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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Medici obiettori di coscienza e deontologia"

Un medico obiettore di coscienza può non informare la sua paziente di una piccola malformazione del bambino ai 7 mesi di gravidanza?

L'obiezione di coscienza di un medico rispetto a una gravidanza in corso può essere attivata quando una donna chieda l'interruzione volontaria della gravidanza. Ciò alla luce del dettato dell'articolo 9 della legge 194, 22/5/1978 che precisa come chi eserciti l'obiezione, sia esso medico o altro personale sanitario, non sia tenuto a prendere parte a procedure direttamente correlate con l'interruzione di gravidanza. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con le informazioni che un medico ginecologo che segue una donna in gravidanza deve darle sull'andamento della sua gravidanza, in particolare per quanto riguarda la presenza di malformazioni osservate nel feto. In questo caso si tratta di un diritto della donna e di un dovere deontologico del medico. Peraltro queste informazioni, se note, non vanno tenute segrete dal medico fino a gravidanza avanzata, ma vanno esplicitate appena conosciute.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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