Pubblicità
Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Cuore donne prevenzione menopausa

Donne over 50: attente al cuore

Gli estrogeni porteggono dalle malattie cardiovascolari, è vero. Ma proprio per questo dopo la menopausa il cuore femminile diventa più vulnerabile.

Corrono gli stessi rischi dei coetanei maschi, ma non tutte lo sanno. Dopo la menopausa viene meno la protezione degli estrogeni: ecco che cosa bisogna sapere.

Chi pensa che l’infarto non sia un problema femminile sbaglia di grosso. Sappiamo ormai da diversi anni che anche le donne sono a rischio di malattie vascolari a carico delle arterie coronarie, quelle che portano sangue al cuore.

Però ci sono differenze notevoli. Durante tutta la vita fertile ogni donna può godere di uno speciale scudo protettivo: gli estrogeni.

Gli ormoni femminili garantiscono alle arterie delle donne una efficace protezione nei confronti dei processi aterosclerotici, in pratica la formazione di quelle placche che negli anni portano a un restringimento dei vasi sanguigni.

Se la formazione di queste placche è presente nell'uomo già a partire dai 30-40 anni, nella donna iniziano a comparire dopo la menopausa, quando cioè cessa la produzione fisiologica di estrogeni.

Che cosa cambia con la menopausa

Dopo i 50 anni, in corrispondenza con l’arrivo della menopausa, l’equilibrio ormonale delle donne cambia.

Non ci sono soltanto vampate e sbalzi d’umore in questo delicato periodo. Quando l’organismo cessa di produrre estrogeni, quantomeno nella stessa quantità di prima, la probabilità delle donne di essere colpite da infarto, ictus e trombosi si avvicina a quella degli uomini di pari età.

In effetti lo dicono anche le statistiche: le arterie e le vene di una donna, dopo i 50 anni, si ammalano quanto se non di più di quelle degli uomini.

Secondo recenti indagini, infatti, in Europa il 55 per cento delle donne muore per malattie vascolari, mentre per quanto riguarda gli uomini la mortalità per queste cause è pari al 40 per cento.

E se l’ictus, nell’uomo, è la terza causa di decesso, nella donna è la seconda.

Scopri perché il Coenzima Q10 è un amico del cuore delle donne leggendo questo articolo.

Non ci sono soltanto gli estrogeni

Va detto anche che il cuore delle donne è più piccolo, le loro coronarie sono di dimensioni più ridotte e si ammalano in modo più subdolo. In più, i farmaci che prevengono le malattie vascolari nei maschi non sono sempre così efficaci sull’organismo femminile.

Per non parlare dei comportamenti a rischio che negli ultimi decenni sono diventati usuali anche tra le donne. Come il fumo di sigaretta e l’abuso di bevande alcoliche.

Siccome poi la “mitologia” secondo cui l’infarto non riguarda le donne è dura a morire, molte fanno poca attività fisica, non controllano i livelli di colesterolo nel sangue e la pressione sanguigna.

Che fare per prevenirlo?

Il primo passo è la consapevolezza che dopo i 50 anni la probabilità di infarto delle donne è simile a quella degli uomini.

Condurre una vita sana, adottare un’alimentazione equilibrata, fare attività fisica, buttare via le sigarette e bere con moderazione sono regole d’oro che valgono per tutti e tutte.

Meglio ovviamente non aspettare la soglia della menopausa per cominciare a pensare a se stesse: eliminare il prima possibile tutti i fattori di rischio modificabili è fondamentale.

Infine è importante, in questa fase della vita, sottoporsi a visite mediche periodiche così da tenere sotto controllo quei parametri, come per esempio la pressione e il colesterolo, che rappresentano il campanello d’allarme su cui intervenire se non rientrano nei valori normali.

Se cerchi una risposta ad un problema specifico consulta il nostro esperto

Panciroli
Claudio Panciroli
Cardiologo


Quanto hai trovato interessante questo articolo?
 

Articolo scritto da:
CONSULTA IL DOSSIER "CUORE"
VIDEO

Infarto, se lo conosci si può sconfiggere

Mortalita da infarto

Con pochi piccoli sforzi è possibile ridurre la mortalità per infarto.

LEGGI TUTTO
CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su