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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Colonscopia e candida intestinale"

Lo scorso anno ho sofferto di disturbi intestinali (diarrea, gonfiore addominale). Ho eseguito la ricerca di sangue occulto nelle feci, che è risultata negativa, e l’esame delle feci, dal quale è emersa la presenza di candida intestinale. Ho seguito per tre mesi una cura a base di fermenti lattici, ma il disturbo si è ripresentato e il mio medico di base mi ha consigliato di sottopormi a una colonscopia, un esame che però temo molto. Secondo lei è necessaria? È utile che consulti un gastroentereologo?

La presenza di candida intestinale non costituisce un'indicazione a eseguire la colonscopia in quanto, in pazienti sostanzialmente sani, non rappresenta una patologia, ma è espressione di un dismicrobismo, cioè di un'alterazione qualitativa e quantitativa della flora intestinale. Le consiglio di effettuare una terapia che miri a correggere tale disturbo e valutare se si risolve il quadro clinico riferito (per la terapia deve fare riferimento al suo medico di famiglia o a uno specialista). Per quanto riguarda la colonscopia, non è più un esame così traumatizzante o così terribile come "leggende metropolitane " narrano. Non bisogna esserne quindi terrorizzati: la tecnologia endoscopica e la diffusa pratica di somministrare dei farmaci per la sedazione garantiscono uno svolgimento dell'esame confortevole per il paziente. 


Ha risposto Petruzzellis Carlo

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Carlo Petruzzellis

Gastroenterologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2005 presso l’Università degli Studi di Messina.

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