assunta correttamente e senza interferenze la pillola dovrebbe avere una sicurezza assoluta. Vi sono in realtà alcuni studi che evidenziano possibili problemi in donne in sovrappeso, nelle quali il picco ormonale potrebbe essere più basso che nelle donne di peso normale, anche se va considerato che le donne obese hanno spesso maggiore difficoltà a restare incinte e hanno spesso anche altre problematiche mediche sottostanti (diabete, ipertensione, ecc.).

Effetti della pillola a lungo termine

Assumo da quattro anni la pillola anticoncezionale. Non ho mai riscontrato problemi, tuttavia ultimamente sono incappata in testimonianze in cui si diceva che assumendo per molto tempo la pillola una volta smesso si sarebbe andate incontro a numerosi problemi come assenza del ciclo mestruale, problemi a concepire e altri ancora. Vorrei sapere, è così? Inoltre dopo quanto tempo si può dire che si assume la pillola da "troppo" tempo?

La pillola anticoncezionale si può assumere per lunghissimo periodo, anche decenni o per tutta la vita, senza alcuna particolare preoccupazione, concesso che non vi siano controindicazioni, e ciò deve essere valutato dal medico prescrittore insieme con la donna utilizzatrice, e concesso che non compaiono fenomeni collaterali, come per esempio improvvise emicranie con aura, che ne impongano la interruzione e la rivalutazione. È peraltro dimostrato che tanto più lungo è l’uso ininterrotto della pillola e tanto più consistenti sono i vantaggi di salute non contraccettiva ad essa collegati, ad esempio la riduzione della incidenza del tumore dell’ovaio e dell’endometrio. Le saltuarie interruzioni nell’uso della pillola non hanno nessun significato clinico, e non sono prescritte in nessun manuale, sono anzi sconsigliate perché si correlano alla insorgenza di gravidanze non desiderate, con tutto ciò che ne consegue (il 50% di esse va a finire in aborto volontario, e tale percentuale può arrivare all’80% nelle giovani e delle adolescenti). Quanto ai fenomeni collaterali osservabili dopo la sospensione, va ricordato che essi si correlano alla struttura ormonale della donna utilizzatrice e sono spesso simili a quelli presenti prima dell’utilizzo della pillola. Non ci sono dati della letteratura che dimostrino che dopo la pillola le mestruazioni possono scomparire quale conseguenza del suo utilizzo, ma fenomeni di questo tipo possono raramente comparire, anche perché nel corso degli anni l’organismo subisce dei cambiamenti anche nel gioco degli ormoni e la pillola, inducendo un ciclo artificiale, può transitoriamente mascherare questi cambiamenti che si rivelano poi alla sua sospensione. Per quanto concerne la fertilità post pillola, anche qui i dati più consistenti della letteratura non testimoniano un fenomeno di questo tipo. Ma va ricordato che circa il 20% delle coppie nei paesi occidentali soffre di sterilità, per una serie di ragioni di tipo maschile o femminile, e di questo gruppo può far parte anche la donna utilizzatrice della pillola senza saperlo a priori, ma accorgendosene solo nel momento in cui sospesa la pillola si pone alla ricerca di una gravidanza.

Pillola e dolori mestruali

Oggi la mia ginecologa mi ha dato la pillola contraccettiva. Ho un ciclo abbastanza doloroso e prendo la nimesulide per attenuare il dolore, mi chiedevo se posso continuare a prenderla anche con questa pillola o se ci sono effetti collaterali. Inoltre mi chiedevo se è vero che la pillola anticoncezionale fa diminuire i dolori legati al ciclo.

