RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Gengiva che si ritrae: che fare"

A mia figlia (16 anni) è "scesa” la gengiva sotto scoprendo una parte di dente, il canino, che ora è evidentemente più sensibile perché lei si lamenta da qualche settimana che le fa male. Quali rimedi ci sono? Ho sentito che si può fare una specie di plastica: che risultati danno questi interventi? E sono duraturi?

Innanzitutto bisognerebbe andare a ricercare la causa di una tale recessione gengivale in una paziente così giovene, e questa potrebbe essere una combinazione di fattori genetici quali parodonto "sottile" e per questo maggiormente predisposto a recessione, un'igiene non ottimale, con la presenza di tartaro sottogengivale che può provacare sanguinamento e sofferenza del parodonto con perdita di attacco epiteliale e formazione di una tasca tra gengiva e dente; bruxismo e serramento; trauma da spazzolamento scorretto, cioè orizzontale, oppure un trauma accidentale. Le ragioni di una maggiore sensibilità sono invece da ricercare nella natura del minerale che ricopre la radice: il cemento infatti presenta una minor mineralizzazione dello smalto e anche, in certi punti, uno spessore minore, il che lo rende una barriera inefficace ad assicurare un corretto sigillo per la sensibilità al caldo ed al freddo. Una volta eliminati i possibili agenti eziologici, la soluzione più immediata potrebbe essere quella di un'otturazione al colletto del dente: il materiale da otturazione aumentando lo spessore dello strato che separa la radice dagli agenti esterni può efficacemente ridurre la sensibilità, ma rimane comunque una soluzione temporanea. Per quanto concerne la "plastica" cui faceva riferimento mi sembra di intuire che le abbiano proposto un piccolo intervento di chirurgia parodontale che va sotto il nome di riposizionamento del lembo, con o senza innesto gengivale, a secondo della gravità del difetto. Esso è eseguibile in ambito ambulatoriale e in anestesia locale, è minimamente traumatico per i tessuti e dal decorso post operatorio facilmente sopportabile. L'efficacia dell'intervento si valuta nel recupero di alcuni millimetri di gengiva in direzione della corona del dente con lo scopo di richiudere quello spazio che si è creato con la perdita di attacco gengivale. Nel tempo si ottiene un buon risultato con un buon recupero gengivale, a patto di rimuovere i fattori eziologici che ne hanno causato l'abbassamento. In caso contrario qualsiasi intervento chirurgico risulterebbe ovviamente inefficacie.


Ha risposto Pedone Maurizio

Pedone

Maurizio Pedone

Odontoiatra

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1985 con 110 e lode presso l’Università degli Studi di Firenze, consegue poi la specializzazione in Odontostomatologia e protesi dentale nel 1992 presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti. Dal 1985 al 1999 è Ufficiale Medico presso l'Aeronautica Militare.

CHIEDI ALL'ESPERTO
Registrati ACCEDI

Nel caso volessi comunicare qualche effetto indesiderato, segnalalo al Tuo medico o al Tuo farmacista, oppure direttamente alla Tua struttura sanitaria di riferimento secondo le modalità riportate al seguente sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)


Torna su