Diabete: perché un mancato controllo glicemico comporta un rischio per la retina?

L'aumento di glucosio nel sangue provoca alterazioni dei vasi sanguigni e, a livello oculare, il passaggio di liquido nella retina. Con conseguenze che possono arrivare alla perdita della vista.

Sono più di 300 milioni le persone che oggi soffrono di diabete. E, secondo alcune stime, questi numeri aumenteranno del 50% nei prossimi 15 anni.

Si parla di una malattia cronica, da cui non si guarisce, ma che può essere tenuta sotto controllo con una terapia adeguata. Come per molte altre patologie, è cruciale la diagnosi precoce. Soprattutto perché i danni a lungo termine del diabete non diagnosticato possono essere molto gravi.

Un esempio è l'edema maculare diabetico, la prima causa di perdita della vista nella popolazione lavorativamente attiva.

Cos'è l’edema maculare diabetico?

Si tratta di un accumulo di liquido nella macula, l'area centrale della retina, fondamentale per la visione dei colori e dei dettagli fini. I fluidi arrivano dai capillari che normalmente portano il nutrimento alle cellule della retina.

Livelli anomali degli zuccheri nel sangue possono però alterare la permeabilità della parete di questi vasi, causando il rilascio di liquido nell'area centrale della retina, con il conseguente rigonfiamento della macula.

Esistono diversi tipi di edema maculare:

  • focale, ovvero localizzato solo in alcuni punti della retina, è associato a problemi a singoli vasi sanguigni
  • diffuso, caratterizzato da una perdita di fluidi generalizzata da parte di molti dei capillari della retina
  • cistoide, con la formazione di numerosi cisti, dovute all'insinuarsi del liquido tra i diversi strati della macula, allontanandoli tra loro.

Cosa c'entra il diabete?

Il diabete è una patologia provocata dall'incapacità dell'organismo di trasportare il glucosio dal sangue alle cellule dei veri organi. Con il tempo, l'accumulo di questo zucchero nel sangue può innescare la produzione eccessiva di alcune sostanze, come il VEGF (fattore di crescita dell'endotelio vascolare).

Questa molecola agisce sulla parete dei vasi sanguigni, regolando la loro permeabilità: quando è presente in quantità eccessiva, i vasi diventano molto più permeabili e permettono il passaggio di troppo liquido dal sangue ai tessuti. Se questo avviene a livello dei capillari che si trovano nella retina, si assiste alla formazione dell'edema maculare.

Circa una persona su tre affetta da diabete sperimenta problemi di vista legati a questa patologia. Problemi che possono accentuarsi in presenza di fattori come:

  • elevato colesterolo nel sangue
  • elevata pressione sanguigna.

L'edema maculare diabetico rappresenta il problema retinico più grave legato al diabete. Non solo, il rischio di sviluppare questa complicanza aumenta con la durata del diabete. In altre parole, i diabetici "di lungo corso" hanno un'elevata probabilità di sviluppare l'edema maculare.

Come individuarlo?

L’edema maculare diabetico si manifesta con sintomi quali:

  • visione offuscata
  • deformazione delle immagini
  • perdita di contrasto
  • alterata percezione dei colori.

Tutto ciò rende difficile compiere qualunque attività quotidiana che richiede la visione distinta, come leggere, scrivere o guidare l’auto.
Per rendere certa la diagnosi, oltre a una visita oculistica approfondita, è necessario sottoporsi a esami specialistici, come l’angiografia a fluorescenza e la tomografia a coerenza ottica (OCT), che possono valutare lo stato di salute della retina in termini di spessore e vascolarizzazione.

Si può prevenire?

La prima cosa da fare è tenere sotto controllo il proprio livello di glucosio nel sangue con esami periodici. Individuare il diabete precocemente permette di prendere le precauzioni necessarie per salvaguardare non solo la propria vista, ma anche la funzionalità di altri organi, come ad esempio i reni, anch'essi colpiti dai problemi di circolazione provocati da questa patologia.

Per chi soffre di diabete, sarà sufficiente sottoporsi a controlli periodici dall'oculista per individuare sul nascere eventuali disturbi e ricorrere immediatamente alla terapia più adeguata.

Valentina Torchia
Valentina Torchia
Nata il giorno di S. Ambrogio, a Milano, il suo primo regalo è stata una copia de I promessi sposi gentilmente donata dal comune della città meneghina a tutti i nati nel 7 dicembre. Appassionata di scienza, dopo il liceo scientifico prende la laurea magistrale in Biotecnologie Mediche Molecolari e Cellulari, con una tesi su epigenetica e neuroscienze. Si rende conto di essere un topo da biblioteca e non da laboratorio, così unisce alla scienza la sua più grande passione: la scrittura. Dopo un master in Comunicazione e Salute, viene premiata dall'UNAMSI e vince una borsa di studio di un anno all'Assessorato alla Sanità di Regione Lombardia. Da qui in poi, ha approfondito la comunicazione della scienza sotto molteplici forme: dal copywriting al giornalismo scientifico, tra agenzie di comunicazione e riviste online e cartacee. Nel tempo libero, scrive narrativa per bambini e ragazzi. Ha collaborato per alcuni anni con Geronimo Stilton, il famoso gentiltopo giornalista. Ora sta terminando un corso di formazione per autori di produzioni multimediali, a Bologna, presso la scuola Bottega Finzioni. Adora i viaggi, il nomadismo digitale e tutto ciò che riguarda il Giappone.

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