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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Ernie

Ernie cervicali, astenia e confusione

Ho cinque ernie cervicali e da circa tre anni, dopo che mi è stata diagnosticata una sindrome affettiva bipolare, sono in una fase di grande astenia e confusione. La psichiatra che mi ha in cura ha determinato un mio sostanziale buono stato e da mesi non prendo nessun farmaco. Purtroppo comunque continuo ad avere questi forti stati confusionale e di astenia. Potrebbe essere un problema dipendente dalle mie cinque ernie cervicali?

Non credo che le sue ernie cervicali possano essere reposnsabili della sintomatologia che lei descrive. Come consiglio le direi di parlarne anzitutto con la sua psichiatra.

Profonda ernia intraspongiosa in sede lombare

Sono una signora di 57 anni, a dicembre 2010 in seguito a una caduta ho riportato la rottura della vertebra L1 curata nel giugno 2011 con cifoplastica con palloncino. In seguito a un dolore che permane ho eseguito una risonanza magnetica che, oltre agli esiti di frattura e di vertebroplastica del corpo di L1 ha rilevato che il corpo di L1 risulta marcatamente deformato "a rocchetto" ed è presente una profonda ernia intraspongiosa. L'ernia intraspongiosa cosa comporta?

L'ernia intraspongiosa è la penetrazione del nucleo polposo del disco intervertebrale nel tessuto spugnoso della vertebra, questo meccanismo viene facilitato dall'osteoporosi. In tale maniera il disco vertebrale viene diminuito di spessore. La sintomatologia più frequente è dolore nella sede dell'ernia.

Ernie discali cervicali e intervento chirurgico

Lo scorso giugno ho scoperto di avere 2 ernie discali posteriori estruse in sede mediana e paramediana (c4/c5 - c5/c6) che occupano lo spazio epidurale anteriore, improntano la corda midollare ed occupano i tratti preforaminali del canale vertebrele. Come terapia ho eseguito 10 giorni di cortisone, 3 mesi di assoluto riposo e in questo periodo ho indossato 6 ore al giorno il collare di Shanz. A Settembre ho ripetuto la risonanaza che evidenziava una netta riduzione delle ernie. Siccome faccio il militare e a causa di questa patologia mi è stato messo in discussione il posto di lavoro, dovrei prendere in considerazione l'intervento chirurgico che il neurochirurgo che mi segue ha sconsigliato?

Le terapie che ha seguito sono corrette, come dimostrato dal miglioramento del quadro radiologico. Io seguirei il consiglio del suo neurochirurgo procrastinando il più possibile l'intervento chirurgico. Nel frattempo sarebbe utile una visita fisiatrica e successivamento un ciclo di fisioterapia per cercare di migliorare il suo tono muscolare e correggere eventuali vizi posturali.

Ernie lombo-sacrali e disturbi sessuali

Da un po' di tempo ho dei problemi sessuali. Dopo vari esami dove tutto andava bene ho fatto una risonanza magnetica che ha evidenziato due ernie (L4-L5 e L5-S1) che comprimono le radici nervose. Da successiva eletromiografia radicale al nervo pudendo risulta presenza di una importante radicolopatia L4 bilaterale e sofferenza del nervo pudendo di destra. Mi hanno detto che bisogna operare le due ernie, ma non c'è sicurezza di risolvere il problema. Vorrei sapere il suo parere.

Visto che l'unico problema che lei lamenta è di tipo sessuale, io credo che lei debba effettuare degli esami più approfonditi prima di sottoporsi a un intervento chirurgico: le consiglio una visita urologica e vedrà che in tale sede le verranno prescritti gli accertamenti necessari a seconda della natura di questi problemi.

Ernia espulsa con compressione radicolare, che fare

Circa dieci anni fa tramite RMN ho scoperto di avere una piccola ernia L5-S1 con la quale sono riuscita a convivere bene grazie a terapie chiropratiche e/o osteopatiche e ginnastica posturale. In questo frattempo ho avuto due gravidanze. Da circa 2 mesi soffro di forti dolori al nervo sciatico con parestesia della pianta del piede e crampi molto dolorosi al gluteo e polpaccio ogni qual volta cambio posizione. Gli antidolorifici non hanno particolari effetti positivi. Una nuova RMN ha evidenziato, a livello di L4-L5, una grossolana ernia discale espulsa con segni di evidente compressione a livello della tasca radicolare e della radice nervosa. Quale strada è più opportuna seguire in questi casi e se, nello specifico, è ancora possibile tentare con terapie conservative piuttosto che rassegnarmi all'esecuzione di un intervento chirurgico.

