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Parto naturale o cesareo?

Se non esistono controindicazioni, meglio lasciare che la natura faccia il suo corso e riservare il cesareo soltanto ai casi in cui è davvero indicato.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

Se non esistono controindicazioni, meglio lasciare che la natura faccia il suo corso e riservare il cesareo soltanto ai casi in cui è davvero indicato.

L’organismo femminile è in grado di dare alla luce un neonato in maniera del tutto fisiologica e naturale. Sempre più donne però, anche in Italia, si ritrovano ad affrontare questo momento in una sala operatoria. Ciò dovrebbe accadere solo nel caso in cui sopraggiungano durante la gravidanza o nel corso del travaglio delle controindicazioni al parto per via vaginale. Ma non sempre è così.

I vantaggi del parto naturale per la mamma…

Difficile trovare al mondo una donna in gravidanza senza alcun timore al pensiero di dover partorire. Ma c’è chi è spaventata a tal punto da desiderare di essere sottoposta a un cesareo, senza però conoscere nel dettaglio le due tipologie di parto e i loro rispettivi vantaggi e svantaggi.

Se si lascia fare alla natura, il dolore è innegabile, ma non sarà fine a sé stesso, e una volta nato il bambino il senso di gratificazione e appagamento sarà talmente alto da generare nella neomamma nuove energie. Inoltre, la consapevolezza di aver affrontato e portato a termine un’esperienza così intensa e impegnativa infonderà nella donna una rinnovata autostima.

I benefici per la mamma non sono però solo psicologici, ma anche fisici: nonostante il dolore provato e, in alcuni casi, la necessità di punti di sutura, la ripresa è comunque molto rapida. Questo consentirà alla neomamma di alzarsi, camminare, e prendersi cura del bebè in autonomia fin da subito, e favorirà l’inizio dell’allattamento e il legame fra mamma e bambino grazie al contatto immediato fra i due.

…e per il bambino

I vantaggi di un parto naturale sono innumerevoli anche per il bambino. Gli ormoni prodotti dalla mamma durante il travaglio permetteranno infatti al neonato di arrivare preparato al momento in cui inizierà la sua vita extrauterina.

Inoltre, il passaggio nel canale del parto durante la fase espulsiva aiuta il bambino a respirare autonomamente, ripulendo i polmoni dai residui di liquido amniotico e dilatando i bronchioli, e gli permette di entrare in contatto con batteri che colonizzeranno il suo intestino (microbioma) e favoriranno lo sviluppo del suo sistema immunitario.

I falsi miti sul parto cesareo

Esistono casi in cui la gestante dà per scontato di dover essere sottoposta a un cesareo. Si tratta per esempio delle gravidanze gemellari, o delle donne che hanno già dato alla luce un bambino con un parto cesareo. O ancora nel caso in cui il travaglio inizi prima del termine. In tutti e tre questi casi non è invece sempre necessario rinunciare al parto naturale.

Nel caso i bimbi nell’utero siano due, se alla fine della gravidanza si trovano entrambi in posizione cefalica è consigliabile il parto naturale, mentre se uno dei due feti è podalico, allora sarà necessario discutere con il proprio ginecologo sul da farsi.

Non esistono invece vere e proprie controindicazioni a un parto naturale nel caso la donna sia già stata sottoposta a un cesareo, anzi. Praticare più volte un parto cesareo può comportare dei rischi non indifferenti per la gestante.

Anche i parti pretermine non devono avvenire per forza in sala operatoria, ma la modalità utilizzata per far nascere il bambino verrà scelta caso per caso in base alle condizioni della mamma e del feto.

Quando è meglio il cesareo

Spesso il parto cesareo viene visto come una scappatoia dai dolori del travaglio, quando in realtà si tratta di un vero e proprio intervento chirurgico, che comporta quindi alcuni rischi, come quello di infezioni o emorragie.

Ecco perché deve essere eseguito solo in presenza di precise indicazioni:

  • il feto è ancora in posizione podalica al termine della gravidanza
  • in caso di placenta previa, ovvero quando la placenta copre completamente o parzialmente il canale del parto attraverso cui deve passare il bambino
  • la futura mamma è diabetica e, allo stesso tempo, il peso stimato del feto supera i 4,5 kg.

In questi casi il parto per via vaginale è sconsigliato, mentre con un cesareo i benefici per mamma e bambino saranno superiori ai rischi. La ripresa sarà però più lunga per via dell’incisione dell’addome e dell’utero, e anche la degenza avrà una durata maggiore.

Lisa Trisciuoglio

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