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Una storta alla caviglia? Ecco che fare

Chi fa determinati sport la conosce bene. Ma basta anche “mettere giù male un piede” per procurarsi una distorsione che, se non curata subito a dovere, può dolere per lungo tempo.

La distorsione alla caviglia, quella che normalmente chiamiamo “storta”, procura gonfiore e dolore , talora anche molto intenso.

Di solito non è nulla di grave. In ogni modo è bene prendere le opportune misure al più presto per evitare che la sintomatologia perduri nel tempo, limitando le nostre attività quotidiane, o che, addirittura, insorgano conseguenze anche più fastidiose.

Ecco che cosa succede

Quando l’articolazione della caviglia è sottoposta a un movimento troppo brusco o errato si ha una momentanea dislocazione di alcune ossa dalla loro sede naturale.

Questo induce lesioni alle strutture circostanti (capsule articolari, legamenti, muscoli , vasi).

Tipicamente compare dolore, seguito da gonfiore che tende ad allargarsi alle zone circostanti.

A seconda dell’entità del trauma, si potranno avere versamento di liquidi (edema ) più o meno intenso, ed ematoma se si è verificata la rottura di vasi con stravaso di sangue.

Mai sottovalutare

Dopo qualunque trauma, anche se lieve e apparentemente banale, è sempre bene valutare accuratamente i sintomi e come si presenta la parte colpita.

Anche una storta non violenta, se non adeguatamente trattata, può provocare dolori e fastidi per lungo tempo.

Per stabilire la gravità della distorsione spesso basata fare attenzione ad alcuni segni.

Anzitutto, se non compare gonfiore siamo fortunati: il trauma è stato lieve e passerà in fretta.

In questi casi il dolore si attenua in genere nel giro di pochi minuti e non compromette il movimento della caviglia.

Ma anche se il dolore è un po’ più intenso e protratto, fatichiamo a camminare e la sera la caviglia si gonfia, però non ci sono altri segnali che possano indicare lesioni importanti, basterà adottare le giuste misure per risolvere la situazione.

Al contrario, se il gonfiore compare subito, si evidenzia versamento di sangue e il dolore è tale da impedire qualunque movimento della caviglia è opportuno recarsi al pronto soccorso per escludere una rottura dei legamenti o una frattura ossea.

Ghiaccio, pomata e riposo

Se non ci troviamo nella situazione descritta per ultima, possiamo prenderci cura da soli della nostra articolazione con alcune semplici misure da adottare il più in fretta possibile per accelerare i tempi di guarigione.

Il nostro scopo sarà quello di ridurre dolore e gonfiore e recuperare al più presto il movimento dell’articolazione.

Prima di tutto applicare subito del ghiaccio e stare a riposo con la gamba sollevata. Il freddo va mantenuto per venti minuti facendo poi una pausa e successivamente riposizionando il ghiaccio sulla caviglia più volte.

Una pomata antinfiammatoria e analgesica permetterà di lenire il dolore e spegnere presto l’infiammazione (che, al contrario, inizierebbe a regredire solo dopo 24-48 ore), velocizzando il processo di guarigione. Molto usati, in questi casi, i farmaci a base di ibuprofene sale di lisina al 10%, che vengono assorbiti subito dalla pelle riducendo nel contempo il rischio di effetti collaterali.

Applicati esternamente, infatti, questi Fans non arrivano, se non in piccole quantità, nel torrente circolatorio e quindi danno pochi effetti collaterali generali. In più raggiugono concentrazioni elevati sul sito d'azione, ossia il muscolo infiammato e dolorante.

Una benda può aiutare

La fasciatura può servire a bloccare il movimento, magari involontario, e limitare il dolore.

Attenzione, però, se la caviglia è gonfia la bendatura non deve essere troppo stretta per non ostacolare il flusso sanguigno e, di conseguenza, il riassorbimento dell’edema o dell’ematoma.

Il recupero completo delle funzionalità di movimento può variare da 3 a 5 settimane, ma il dolore potrà scomparire già dopo qualche giorno.

Se, comunque, il giorno dopo la distorsione non riuscissimo a muovere la caviglia e fossero comparse chiazze viola o nere, sarà opportuna una lastra o una risonanza per verificare la possibile presenza di fratture, microfratture o lesioni legamentose.

Nicoletta Limido

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