Le radici dei nervi fuoriescono dal midollo spinale nervoso e vanno a distribuirsi (dopo aver formato i vari nervi) ai muscoli e alla pelle di tutto il corpo: sono dunque i terminali grazie ai quali il nostro cervello ci fa muovere e da cui riceve sensazioni sensitive. La radice L5 (quella compressa dall'ernia espulsa L4-L5) è indispensabile per alcuni movimenti del piede (flessione dorsale, spostamento laterale e intrarotazione dello stesso) e delle dita del piede (flessione dorsale dell'alluce e delle dita). Porta inoltre l'informazione sulla sensibilità della superficie dorsale del piede e della gamba. Oltre alla RMN va eseguita (quanto prima) una elettromiografia per quantificare il danno. Nel caso di danno grave e di non risposta alla terapia con cortisonici si può prendere in considerazione l'ipotesi chirurgica.

Ernia discale che comprime il nervo: indicazioni alla chirurgia

Ho 44 anni e da 5 soffro di mal di schiena tamponati con antinfiammatori cortisonici e antidolorifici a rilascio prolungato. A luglio si è presentato un dolore fortissimo che prendeva natica, gamba, polpaccio e piede: dalla risonanza è emersa ernia discale che comprime il nervo tra L5-S1. Dopo un mese di terapie farmacologiche, tens e magnetoterapia si è riacutizzato il tutto con dolori atroci. Il medico mi ha proposto di rimuovere l’ernia e l’occlusione: è propria necessaria l’operazione? Anche se sto soffrendo terribilmente vorrei evitarla. Potrà mai assorbirsi l’ernia?

L'ernia discale con opportune cure (che lei ha comunque fatto), nel tempo può disidratarsi diminuendo così di dimensioni. Riguardo all'indicazione chirurgica dipende sia dalla sintomatologia, sia dalle dimensioni e dalla sede dell'ernia. Le consiglio di effettuare una elettromiografia che le potrà dire quanto la radice nervosa è lesionata e avere così più dati per decidere sull'opportunità di eseguire l'intervento.

Formicolio alle gambe, ernie, discopatie

Da circa 13 giorni ho un formicolio alle gambe e alle braccia; dalla RM risulta un'ernia cervicale e una lombare con discopatie degenerative: a chi mi devo rivolgere? Chi mi dice ortopetico, chi neurologo.

Le consiglio di effettuare un'elettromiografia: con questo esame potrà stabilire se le ernie sono la causa dei suoi disturbi. Quindi potrà scegliere con cognizione di causa lo specialista a cui affidarsi.

Azoto-ossigeno terapia per ernia e formicolii al volto

Tre mesi fa ho fatto una risonanza con diagnosi di ernia discale L4-L5 per la quale ho fatto nove iniezioni di azoto/ossigeno terapia e, per l'ernia, ora sto molto meglio. Dopo la seconda iniezione, però, ho sentito fitte fino sulla spalla destra e in area cervicale. Il problema è che ultimamente ho la faccia addormentata, con formicolii sotto gli occhi e labbro inferiore leggermente addormentato, e un leggero disorietamento nel camminare. Tutti questi sintomi possono essere effetti secondari della terapia con azoto/ossigeno, oppure ho un'altra ernia cervicale o dorsale?

I disturbi che lei lamenta non possono avere alcuna relazione con la terapia che ha effettuato. Sono di difficile interpretazione, e in particolare il fatto che il formicolio sia presente al volto escuderebbe un'ernia cervicale.

Ernia discale espulsa, trattamento

Ho effettuato una RMN del rachide e midollo cervicale dalla quale si è evidenziata in C6-C7 un'ernia discale paramediana sinistra, espulsa verso il basso, che determina impronta sul sacco durale e sul midollo. In casi come questi ritiene sia necessario intervento chirurgico o è sufficente una terapia ad hoc?

Le ernie cervicali, come quelle lombari, provocano generalmente una compressione sulla radice dei nervi. Nel caso in questione sulla radice C7, con dolore irradiato dal collo alla faccia posteriore del braccio e avambraccio fino alle dita centrali della mano. Il muscolo più colpito in questo caso è il tricipite del braccio che va indagato sicuramente con un'elettromiografia. La terapia deve essere inizialmente medica: steroidi, antidolorifici e miorilassanti. Successivamente è indispensabile la fisioterapia. In caso di fallimento può essere presa in considerazione l'ipotesi chirurgica.

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