Tipicamente la pillola anticoncezionale riduce il dolore mestruale, oltre a regolarizzare la data e la durata del ciclo, che risulta solitamente meno abbondante. Ma riduce anche il dolore da ovulazione comunemente presente a metà ciclo in un certo numero di donne. Dunque i benefici sul ciclo esercitati dalla pillola sono numerosi, e sono un plus aggiuntivo all’effetto anticoncezionale. Rispetto alla pillola per altro non vanno trascurati altri benefici, inclusa la riduzione dei tumori dell’ovaio, dell’endometrio e del colon. Solitamente in corso di uso di pillola l’assunzione di FANS, quale quello citato, risulta superflua.

Pillola rimasta in gola

L’altra sera ho preso la pillola come sempre, ma sembrava non volesse scendere, allora ho cercato di mandarla giù con due bicchieri di acqua! Poi sembrava passato il fastidio ma dopo mezz'ora ho starnutito. Quindi sarebbe così gentile da dirmi se secondo lei una cosa così piccola con 2 bicchieri d'acqua possa non essere scesa ed essere rimasta incastrata in gola e quindi essere stata espulsa con lo starnuto?

Ovviamente non è possibile rispondere con certezza assoluta a un quesito di questo tipo, se non da parte di chi era presente ed ha fatto una osservazione diretta del materiale eventualmente espulso durante lo starnuto. Risulta però difficile immaginare che una pillola non venga totalmente ingerita dopo un paio di bicchieri d’acqua, a meno che non ci siano una serie di difficoltà meccaniche o psicologiche nella assunzione della pillola, che però avrebbero già dovuto evidenziarsi durante le precedenti assunzioni.

Pillola scaduta

Questo mese ho saltato la pausa della pillola prendendo due blister di seguito; sono ancora a metà del secondo blister solo che mi sono accorta solo ieri di aver preso per 13 giorni una pillola scaduta 07/2015 quindi ieri ho subito preso quella del nuovo blister. Le mestruazioni non mi sono arrivate, ho solo avuto delle perdite marroncine per tutto il periodo. Devo preoccuparmi?

Non credo che si debba preoccupare per la pillola scaduta, se è stata conservata in buone condizioni. Per quanto riguarda il piccolo sanguinamento, esso può essere tranquillamente interpretabile come possibile nella situazione in cui due o più blister vengono assunti in modo continuativo senza pausa. Tale condizione più spesso scompare nei mesi successivi.

Melatonina e pillola

Volevo sapere se delle gocce di melatonina possono interferire con l'uso della pillola e diminuirne l'effetto contraccettivo.

La melatonina, secondo quanto si sa, non ha interferenza con l'efficacia della pillola, anche se in realtà uilizzano gli stessi siti metabolici.

Antiacidi e pillola

Ieri sera circa mezz'ora prima di prendere la pillola la mia ragazza ha assunto un antiacido a base di bicarbnato di sodio e acido citrico. Ci sono problemi di copertura contraccettiva o di mal assorbimento della pillola?

Gli antiacidi non dovrebbero interferire nell'assorbimento della pillola. Sarebbe comunque preferibile assumerli a una certa distanza (almeno due ore), come per ogni altro farmaco.

Pillola dei 5 giorni dopo: non ha effetto a ovulazione avvenuta

Ho 18 anni. Ho avuto un rapporto non protetto con il mio ragazzo. Era la prima volta per lui e a un certo punto ha eiaculato fuori dal condotto vaginale però, essendoci spaventati entrambi per l'accaduto siamo corsi a prendere la pillola dei 5 giorni dopo e l'ho assunta circa un'ora dopo il rapporto non protetto. Quando è avvenuto il rapporto, ero in periodo fertile. Su Internet ho letto che a ovulazione già iniziata, la pillola non fa effetto e così sono caduta nel panico più totale.

