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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Disfunzione erettile, quale percorso diagnostico"

Un paio di mesi fa ho avuto un rapporto con una ragazza e alla prima volta è andato bene anche se sentivo di non avere un'erezione perfetta. La seconda volta invece, preoccupato, è andata male. Da qui ho iniziato a pensare che ci fosse qualcosa che non andasse. E mi è sembrato che le mie erezioni fossero meno durature e meno intense, e ho anche notate che non tutte le mattine le ho. Ho sentito il mio medico che ha pensato subito che fosse un problema di testa (premetto che sono uscito da non molto da una relazione di 4 anni), in via precauzionale abbiamo fatto gli esami del sangue per controllare i livelli di testosterone che sono tutti regolari. Io non riesco bene a capire cosa stia succedendo.

La disfunzione erettile è un sintomo che riconosce meccanismi molteplici (ormonali, vascolari, da farmaci/chirurgia/radioterapia/chemioterapia, psicologici ecc.). È indubbio che spesso possono coesistere meccanismi multipli in una sorta di circolo vizioso. Ovviamente un corretto inquadramento del paziente e della problematica riferita non può prescindere da una accurata raccolta di notizie inerenti la storia clinica (età, precedenti patologici, condizioni generali di salute, eventuali terapie in atto) e dall'esame clinico (visita) che risultano determinanti nel guidare il medico nel percorso diagnostico e terapeutico. Dunque le difficoltà da lei riferite impongono sicuramente una valutazione andrologica completa che escluda, passo dopo passo, i fattori suddetti al fine di non mancare una diagnosi importante per la salute generale. Laddove ritenuta opportuna una valutazione in ambito psicologico potrà far emergere e ponderare eventuali problematiche psicologiche/psicorelazionali capaci di condizionare anche primariamente la funzione sessuale.


Ha risposto Maggi Mario

Fotomggi

Mario Maggi

Andrologo e sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Firenze, si è specializzato in Endocrinologia nel medesimo Ateneo. Dal 2005, è Direttore S.O.D. Medicina della Sessualità e Andrologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze.

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