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Nausea, i rimedi per scacciarla

È una sensazione di malessere allo stomaco, che a volte precede il vomito. Si può tenere sotto controllo, ma prima bisogna identificarne la causa.
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Nausea terapie e rimedi

È una sensazione di malessere allo stomaco, che a volte precede il vomito. Si può tenere sotto controllo, ma bisogna identificarne la causa. E i rimedi vanno calibrati a seconda dei casi.

Un sintomo, molte malattie

La nausea, parola che deriva dal greco e che significa mal di mare, è un sintomo non specifico associato a molte condizioni o malattie.

Per questo è necessario individuarne anzitutto la causa prima di intraprendere qualsiasi contromisura. Può essere, per esempio, un effetto collaterale di un farmaco, oppure comparire dopo un’indigestione, specie da cibi dolci.

Molte malattie, anche gravi, si possono manifestare con la comparsa della nausea: diabete, vertigini, attacco cardiaco, intossicazione alimentare, sindrome del colon irritabile, emicrania, ulcera peptica, pancreatite, disturbi dell'equilibrio (labirintite) e alcune forme di cancro.

A volte, più semplicemente, compare durante un viaggio in macchina o in nave.

Inoltre può presentarsi quando si è sottoposti a una chemioterapia antitumorale e dopo gli interventi chirurgici in anestesia generale. In quest’ultimo caso, il trattamento avviene in regime post-operatorio o comunque sotto lo stretto controllo medico.

In altri casi la nausea può comparire dopo un esercizio fisico molto intenso o essere correlata a stati di ansia o depressione.

Blocchiamola sul nascere

Le terapie contro la nausea sono tutte sintomatiche: non curano la patologia alla base del sintomo, ma ne attenuano gli effetti.

A volte, nei casi più semplici, può bastare l’ingestione di piccole porzioni di cibo solido, anche se questo non è sempre agevole, data la perdita di appetito in genere associata alla nausea.

È un sistema particolarmente valido per le nausee durante la gravidanza: molte donne incinte riferiscono, infatti, che alcuni cibi secchi come cracker e grissini attenuano il disturbo.

Se la causa è il mal di mare di solito è sufficiente sedersi in un ambiente stabile, anche se non sempre è possibile.

In farmacia si possono trovare molti tipi di medicinali contro nausea e vomito. Quelli comunemente usati dopo gli interventi chirurgici sono a base di ondansetron, desametasone e prometazina. La doxylamina è indicata per le nausee mattutine durante la gravidanza.

Studi recenti hanno anche convalidato il ricorso allo zenzero e alla menta piperita, usati da secoli come rimedi contro la nausea. Non esistono ricerche sui loro effetti in gravidanza, quindi per sicurezza è meglio evitarli.

Può succedere anche che nausea e vomito siano legate a un ritardo nello svuotamento gastrico, cioè quel processo che prevede il passaggio del cibo digerito dallo stomaco all’intestino.

In questi casi sono utili medicinali che accelerano tale processo. Come per esempio la metoclopramide, un farmaco antinausea, antiemetico e dotato di attività procinetica.

Tavolta è preferibile associare un procinetico a un antiacido.

E in caso di vomito?

Spesso la nausea precede di poco il vomito. Quando quest’ultimo è prolungato può insorgere disidratazione e un pericoloso squilibrio elettrolitico.

È quindi indispensabile restituire all’organismo i liquidi e i sali minerali persi con l’assunzione di bevande e integratori salini.

Queste misure sono indispensabili per tamponare l'effetto negativo immediato del vomito, tuttavia non curano le cause alla base di questa manifestazione patologica. Per questa ragione, se il vomito persiste troppo a lungo è indispensabile la consulenza immediata del medico di famiglia.

Domenico Lombardini

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Acidità di stomaco dopo aver mangiato: che fare?

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Può essere occasionale e spesso è legata a un pasto ricco di grassi. Ecco i consigli del farmacista

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire_pranzo_stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione_pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire_fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella_digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua_digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione_freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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