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Disfunzione erettile e diabete

Diabete e disturbi della sessualità sono spesso correlati. Vediamo perché.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 7 minuti
Disfunzione erettile diabete

A prima vista potrebbe sembrare che il diabete nulla possa avere a che fare con i disturbi della sessualità. In realtà non è affatto così. Vediamo perché.

La disfunzione erettile è un disturbo più comune di quanto si possa pensare. Dagli ultimi dati epidemiologici sembra che, nei Paesi occidentali, affligga circa il 10 per cento della popolazione generale e, se si considerano le alterazioni transitorie, la quota sale al 50 per cento negli uomini di età compresa tra i 40 e i 70 anni.

Non si direbbe. Questo è dovuto al fatto che il disturbo è riconosciuto soltanto in una piccolissima percentuale. Sfuggono alla diagnosi soprattutto gli uomini più giovani, i quali tendono a minimizzare o nascondere il problema.

Un atteggiamento che può portare all’ulteriore peggioramento delle prestazioni sessuali stesse e aumentare la depressione e la nevrosi. Ma non soltanto. Il deficit sessuale può essere la spia di altre patologie come ipertensione, dislipidemie o diabete.

La disfunzione erettile in poche parole

La disfunzione erettile, un tempo definita “impotenza sessuale”, è l’incapacità di ottenere e mantenere un’erezione soddisfacente per l’attività sessuale.

Il disturbo, per essere davvero considerato una patologia, deve essere presente in modo costante. In altre parole, una disfunzione occasionale non è da considerare patologica: sono molti gli uomini assolutamente sani che talvolta vanno incontro a defaillance.

Alla base di un deficit dell’erezione possono esserci molti fattori. A partire da quelli psicologici, che sono però molto spesso associati a malattie organiche che danneggiano le strutture vascolari, arterie e corpi cavernosi, responsabili del fenomeno erettivo.

A consentire l’erezione sono infatti due organi vascolari spugnosi del pene, detti corpi cavernosi, collegati tra loro da vasi sanguigni e nei quali il sangue affluisce determinando l’inturgidimento del pene.

Il legame con il diabete

Diversi studi hanno dimostrato una stretta correlazione tra diabete e disfunzione erettile. Più della metà dei diabetici tende a sviluppare deficit erettivi nei 10 anni successivi alla diagnosi per arrivare a una prevalenza di disturbi dell’erezione del 95 per cento quando il paziente raggiunge i 70 anni.

Il diabete, e in particolare la presenza nel sangue di una quantità eccessiva di glucosio, provoca danni ai piccoli vasi sanguigni. Lo zucchero in eccesso si lega infatti alle pareti dei vasi rendendoli meno elastici e impedendone perciò la naturale estensione necessaria al trasporto di adeguate quantità di sangue.

Un minore afflusso di sangue nel pene significa minore turgidità e un ridotto aumento delle dimensioni durante l’erezione.

In più, nel diabete la produzione di alcune sostanze vasodilatatrici, come l’ossido nitrico (NO), risulta ridotta.

Secondo ricerche recenti infine, l’elevata correlazione tra diabete e deficit sessuali potrebbe essere dovuta anche all’ipogonadismo, una disfunzione che causa bassi livelli di testosterone nel sangue, con calo del desiderio sessuale e della capacità di ottenere una erezione.

La prevenzione è possibile

Tenere sotto controllo il diabete aiuta a prevenirne tutte le sue complicazioni, disfunzione erettile compresa. Si deve innanzitutto agire sugli stili di vita, sulle abitudini quotidiane, cominciando dalla tavola.

Un regime dietetico povero di grassi, soprattutto quelli di origine animale, e limitato in zuccheri a rapido assorbimento serve a mantenere controllata la glicemia riducendo anche il rischio di problemi di erezione.

Inoltre, fare attività fisica: anche 20-30 minuti al giorno di passeggiata sostenuta hanno un effetto benefico sulla resistenza insulinica, evitando sbalzi di zucchero nel sangue. Inoltre, sappiamo bene che l’attività fisica giova alla salute dell’intero sistema cardiocircolatorio, importante nel processo di erezione.

Aiuta, poi, tenere sotto controllo lo stress, ridurre l’assunzione di alcolici e sospendere il fumo.

Il trattamento

La disfunzione erettile, come altre complicanze legate al diabete, è nella maggioranza dei casi reversibile. Dato che è tanto più frequente e più grave quanto maggiore e prolungata è l’iperglicemia, il controllo di quest’ultima è il primo passo per risolvere il disturbo.

