pubblicità

Disturbi e patologie

Scegli l'argomento della sezione

 

Articolo

Stipsi in gravidanza

Tra i fastidi piccoli e grandi che possono accompagnare il “meraviglioso” periodo della gravidanza c’è n’è uno tanto innocuo quanto disturbante e difficile da contrastare: la stitichezza.

Il rallentato transito intestinale può insorgere fin dai primi mesi, anche in donne che di norma non presentano problemi a questo livello, a causa sia delle variazioni ormonali associate alla gestazione sia delle modificazioni nella dieta, conseguenti a eventuali nausee gravidiche o temporanee intolleranze verso specifici alimenti.

Il disagio diventa, poi, particolarmente intenso nell’ultimo trimestre di gravidanza, quando l’inevitabile ingombro dovuto alla presenza del bambino impedisce un’adeguata peristalsi, facilitando la comparsa di malessere, gonfiore intestinale e crampi.

Come rimediare, dal momento che in gravidanza il ricorso ai lassativi convenzionali (osmotici, di contatto, fibre non solubili come la crusca ecc.) è generalmente sconsigliato?

Anzitutto la dieta

La prima raccomandazione, benché non sempre facile da seguire, è puntare sulla dieta, aumentando il consumo di fibre idrosolubili, contenute principalmente nella frutta, che va consumata ogni giorno cruda o cotta.

Tra le varietà più efficaci per contrastare la stipsi vanno ricordati kiwi, prugne, uva, mele, pere e albicocche.

Altri alimenti utili per favorire il transito intestinale sono lo yogurt, il latte (se ben tollerato) e il lievito di birra. Un’altra regola fondamentale è assumere molti liquidi, soprattutto acqua: almeno due litri al giorno.

Prebiotici vegetali

Purtroppo, nella maggior parte dei casi questi pur vantaggiosi accorgimenti non bastano a risolvere completamente il problema. Per ottenere un beneficio più sostanziale si può ricorrere a preparati a base di sostanze prebiotiche di origine vegetale, come fruttoligosaccaridi (FOS) e inulina, in grado favorire il transito intestinale, senza destabilizzare, ma anzi migliorando l’equilibrio della microflora endogena.

In genere, i prebiotici sono costituiti da zuccheri a lunga catena che non vengono digeriti né assorbiti dall’intestino, ma caratterizzati da un’elevata capacità di trattenere acqua e formare un gel che aumenta il volume delle feci e le ammorbidisce, facilitandone l’espulsione.

Grazie alla loro azione di nutrimento e supporto al metabolismo dei microrganismi intestinali benefici (bifidobatteri e lattobacilli) e alla contemporanea protezione da quelli potenzialmente patogeni (enterobatteri), i prebiotici contribuiscono a contrastare efficacemente la stitichezza in modo naturale e innocuo per la mamma e il bambino che si sta sviluppando, rappresentando una soluzione ideale anche durante il periodo dell’allattamento.

Non danno gonfiore, crampi e meteorismo

Diversamente da altre tipologie di lassativi, inoltre, i preparati a base di prebiotici non causano effetti collaterali fastidiosi come gonfiore addominale, crampi o meteorismo, risultando quindi molto ben tollerati in tutte le fasi della gravidanza.

Per ottenere un effetto lassativo adeguato, i prebiotici vanno assunti regolarmente ogni giorno, preferibilmente a stomaco vuoto e con abbondante acqua, per almeno 1-2 settimane, senza lasciarsi scoraggiare se non si notano miglioramenti immediati.

Trattandosi di un approccio riequilibrante, in genere, è necessario attendere alcuni giorni per dar tempo alla microflora intestinale di ritrovare la sua piena efficienza.

Rosanna Feroldi

Altri contenuti

Torna su