La contraccezione di emergenza ha la capacità di ritardare il meccanismo della ovulazione. In particolare il farmaco citato può bloccare l’ovulazione anche quando la curva dell’LH sta salendo, cioè quando l’ovulazione sta quasi per avvenire. Ma quando essa è già avvenuta non c’è più nessun farmaco che la possa bloccare. Questo ovviamente non significa per forza di cose che gli spermatozoi eventualmente presenti nei genitali interni femminili in quel momento portino sicuramente a fecondazione. In questi casi ovviamente cadere nel panico non serve a nulla; ciò che in effetti serve è prendere le proprie precauzioni all’origine avendo rapporti sempre totalmente protetti facendo prevenzione. Ricordandosi anche che non sempre il coito interrotto è realmente totalmente interrotto e che le secrezioni pre-eiaculatorie possono anche contenere spermatozoi capaci di fecondare.

Pillola e circolazione venosa

Salve, sto assumendo la pillola da circa 7 mesi. Volevo sapere se può influire sulla circolazione e sulle vene, perché ne ho alcune in evidenza accompagnate da capillari rotti e sento le gambe pesanti. Sto prendendo delle pastiglie a base di vite rossa ma sto trovando poco sollievo. Ho 24 anni mi sembra una cosa precoce!

La pillola può influenzare sensazioni negative agli arti inferiori perché può fare trattenere liquidi. Di ciò è corretto parlare con il ginecologo prescrittore e, se del caso, con uno specialista vascolare che saranno in grado di dare gli opportuni consigli. È comunque importante uno stile di vita adeguato, che includa il movimento, talora l'uso delle calze elastiche, l'abolizione del fumo. È importante anche indagare la storia personale e familiare per verificare la presenza di eventuali fattori di rischio per flebiti.

Pillola e rischio di trombosi in caso di intervento

Ho iniziato la cura per le ovaie con la pillola. Il 26 giugno dovrei effettuare un intervento chirurgico al piede e nella guida della pillola c'è scritto che in questo caso potrei rischiare una trombosi. Vorrei sapere secondo lei dovrei smettere la pillola e riprenderla successivamente o, data la mia età (21 anni), non corro pericoli?

Se una donna assume la pillola e fa un intervento chirurgico che implichi immobilità temporanea più o meno lunga deve certamente sospendere la pillola. Allo stesso modo si deve comportare una donna che effettui un intervento che implichi manipolazioni di vasi. Se poi fosse realmente a rischio di trombosi per ragioni personali (storia personale, traumi, genetica, ricca varicosità, altro) sarà il chirurgo a valutare l’utilità di una terapia anticoagulante, solitamente a base di eparina.

Pillola assunta in modo continuativo

Dopo l'asportazione di un mioma che mi causava severe perdite ematiche mi è stata prescritta la pillola etinilestradiolo + levonorgestrel da assume per tre mesi senza osservare la pausa dei 7 giorni. Durante questo periodo la mia emoglobina si è ristabilita come non accadeva da 15 anni. Vivo le mestruazioni come un evento stressante sia dal punto di vista fisico che psicologico. Considerato che non desidero gravidanze, al momento sto andando avanti assumendo la pillola di continuo. Desideravo chiederle se questa modalitá di assunzione è pericolosa.

Se il mioma non era intracavitario, ma anche se lo fosse stato ed è stato ben asportato, una alternativa all’assunzione continua di una pillola, qualunque essa sia, è l’inserimento in utero di un sistema intrauterino al levonorgestrel (IUS-LNG). Questo strumento ha la capacità di ridurre decisamente le mestruazioni spesso fino alla loro scomparsa, che avviene in un 30% dei casi entro un anno dall’inserimento, con grandi vantaggi in termini di qualità di vita e con grandi miglioramenti di emocromo, sideremia e ferritina come descritto in tutte le casistiche. Lo IUS al levonorgestrel è infatti indicato come strumento di prima scelta in tutte le condizioni di flussi mestruali abbondanti, sia nelle nostre linee guida nazionali che in quelle internazionali. Considerando che l’uso continuo di una pillola non è di per se pericoloso, va però detto che assumendola lei introduce quotidianamente ormoni che circolano nell’organismo. L’uso del sistema intrauterino al levonorgestrel, pur avendo una efficacia elevatissima a livello anticoncezionale ed a livello della riduzione del flusso mestruale, non è accompagnato da nessun sostanziale assorbimento di ormoni a livello generale dell’organismo. Infatti la quantità di levonorgestrel in esso contenuta basta per cinque anni ed è decisamente molto inferiore a quella contenuta in una pillola per via orale che contenga lo stesso ormone e che venga assunta quotidianamente (52 mg per 5 anni dismessi in cavità uterina alla dose di 20 microgrammi al giorno dello IUS contro 100 mg in un giorno della pillola). La dose dismessa è talmente bassa da non andare in circolo, e la sua efficacia anticoncezionale è praticamente assoluta, poiché sfiora il 100%, mentre ciò non è per la pillola (che può essere dimenticata, vomitata, eccetera).