Esistono poi alcuni farmaci, quali sildenafil, vardenafil e tadalafil che inibiscono un enzima (la fosfodiesterasi 5) coinvolto nei meccanismi di risposta alla stimolazione sessuale.

L’inibizione di questo enzima permette l’erezione anche in caso di deficit di sostanze vasodilatatrici come l’ossido nitrico che, abbiamo visto, è carente nei diabetici.

L’azione di questi farmaci si rende evidente soltanto in presenza di uno stimolo sessuale, cosicché l’effetto della terapia risulta essere più naturale.

Tra questi farmaci, il vardenafil è risultato efficace e ben tollerato anche nei diabetici, notoriamente più “resistenti” al trattamento e che in genere meglio rispondono al dosaggio più elevato. La sua azione è rapida, spesso l’erezione compare dopo 10-15 minuti dopo l’assunzione, sempre a seguito di stimolazione sessuale, e si mantiene per 8-10 ore.

Gli inibitori della fosfodiestarsi 5 sono però controindicati se si assumono nitrati, se è presente neuropatia ottica e in chi ha subito un ictus, un infarto miocardico recente o soffre di angina instabile o ipotensione.

Su uomini affetti da diabete di tipo 2 e ipogonadici, alcuni studi hanno mostrato un effetto positivo della terapia sostitutiva con testosterone sia sui sintomi dell’ipogonadismo sia sui sintomi di una alterata sessualità, con miglioramento anche dei livelli di zuccheri e di lipidi nel sangue.

Oltre ai farmaci sono possibili altre soluzioni, come le iniezioni locali intracavernose di prostaglandina E1, oppure dispositivi a pressione negativa (vacuum devices). L’ultima spiaggia rimane l’inserimento per via chirurgica di protesi peniena.

Susanna Trave

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Diabete: le mosse giuste da fare

  • Automonitoraggio

    Automonitoraggio della glicemia

    Mantenere quanto più possibile vicini alla norma i valori della glicemia, senza però abbassarla troppo, è l’obiettivo di ogni diabetico. Per raggiungere questo scopo è essenziale l’automonitoraggio domiciliare, che consente di controllarne più volte al giorno i livelli e valutare di conseguenza l’efficacia (o inefficacia) della terapia e della dieta.

  • Alimentazione

    Un’alimentazione corretta è la migliore medicina

    Una dieta mirata deve essere parte integrante della strategia terapeutica contro il diabete: la glicemia si tiene infatti sotto controllo non solo con i farmaci, ma anche con un’alimentazione ricca soprattutto di frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Inoltre, sembrerebbe utile invertire l’ordine dei piatti: ingerire prima le proteine, e poi i carboidrati, aiuta a evitare i picchi glicemici post-prandiali.

  • Attivita%cc%80 fisica

    Stop alla sedentarietà

    Combattere la pigrizia è facile: non serve allenarsi duramente, ma è sufficiente fare una passeggiata invece di prendere l’auto o salire le scale invece di prendere l’ascensore. Queste buone abitudini devono entrare a far parte della routine quotidiana, in questo modo si potrà godere dei benefici che l’attività fisica ha sul controllo della glicemia.

  • Oculista

    Dall’oculista una volta all’anno

    Il mancato controllo della glicemia può danneggiare i piccoli vasi sanguigni di diversi organi: nel caso dell’occhio, per esempio, è possibile che i capillari della retina si deteriorino, causando problemi alla vista. Ecco perché è fondamentale sottoporsi almeno una volta all’anno a un’accurata visita oculistica che comprenda anche l’esame del fondo oculare.

  • Esami sangue

    Esami del sangue e delle urine per la salute dei reni

    Anche i vasi sanguigni dei reni possono essere danneggiati dal diabete: per monitorare la funzionalità renale è necessario valutare periodicamente, con semplici analisi di laboratorio, alcuni parametri che danno un’idea della salute del rene, come i livelli di creatinina nel sangue o eventuali tracce di albumina nelle urine.

  • Piedi

    Attenzione ai piedi

    È necessario dedicare particolare attenzione alla cura dei piedi: la ridotta sensibilità agli arti inferiori e una cattiva circolazione periferica possono facilitare la comparsa di ulcerazioni e lesioni cutanee molto difficili da curare. È necessario controllare quotidianamente lo stato di salute dei piedi, utilizzare sempre calzature comode e traspiranti, rivolgersi a un podologo in caso di calli o duroni e lavarsi con acqua tiepida e un detergente delicato, avendo cura di asciugarsi molto bene.


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