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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Analisi del liquido seminale e possibilità di fecondazione"

Mio marito ha solo un testicolo per via di un orchiectomia sinistra effettuata nel 2006. Oggi con uno spermiogramma risulta avere 5.000.000 di spermatozoi di cui (leggo il referto) 23% normali; 77% anormali (7% movimenti progressivi rettilinei veloci;12% mov.stentati;11% mov.ondulatori e di torsione,nn progressivi; 70% assenza di movimenti) Con questa situazione anche se il medico gli ha prescritto una cura di 3 mesi con gonasi, appena conclusa, che possibilità concrete abbiamo di poter concepire un figlio in maniera naturale?

L’interpretazione dei risultati dell’analisi del liquido seminale richiede alcune precisazioni. Innanzitutto, esso deve essere eseguito ed i suoi risultati devono essere riportati in accordo a quanto raccomandato nell’ultima edizione (2010) del Manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’esame del liquido seminale è soggetto ad una certa variabilità in base all’operatore (biologo o tecnico di laboratorio) che lo esegue. Da qui la necessità di standardizzarne le metodiche di esecuzione e di refertazione. È inoltre necessario che il laboratorio abbia una buona esperienza e che sia sottoposto a uno specifico controllo di qualità, interno ed esterno al laboratorio stesso. Va poi precisato che i parametri spermatici sono soggetti ad un certo grado di variabilità,, anche considerando lo stesso individuo in giorni diversi. Per questi motivi è fondamentale che l’esame del liquido seminale sia ripetuto in almeno due occasioni differenti presso un laboratorio qualificato. Fatte queste premesse sull’attendibilità dei risultati, una conta spermatica pari a 5 milioni di spermatozoi (sia che si tratti di un valore di concentrazione, cioè per mL di liquido seminale, sia che si tratti di un valore totale, cioè per eiaculato) è un valore inferiore alla norma, e questo di per sé riduce le probabilità di una gravidanza spontanea, anche se non è l’unico fattore a contribuire all’infertilità di coppia. Ad esempio, il motivo per cui suo marito ha effettuato l’orchiectomia potrebbe dare delle informazioni importanti. Non ultimi, devono essere presi in considerazione l’età e lo stato di salute della donna poiché, con l’avanzare dell’età, si assiste a una riduzione della riserva ovarica e quindi a una ridotta probabilità di gravidanza, così come in presenza di patologie ginecologiche importanti. Riguardo alla terapia con Gonasi, questo farmaco è utile solo in corso di ipogonadismo ipogonadotropo, ovvero nel deficit di testosterone dovuto a un’insufficiente stimolazione del testicolo da parte degli ormoni ipofisari. Per diagnosticarlo sono necessari dei dosaggi ormonali effettuati su prelievo ematico. Siccome la spermatogenesi è un processo che richiede 3 mesi, gli effetti di qualsiasi terapia, laddove sia appropriata, si possono appena iniziare a vedere dopo tre mesi, pertanto, nella maggiorparte dei casi, si consigliano terapie di almeno 6 mesi. Concludendo, mancano alcune notizie importanti per esprimere un giudizio preciso circa la possibilità di ottenere una gravidanza spontanea, che è il risultato complessivo di numerosi fattori e processi interagenti. Basandosi esclusivamente sulla conta degli spermatozoi, nonostante non sia nota l’affidabilità dello spermiogramma, è possibile che nel vostro caso si debba procedere con la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Si consiglia comunque di rivolgersi ad uno specialista della riproduzione e seguire un corretto iter diagnostico, che consideri le numerose componenti che influenzano la salute riproduttiva di entrambi i membri della coppia e offra precise soluzioni in base al vostro quadro specifico di coppia. In particolare, è auspicabile un corretto inquadramento del partner maschile da parte di uno specialista andrologo, comprendente esami ematici adeguatamente richiesti ed almeno due spermiogrammi eseguiti in un laboratorio affidabile.


Ha risposto Maggi Mario

Fotomggi

Mario Maggi

Andrologo e sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Firenze, si è specializzato in Endocrinologia nel medesimo Ateneo. Dal 2005, è Direttore S.O.D. Medicina della Sessualità e Andrologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze.

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