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Niente televisione di sottofondo se in casa ci sono bambini

Diversi studi dimostrano che tenere accesa la tv è dannoso soprattutto per i più piccoli.

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Televisione infanzia

Diversi studi dimostrano che tenere accesa la tv è dannoso soprattutto per i più piccoli. Ecco un utile decalogo per i genitori.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi studi sull’impatto della televisione sul mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.

Molti di questi però si sono concentrati sul numero di ore effettivamente passate davanti allo schermo e sui contenuti dei programmi.

Più di recente alcuni studiosi si sono accorti che gli effetti più nocivi riguardano un fenomeno spesso trascurato: la tv di sottofondo.

Da qualche anno è risaputo che se un ragazzo studia con la televisione accesa di sottofondo, il suo rendimento è decisamente più scarso.

Ma ora si è scoperto che questa diffusissima abitudine può avere conseguenze ancora peggiori quando in casa c’è un bambino piccolo.

Meno loquaci e più solitari

Una ricerca condotta da psicologi dell’Università di Washington ha dimostrato che la presenza in casa di una TV accesa in sottofondo rallenta lo sviluppo sia delle abilità linguistiche sia delle capacità di socializzazione del bambino.

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno fornito a oltre trecento famiglie apparecchiature di registrazione dotate di un riconoscitore vocale che ha permesso il conteggio (protrattosi per ben 24 mesi) delle parole pronunciate da ciascuno.

È risultato che quando la televisione è accesa in sottofondo le interazioni linguistiche tra il bambino e i genitori diminuiscono drasticamente: nel caso di bambini di età compresa tra i due mesi e i quattro anni, per ogni ora trascorsa in questo modo vengono scambiate da 500 a mille parole in meno.

Una parte di questa riduzione era dovuta al fatto che il genitore si allontanava momentaneamente dalla stanza, ma buona parte di essa era effettivamente legata alla potente capacità di distrazione della televisione: anche quando la mamma era impegnata a giocare con il bambino, finiva sovente per non prestare attenzione alle vocalizzazioni o alle parole del piccolo.

Dialogo ridotto ai minimi termini

A volte la distrazione non è completa è la mamma comunque rispondeva, ma in modo minimale e passivo, con un ‘mugolio’ di assenso o, come ha rilevato un altro studio, con semplici cenni del capo, ma senza guardarlo e interagire realmente.

La riduzione di scambi verbali si traduce in un ritardo nell’acquisizione di una buona padronanza del linguaggio, dato che in questo periodo critico della vita la quantità e la ricchezza dei discorsi che si fanno con il bambino hanno un ruolo essenziale nella maturazione delle capacità linguistiche.

D’altro canto, le interazioni con le figure di riferimento adulte rappresentano un fattore essenziale per lo sviluppo di buone capacità di socializzazione.

Meglio spegnerla nonostante i capricci

Inoltre, l’effetto “distrazione” agisce anche direttamente sul bambino: quando la televisione resta accesa, il bambino gioca in maniera molto più frammentata e presta meno attenzione a quello che sta facendo.

Dato che il gioco è una vera e propria palestra per lo sviluppo cognitivo del bambino, è dunque meglio lasciare la TV spenta il più possibile, anche se il piccolo è tentato di fare i capricci per averla accesa.

Questa precauzione è necessaria anche se ci si premura di sintonizzare la Tv su programmi adatti alla loro età (spesso peraltro eccessivamente inframmezzati da pubblicità) o di utilizzare DVD specifici per bambini.

Osserva infatti l’autore dello studio, Dimitri Christakis: «La nostra preoccupazione è che i genitori possano percepire i programmi appositamente studiati con intenti educativi come una garanzia sufficiente, e decidere di parcheggiare i bambini di fronte alla televisione invece di rimanere accanto a essi e interagire».

In realtà, l’effetto positivo anche di questi programmi si esplica davvero se diventano uno spunto per un rapporto tra genitore e figlio.

«Di fatto» conclude lo psicologo, «in questo gruppo di età se i genitori parlano meno o non parlano affatto durante i programmi, il tempo per cui questo avviene finisce per avere altrettanto peso di ciò che viene visto».

Tempo che, in ogni caso, dovrebbe essere molto limitato, e mai superiore alle due ore al giorno. Un altro studio ha infatti rilevato che se i bambini di età compresa tra i due anni e mezzo e i cinque e mezzo superano questa soglia, manifestano poi maggiori problemi comportamentali e di integrazione con i coetanei di quanto non accada ai bambini che passano meno tempo davanti al televisore.

Questi problemi sono tanto più marcati quanto più precoce era stato il momento in cui avevano iniziato a superare la soglia delle due ore.

Il decalogo per i genitori

  1. Fate in modo che la televisione rappresenti un interesse marginale per il bambino: la sua attività principale deve essere il gioco.
  2. Non utilizzate te la televisione come una baby sitter
  3. Guardate la televisione insieme ai bambini
  4. Evitate di tenere accesa in sottofondo la televisione
  5. Fate in modo che i bambini guardino soltanto programmi adatti alla loro età
  6. Non tenete accesa la televisione durante i pasti (e i compiti per i più grandi)
  7. Non lasciate che il bambino controlli il telecomando
  8. Non fategli guardare la televisione fino al momento di andare a dormire
  9. Non mettete una televisione nella sua cameretta
  10. Non utilizzate la televisione come un premio o una punizione
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