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dolori muscolari, mal di schiena

Contratture e tensioni muscolari: il calore che aiuta

Basta una mossa sbagliata, a volte, per dare il via al mal di schiena. Hai mai provato con il caldo?


Avete sollecitato la vostra muscolatura oltre il suo limite di sopportazione? Ecco perché ora vi ritrovate con uno o più muscoli contratti e dolenti. Provate a risolvere la situazione con il caldo.

Susanna adora il giardinaggio: coltiva fiori e ortaggi. E i risultati si vedono. È molto orgogliosa della sua attività. C’è solo un problema: la schiena di chi ha il pollice verde è spesso messa a dura prova.

Tagliare tutta l’erba del prato, così come sistemare la libreria svuotandola e riponendo nuovamente i volumi in bell’ordine, potrebbe essere un azzardo, specie se non siete abituati a questo tipo di attività, che potreste pagare con forti dolori muscolari.

Infatti, quando un muscolo è sovraffaticato le sue cellule restano senza “energia” e il risultato in genere è una forte contrazione involontaria, persistente e molto dolorosa.

Ma se il sovraccarico di lavoro è la causa più frequente di contratture muscolari, soprattutto a collo, spalle e schiena, anche movimenti bruschi e violenti o traumi muscoloscheletrici, così come certi difetti di postura, possono indurre questa condizione.

Non soltanto: il tono dei muscoli è strettamente correlato anche al nostro umore, cosicché ogni situazione particolarmente stressante può indurre tensione, indolenzimento e dolore.

Il caldo spesso scioglie il malessere

Quale che sia la causa di una contrattura o di una forte tensione muscolare, esiste un modo semplice e spesso molto efficace per alleviare il dolore. Si chiama termoterapia, ed è nota fin dall’antichità.

Il calore induce vasodilatazione che, da un lato, favorisce l’apporto di nutrienti alle cellule “esaurite” e una migliore ossigenazione, dall’altro, accelera l’eliminazione delle molecole che inducono dolore e di prodotti metabolici (come l’acido lattico), che affaticano il muscolo sostenendo il circolo vizioso che dal dolore porta alla contrattura e viceversa. .

Inoltre, la stimolazione delle terminazioni nervose sensibili alla temperatura sembra in grado di favorire l’interruzione della trasmissione del dolore (secondo una teoria detta “del cancello”).

Come utilizzarlo correttamente

Se la contrattura è stata indotta da un trauma, però, prima di usare il calore è necessario che sia stata spenta l’infiammazione e tutti i processi correlati che esitano in rossore, calore e gonfiore.

Pertanto, in caso di lesione dovuta a strappi, contusioni, distorsioni, lussazioni ecc., come prima misura è necessario applicare ghiaccio o antinfiammatori (topici od orali). Il calore è indicato solo in seguito, e in tutti gli altri casi nei quali la muscolatura deve essere decontratta..

A casa può essere utilizzata qualunque fonte: va bene una borsa dell’acqua calda così come un panno caldo o impacchi caldo-umidi, ma oggi è possibile beneficiare dell’azione del calore anche fuori casa.

In farmacia sono infatti disponibili fasce autoriscaldanti che si applicano alla parte dolente e vi aderiscono. Possono essere indossate in qualunque momento: a contatto con l’aria si attivano e sviluppano calore mantenendolo per circa otto ore.

E, dato che non contengono sostanze ad attività farmacologica, in caso di dolore molto intenso possono anche essere associate ad antidolorifici orali senza che vi sia rischio di interazioni.

A cura della redazione

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