Uso di ciproterone acetato e pillola

Ho 25 anni, ho assunto la pillola per 3 anni a causa di ciclo irregolare e acne papulosa del viso. Dopo due anni dall'inizio dell'assunzione ho cominciato ad avere la crescita di peli sul mento e dopo tre anni diradamento dei capelli su tempie e vertigine. Qualche giorno fa ho effettuato visita ginecologica che ha riscontrato ovaie lievemente multifollicolari. La ginecologa mi ha prescritto ciproterone acetato da assumere la mattina (continuando ad assumere anche la pillola). Mi hanno detto che il ciproterone acetato è un farmaco esclusivamente per gli uomini, indicato per la cura del carcinoma prostatico, e sconsigliato alle donne. Avevo piacere di avere un altro parere da un esperto.

Il ciproterone acetato è un progestinico a effetto antiandrogenico, che viene comunemente utilizzato anche in ambito ginecologico per il trattamento degli iperandrogenismi, solitamente in associazione con un estrogeno in modo sequenziale inverso (cioè l’estrogeno viene utilizzato per 20 giorni, e il progestinico vi viene associato/sovrapposto nei primi dieci). Come tale è infatti presente anche in una pillola del commercio, che è sul mercato da moltissimi anni. Talora viene invece associato in modo sequenziale inverso (cioè nei primi dieci giorni di assunzione, come detto) in aggiunta a una qualunque altra pillola anticoncezionale che all’estrogeno associ un altro tipo di progestinico, che può a sua volta avere anche un effetto antiandrogenico. Se potessimo indicare in una scala decrescente il potere antiandrogenico di alcuni progestinici, diremmo che, fatto 100 il più potente di tutti, che è il ciproterone acetato, il dienogest fa 40, il drospirenone fa 30, il clormadinone fa 20. Ecco perché nei casi ritenuti importanti il ciproterone acetato viene preferito. Anche se in realtà nell’uso di lungo periodo tutte le pillole risultano un po’ antiandrogeniche. L’assunzione di pillole a effetto antiandrogenico è molto utile nelle situazioni di ovarite microcistica, o policistosi ovarica che dir si voglia, che solitamente si accompagna ad acne, pelle grassa, peluria più abbondante, talora a perdita di capelli. In conclusione si può dire che in linea di principio l’associazione di una altra pillola con il farmaco citato, come proposto, ha un suo significato clinico. Anche se a questo scopo viene comunemente utilizzato a dose inferiore a quella proposta; ma la dose va personalizzata secondo valutazione del medico. Per averne completo giovamento occorre però che sia verificata per bene la causa di questi disturbi; anche se la causa più comune è l’ovaio microcistico, vi possono concorrere lo stress, patologie della ghiandola surrenale o dell’ipofisi, o altro ancora. Ciò può prevedere una completa valutazione clinica, ginecologica e/o dermatologica, talora endocrinologica, eventuali esami strumentali, come ecografia pelvica o delle ghiandole surrenali, eventuali dosaggi ormonali, che definiscano bene il quadro.

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