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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Che vita fare dopo impianto di defibrillatore biventricolare"

Mio padre, 67 anni, è stato dimesso con la diagnosi di scompenso cardiaco con cardiopatia dilatativa ipocinetica post-infartuale, trattato con impianto di ICD biventricolare, cardiopatia ischemica post-infartuale, ipertensione arteriosa diabete mellito tipo II, dislipidemia. Segue una terapia con diuretico, clopidogrel + Asa, olmesartan + idroclorotiazide, pioglitazone + metformina, ezetimibe + simvastatina, canrenone. Quanto è grave la sua situazione? Con l’impianto di ICD può continuare a guidare il trattore e a svolgere i lavori in campagna?

Un paziente come suo padre necessita di approfondite spiegazioni sullo stile di vita e anche un eventuale supporto psicologico alla patolgia, ed è strano che alle imisisoni non abbiano fornito tutte le informazioni necessarie. Dal tipo di terapia penso non sia in classe NYHA bassa (Ia o IIa) e quindi non possa svolgere attività fisica pesante come quella richiesta per un agricoitore, sia per i lavori in campagna sia per il trattore. Quello che conta non è l'impianto biventricolare, ma lo stato funzionale del cuore. Penso che sia opportuna una vita tranquilla, con attività fisica moderata, tralasciando il resto. Chieda migliori informazioni al controllo che penso farà entro un mese; oltretutto ai portatori di ICD viene dato sempre un libretto di istruzioni su come affrontare la vita a casa.


Ha risposto Panciroli Claudio

Panciroli

Claudio Panciroli

Cardiologo

Dal 1985 esercita la professione presso l’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, in USS Interdipartimentale di Emodinamica di cui è responsabile e in USC di Cardiologia e, privatamente, in ambulatorio.

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