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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Bimbi e pericoli del fumo passivo"

Il mio bimbo più grande (di 3 anni 1/2) vuole spesso andare dai nonni che abitano sotto di noi. Mia madre è una incallita fumatrice, pur non fumando con lui presente e pur assicurandomi che nel momento in cui il bimbo è con lei non ci sia odore di fumo, il bambino torna sempre in casa con i capelli odoranti di fumo. Chiedevo se esiste una diagnosi preventiva che si può fare per verificare che queste particelle inpercettibili non abbiano fatto "danni". Il bambino comunque sta bene e ha solo tosse stagionale.

Non esistono esami specifici per capire se ci sono stati danni da fumo passivo, anche perché i danni non sono qualcosa di selezionato, ma un globale aumento del rischio di sviluppare molte e gravi malattie, se l'esposizione al fumo passivo è protratta nel tempo. Provi a ricordare a sua madre che i bambini sono più suscettibili degli adulti e degli anziani ai danni da fumo, perché sono in crescita e perché la loro aspettativa di vita è, per ovvi motivi, maggiore. Arieggiare gli ambienti non è sufficiente a eliminare ogni residuo di fumo, come dimostrano i capelli del bambino che odorano di fumo. In particolare, in alcuni ambienti il fumo persiste di più: se ci sono stoffe o tendaggi le particelle rimangono nell'ambiente più a lungo rispetto a superfici lisce e in materiali non assorbenti; il fumo se ne va prima da un bagno o da una cucina, che non in sala o in camera da letto. Dovrebbe convincere la nonna, se proprio non vuol saperne di smettere, almeno di fumare in una stanza della casa dove il nipotino non entri mai.


Ha risposto Battaglioli Marina

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Marina Battaglioli

Pediatra e neonatologa

Specializzata in Pediatria Generale nel 1994 e in Neonatologia nel 1996, dal 2000 assume l’incarico a tempo indeterminato presso il reparto di Patologia Neonatale e Nido dell’Ospedale Buzzi, dove attualmente è Dirigente medico di 1° livello.

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