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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Esofagite da reflusso"

Ho 36 anni e da quando ne avevo 19 soffro di esofagite da reflusso dovuta a eccessivo utilizzo di farmaci antinfiammatori per curare mal di gola senza l'utilizzo di protettori gastrici. Ho scoperto di soffrire di esofagite mediante una gastroscopia. Ho seguito una terapia inizialmente farmacologica e poi una dieta con la consulenza di un medico dello sport e in pochi mesi i sintomi sono diminuiti molto, non ho più rigurgiti di bile o dolori forti allo sterno e sensazione di respiro affannoso. 5 anni fa ho effettuato nuovamente una gastroscopia per approfondire una sorta di asma associata a una continua acidità. Il risultato è stato “reperto endoscopico normale”; mi chiedo però, visto che ogni mattina ho salivazione acida e di colore giallastro, se rischio di avere un giorno problemi come l’esofago di Barrett.

Innanzitutto vorrei invitarla a non assumere indiscriminatamente antinfiammatori per mal di gola o per qualsiasi altro motivo; questi farmaci possono avere una serie di effetti collaterali anche seri; inoltre, il fatto di dover ricorrere spesso ad automedicazioni, potrebbe/dovrebbe far pensare che sia opportuno consultare uno specialista per valutare se procedere con degli approfondimenti diagnostici o con qualche terapia più specifica ed efficace. Per quanto riguarda il suo problema di reflusso gastroesofageo, la invito a consultare un gastroenterologo che potrà visitarla e inquadrare meglio la sua storia clinica. Infatti, i suoi disturbi sembrano correlarsi con il reflusso gastroesofageo, ma il reperto di normalità della EGDS potrebbe escluderlo; in questi casi è possibile effettuare esami più specifici come la ph-impedenziometria che valuta l'effettiva presenza di tale disturbo. In alcuni pazienti (quindi potrebbe non essere il suo caso) che soffrono da lunga data di reflusso gastroesofageo si può sviluppare l'esofago di Barrett. Anche se cercando sul web potrebbe spaventarsi, tale condizione non è da demonizzare, in quanto solo una minoranza dei pazienti può sviluppare complicanze clinicamente importanti. L'unica precisazione da fare è che una volta ottenuta la diagnosi di esofago di Barrett è necessaria una valutazione specialistica ed endoscopica periodica.


Ha risposto Petruzzellis Carlo

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Carlo Petruzzellis

Gastroenterologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2005 presso l’Università degli Studi di Messina.

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