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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Infezioni vaginali ricorrenti, cure omeopatiche"

Sono una ragazza di 25 anni, a settembre del 2011 ho fatto un tampone vaginale e sono risultata positiva a Clamidia, Candida, Gardnerella, Staphylococcus e miceti. Dopo numerose cure a dicembre ero ancora positiva alla Gardnerella, allora mi hanno prescritto metronidazolo ovuli per 10 giorni (prima l'avevo preso in associazione con clotrimazolo) anche il mio compagno ha fatto tutte le cure con me e da allora abbiamo sempre usato il preservativo. Nel frattempo sono mesi che prendo i fermenti per bocca e yogurt, ovuli con calendula/aloe/fermenti e sto attenta a disinfettare tutto, ho anche preso integratori naturali mirati per le infezioni. Dopo circa dieci giorni dalla cura torna il bruciore, faccio un nuovo tampone e di nuovo positiva sempre alla Gardnerella e Staphylococcus. Mi hanno prescritto la clindamicina. Esistono cure omeopatiche per le infezioni e nello specifico per la gardnerella? Sto provando anche con l'argento colloidale.

Non conosco cure omeopatiche per queste infezioni non essendo un cultore dell'omeopatia. Però come specialista ginecologo che impatta quotidianamente con candida, clamidia, gardnerella ed altro, tengo a dire che l’unico modo per snidare queste infezioni è farne una diagnosi corretta, in particolare con tamponi vaginali (e cervicali - cioè dalla cervice uterina - per la clamidia) o esame al microscopio quando indicato (ad esempio la gradnerella, il gonococco o il trichomonas si vedono bene cosi). La corretta diagnosi deve essere seguita da una terapia corretta e adeguata per dosi e tempi con farmaci mirati dal tampone. Tale terapia deve riguardare ambedue i partner contemporaneamente (e tutti i partner), perché altrimenti avviene quello che comunemente si definisce ping pong, cioeè la reinfezione. Più difficile è ottenere la bonifica definitiva dalla candida per una serie di ragioni. Occorre in questo caso mettere in moto anche una serie di comportamenti che modifichino lo stile di vita (evitare gli zuccheri, mettere solo indumenti intimi di cotone bianco e poi, una volta a domicilio, togliersi tutto, non usare è pericolosa, anche se è piuttosto noiosa. Peraltro, in base ai pochi elementi citati, le terapie indicate dovrebbero essere pertinenti alle citate infezioni, si tratta di vedere se sono state seguite con precisione o se non vi siano fattori di disturbo rispetto al risultato.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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