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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Gravidanza: come pulire frutta e verdura?"

Desidero ricevere informazioni circa il corretto lavaggio dei cibi da mangiare crudi in gravidanza. L'acqua basta? O è da preferire l'ammollo con bicarbonato o amuchina e, nel caso, tra i due prodotti qual è da preferire? Ci sono poi cibi che anche ben lavati non assicurano di non contrarre la toxoplasmosi? Penso alle fragole per le quali, essendo porose, forse il lavaggio non è sufficiente.

In generale viene consigliato a tutte le donne in gravidanza di porre attenzione alla manipolazione dei cibi, anche perché è buona cosa che la donna non acquisisca infezioni nel corso della gravidanza. Alcune di queste infezioni possono passare al feto e danneggiarlo. L'uso del bicarbonato può essere sufficiente, anche se di per se il bicarbonato non è un disinfettante. Allo stesso modo può essere utilizzata l'amuchina diluita. Ma anche lavare bene la frutta e la verdura sotto acqua corrente diluisce ovviamente la presenza di batteri, e ciò è spesso sufficiente. Se la frutta è dura si può anche spazzolare leggermente. La frutta delicata o fragile, come per esempio le fragole, può essere posta in un colino e lavata con lo spruzzo del lavandino. Non conviene lavare frutta e verdura con detersivi e sapone perché non sono stati pensati a questo scopo e possono lasciare residui. La frutta sbucciabile va mangiata sbucciata. È comunque importante lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di manipolare qualunque alimento. È opportuno anche lavarsi bene le mani con acqua e sapone dopo qualunque attività all'aperto o dopo aver manipolato pezzi di carne cruda (per i pericolo di toxplasmosi) e occorre lavare gli utensili di cucina con acqua calda e detersivo prima di riutilizzarli.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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