Neonato lievemente ipereccitabile

DOMANDA

Mio figlio ha meno di due mesi. La pediatra dell'ospedale dove ho partorito ha detto che il bambino si presentava lievemente ipereccitabile e che ha la tendenza a tenere il capo rivolto più da un lato piuttosto che dall'altro. Lei me l'ha posta in un modo leggermente preoccupante. Ho parlato con la mia pediatra e mi ha rassicurato dicendomi che sono cose che si risolvono con la crescita, ma vorrei essere rassicurata ulteriormente. Premetto che il bambino non ha avuto sofferenze prenatali, né al momento del parto.

RISPOSTA DELL'ESPERTO

Risponde: Marina Battaglioli, Pediatra e neonatologa

Il neonato ipereccitabile è una definizione molto usata ma molto imprecisa e che quasi sempre non implica una patologia, ma solo uno stato comportamentale. Definiamo ipereccitabile un neonato che piange molto, magari trema mentre piange, si consola a fatica, ma non abbiamo molto altro da dire di lui. Può bastare la fame o la richiesta di contatto a far comportare così un piccolino. I tempi della Nursery di un ospedale spesso mal si conciliano con le esigenze personali di ogni bimbo: la sequenza di bagnetti/esami/visite a volte allunga più del dovuto la separazione dalla madre. I tempi domestici di solito calmano il neonato e il problema scompare da solo. Riguardo alla postura del capo, se non è obbligata, cioè se la testina si gira bene da entrambi i lati, con una preferenza per un lato, è la posizione preferenziale che teneva in utero. Col tempo sparisce; possono servire piccoli accorgimenti volti a fargli girare il capo dal lato difficile, come parlare al piccolo o cogliere il suo sguardo o porgergli i giochi dal lato che usa di meno. La sua pediatra, nel corso delle visite di controllo, le suggerirà eventuali altri provvedimenti.

Marina Battaglioli
Pediatra e neonatologa
Dirigente medico di 1° livello c/o Patologia Neonatale – Nido P.O. Buzzi.
Laureata in Medicina e Chirurgia a Milano nel 1990, opera fino al 1994 come studente interna prima e poi come specializzanda presso la Clinica De Marchi e la Clinica Mangiagalli dell’Università degli Studi di Milano dove consegue la specializzazione in Pediatria Generale nel 1994 e in Neonatologia nel 1996.
Tra il 1994 e il 1996 è titolare di una borsa di studio per il Trasporto Neonatale d’Emergenza presso il reparto di Patologia Neonatale della Clinica Mangiagalli, dove opera fino al 1998. Tra il 1998 e il 2000 presta la propria opera al Nido dell’Ospedale S.Giuseppe di Milano prima e poi alla Divisione di Pediatria e Patologia Neonatale dell’Ospedale “Valduce” di Como.
Dal 2000 assume l’incarico a tempo indeterminato presso il reparto di Patologia Neonatale e Nido dell’Ospedale Buzzi, attualmente è Dirigente medico di 1° livello.

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