RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Piercing e “tatuaggio chimico”"

Da qualche anno intorno al foro del piercing al naso si è formato un alone scuro, simile a un livido. Nonostante abbia smesso di usare il piercing e abbia utilizzato saponi e peeling, l’alone non accenna a sparire. Il medico ha parlato di “tatuaggio chimico” causato dai gioielli d’argento che ho usato negli anni e non mi ha dato grandi speranze di poterlo far sparire. Davvero non c’è un modo per eliminarlo?

L'argento e altri elementi presenti nelle leghe metalliche si combinano spesso con alcune secrezioni cutanee dando luogo a composti di colore scuro. Se questi vengono incorporati nel derma realizzano un vero e proprio tatuaggio: data la posizione, gli interventi per la sua eliminazione comportano rischi cicatriziali più evidenti e antiestetici del "tatuaggio" stesso. Il piercing può anche provocare uno stato infiammatorio cronico con conseguente iperpigmentazione. L'applicazione di creme depigmentanti a base di arbutina (sostanza naturale estratta dalle ericacee), preceduta da un po' di succo di limone è un tentativo che non implica effetti indesiderati e può essere portato avanti per 2-3 mesi.


Ha risposto Garonzi Francesco

Garonzi

Francesco Garonzi

Dermatologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976,presso l’università degli studi di Milano, consegue l'abilitazione all'esercizio della professione medica nel 1977. Consegue la specializzazione in Dermatologia e Venereologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 1979.Da allora esercita la professione come specialista dermatologo.

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