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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Come sconfiggere l'Ureaplasma ricorrente"

Da anni soffro di Ureaplasma e ormai sono diventata resistente agli antibiotici prescritti per questa infezione. Sto bene per due mesi circa e poi il problema si ripropone e il tampone cervico-vaginale dà sempre il medesimo risultato. Lei quali esami mi consiglierebbe di fare (oltre al tampone) per cercare di capire il motivo di questa continua infezione?

L’Ureaplasma fa parte della famiglia dei micoplasmi, alcuni dei quali sono normali abitatori dell’ambiente vaginale, e va in ogni caso considerato come un microrganismo a trasmissione sessuale. Alcuni ceppi possono risultare infettivi e dare disturbi soggettivi, e in questo caso vanno adeguatamente trattati con terapia mirata antibiotica. Solitamente vengono utilizzate le tetracicline, ma oggi sono sempre più frequenti le resistenze a questo tipo di antibiotici, per cui spesso ne vengono utilizzati altri. In ogni caso la terapia antibiotica va sempre e solo effettuata alla luce dell’antibiogramma, che permette di individuare l’antibiotico più efficace nel caso specifico. Inoltre va osservato che la terapia deve essere effettuata anche nel partner maschile, per evitare scambi a ping-pong all’interno della coppia. Può essere utile evitare i rapporti sessuali sino alla fine della terapia. Possono anche essere utili comportamenti igienici che non facilitino lo sviluppo dei micoplasmi; conviene ad esempio evitare indumenti intimi sintetici. Nei casi di recidiva potrebbe anche risultare utile una valutazione analitica dei comportamenti sessuali, poiché l’Ureaplasma può essere trasmesso con i rapporti vaginali, ma anche con quelli anali ed orali, così come potrebbe risultare utile valutare la situazione immunitaria della donna o della coppia.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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