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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Farmaci in gravidanza"

Come comportarsi in caso di assunzione di farmaci in gravidanza?

L’uso dei farmaci in gravidanza o attorno alla gravidanza (subito prima dell'ovulazione, a cavallo del periodo ovulatorio e/o fecondante e durante l’allattamento) pone una serie non secondaria di problemi medici, psicologici ed etici. In linea di principio vanno applicate delle linee guida comportamentali, sia genenerali sia specifiche per ogni farmaco, che possiamo qui riassumere. Le linee guida "generali" dicono che, se c’è (desiderio di) gravidanza programmata, se il farmaco è sicuramente teratogeno, ma necessario per la salute, occorre somministrare il farmaco ed evitare la gravidanza. Se la gravidanza è iniziata con terapia programmata e si tratta di terapie irrinunciabili, occorre controllare posologia ed effetti del farmaco e verificare se esistano alternative; se invece si tratta di terapie occasionali occorre scegliere farmaci sicuri. Se invece si tratta di assunzione involontaria (o casuale) di farmaci in gravidanza, se il farmaco è sicuro restringere l'uso alle necessità, se il farmaco è possibilmente teratogeno considerare la gravidanza come ad alto rischio e proporre la diagnosi prenatale o comunque rivolgersi a un centro di secondo livello. Invece le linee guida "specifiche" che riguardano ogni singolo farmaco dicono che nel caso che, durante la gravidanza sia necessario somministrare terapie irrinunciabili o terapie occasionali occorre: 1-informarsi adeguatamente sul/sui farmaco/i consultando materiale aggiornato; 2-chiedere una consulenza presso centri specializzati sull'uso dei farmaci in gravidanza; 3-scegliere il/i farmaco/i adatto/i (valutando tutte le possibili alternative); 4-controllare il dosaggio e la posologia; 5-controllare la durata del trattamento al minimo (sopratutto durante il primo trimestre di gravidanza); 6-se deve essere somministrato un "farmaco a rischio" considerare la gravidanza come ad alto rischio ed eseguire eventualmente la diagnosi prenatale. In generale va considerato che l’assunzione di farmaci teratogeni a cavallo dei giorni della fecondazione può vedere l'applicazione della legge del tutto o del nulla. Ovvero o il farmaco è talmente dannoso che la gravidanza si blocca, oppure le cellule totipotenti di quel periodo ricostituiscono tutto il potenziale di sviluppo dell’organismo senza conseguenze.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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