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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Diabete di tipo 1 e infertilità maschile"

Vorrei sapere se il fatto che mio marito è diabetico di tipo 1 insulino-dipendente da circa 12 anni può essere causa dei problemi di fertilità che abbiamo riscontrato. Stiamo provando ad avere un figlio da 4 mesi e ancora nessun risultato. Io seguo regolarmente le visite ginecologiche e non ho alcun problema che possa incidere sulla mia fertilità. Ho ovulazioni regolari. Utilizzo test di ovulazioni ogni mese per identificare i giorni migliori per concepire. Ma ancora niente. Temiamo che il diabete abbia interferito sulla sua fertilità. Premetto che abbiamo lui 34 e io 26 anni e che non abbiamo altri problemi di salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’infertilità come l’incapacità della coppia a ottenere un concepimento nonostante rapporti sessuali regolari e non protetti in un arco di tempo pari a 12-24 mesi. Dunque sulla base di un criterio temporale, l’iter diagnostico della coppia infertile non deve cominciare prima che la coppia abbia tentato di ottenere una gravidanza per almeno 12 mesi, a meno che uno dei due partner non sia affetto da patologie che possono causare infertilità. Il diabete mellito tipo 1 può costituire un problema laddove non risulti un adeguato compenso glico-metabolico e/o vi siano complicanze croniche o altre patologie autoimmuni associate. Quindi al fine di escludere l’ipotizzato “fattore maschile” alla base dell’infertilità ritengo opportuna un’adeguata valutazione andrologica (esame obiettivo, spermiogramma, eventuali dosaggi ormonali, valutazione della frequenza coitale, turbe erettive e/o eiaculatorie ecc.). Tuttavia ribadisco che l’infertilità è un problema di coppia e, almeno inizialmente, richiede una valutazione di entrambi i partner. La giovane età costituisce senza dubbio un punto a vostro favore.


Ha risposto Maggi Mario

Fotomggi

Mario Maggi

Andrologo e sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Firenze, si è specializzato in Endocrinologia nel medesimo Ateneo. Dal 2005, è Direttore S.O.D. Medicina della Sessualità e Andrologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze.

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