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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Tosse

Tosse e raffreddore nel bambino

La mia bimba ha tre anni e da quasi un mese è piena di tosse e raffredore. Che posso fare?

Le malattie delle alte vie respiratorie sono frequentissime nelle stagioni "di mezzo", autunno e primavera. Sorattutto i primi freddi, che sono spesso repentini e alternati a ritorni di tepore, favoriscono tosse e raffreddore. Se poi un bimbo è alle prese con i suoi primi anni di vita in comunità, la presenza di fatti catarrali è quasi cronica. Se non si accompagnano a febbre, malessere, inappetenza, di solito non c'è da preoccuparsi. Comunque faccia visitare la sua bimba dal suo pediatra.

Tosse continua nei bambini

Ho un bimbo di quasi 4 anni che durante il periodo invernale ha spesso tosse con catarro. Non volendo più usare antibiotici (usato spesso senza nessun miglioramento) ho provato la fitoterapia con la quale mi trovo benissimo, però appena sospendo la cura mio figlio ricomincia a tossire. Posso dargli anche solo un cucchiaino la sera di sciroppo a base di miele e polisaccaridi vegetali per un periodo prolungato? Quali sono le conseguenze?

Tosse e catarro nelle alte vie aeree sono un problema quasi costante nei mesi invernali, soprattutto per i più piccini. L'antibiotico serve a poco, solo in caso di sovrinfezione batterica. La causa è infatti quasi sempre virale o irritativa. L'inquinamento atmosferico non aiuta certo, e nei mesi invernali si fa sentire di più. Uno sciroppo come a base di miele e polisaccaridi vegetali, non agisce sul riflesso della tosse (che è in realtà una difesa delle vie aeree), ma come lenitivo e idratante della mucosa. Inoltre crea una barriera protettiva nei confronti di agenti batterici e irritanti. Può essere usato con tranquillità anche nei bambini più piccoli. Non ci sono studi sull'uso a lungo termine, ininterrotto. Meglio utilizzarlo quando serve, cioè quando c'è la tosse, non come preventivo. Come prevenzione non c'è molto da fare se non le norme ambientali: arieggiare bene gli ambienti domestici, non fumare dove soggiorna il bimbo, mantenere sempre idratato l'organismo e cercare, per quanto possibile, di limitare il contatto con gli inquinanti, ad esempio evitando le zone più trafficate delle città nelle ore di punta e prediligendo i parchi e le zone verdi.

A 4 anni ha sempre la tosse

Ho un bimbo di 4 anni e mezzo che dall'età di un anno (da quando ha iniziato l'asilo nido) ha sempre avuto problemi di tonsilliti, bronchiti, sempre caraterrizzate da tosse (praticamente va un giorno all'asilo completamente guarito e dopo un solo giorno di frequenza comincia a tossire), sempre trattato con antibiotici. Prende rame e colostro e argento colloidale, fa una volta alla settimana se non due, la stanza di sale, fa suffumigi di acque termali per 14 giorni ogni 2 mesi. Non so più cosa fare, abbiamo provato di tutto ma ha sempre la tosse; ogni tanto addirittura comincia a tossire improvvisamente di notte e va avanti per un'ora di seguito con tosse stizzosa e secca; premetto che non ha allergie.

I problemi di tosse e raffreddore sono quasi una costante nei bambini che frequentano scuole materne e asili nido. Il sistema immunitario non è completamente maturo a queste età: alcune classi di anticorpi si producono normalmente solo dopo i 6 anni. Per questo le malattie sono così facili nei più piccoli, e lunghe a guarire. La frequenza di una comunità infantile non aiuta di certo, perché passano da una malattia all’altra, tornano guariti e un altro virus sta già circolando nell’asilo. A questo si può aggiungere che i virus che causano problemi respiratori sono tantissimi e spesso mutano, così il nostro sistema immunitario non li riconosce e ci riammaliamo. In più, l’inquinamento delle zone urbane non aiuta di certo. Predispone a un’irritazione cronica delle vie respiratorie, su cui si può facilmente sovrapporre un’infezione. Stare con altri bambini è molto importante per la loro crescita intellettiva e sociale, devono imparare a interagire con gli altri prima di andare a scuola. A volte però la frequenza di malattia e di successive terapie antibiotiche è così elevata che si può valutare una sospensione temporanea dell’asilo. La situazione dovrebbe però migliorare nei mesi più caldi, quando le malattie respiratorie si riducono, e il suo bambino dovrebbe avere dei periodi più lunghi di benessere.

A due anni raffreddore e tosse da circa due mesi

Mio figlio di 15 mesi è dal 29 gennaio con un brutto raffreddore, accompagnato da abbondante catarro, muco e tosse che lo accompagna tutta la notte. Aerosol, doccia nasale, lavaggio naso e aspirazione muco, una settimana di amoxicillina e 3 giorni di ibuprofene (per l'orecchio), giornate di mare... ma ancora nessun miglioramento, il muco è sempre giallo e denso (senza febbre). Oggi l'ho riportato dalla pediatra che ha constatato che ha anche la congiutivite e che questo raffreddore è troppo persistente. Mi ha dato un collirio e delle gocce nasali di argento vitellinato ed efedrina cloridrato che dal foglietto illustrativo sono sconsigliate sotto i 12 anni. Che fare?

Le malattie respiratorie sono molto diffuse nei mesi invernali, soprattutto nei più piccini, che hanno difese immunitarie ancora incomplete. Anche senza frequentare un asilo si possono ammalare: gli adulti che stanno con loro e altre persone con cui vengono a contatto, possono comunque contagiarli con i virus respiratori, estremamente diffusibili. La presenza di catarro e muco nelle vie respiratorie può a sua volta favorire la crescita di batteri che complicano il quadro e lo rendono cronico. A volte la scelta di aggiungere una terapia antibiotica sistemica si fa su questa base. Altre volte si preferisce, invece, utilizzare solo terapie locali come lavaggi nasali o decongestionanti. L’uso di alcuni di questi farmaci è stato recentemente rivisto in età pediatrica, dopo la segnalazione di alcune effetti collaterali. È vero che quello da lei citato è stato di recente tolto dal prontuario pediatrico, dopo alcune segnalazioni, anche se è stato utilizzato per tanti anni da quasi tutti i pediatri.

Tosse nei bambini piccoli, le cure

Ho un bambino di 5 anni che è pieno di tosse grassa ed ha il nasino molto chiuso. Devo fare l'aerosol? E quale prodotti è meglio utilizzare per sciogliere il catarro?

La tosse è, di fatto, un sintomo infiammatorio delle vie aeree. È la prima causa di richiesta di consulto pediatrico: si stima che circa l'80% delle richieste di consulto pediatrico dei bambini in età prescolare siano da ascrivere alla presenza di tosse. Le infiammazioni riguardano, nella maggior parte dei casi, le vie aeree superiori (naso, faringe, laringe) e a volte anche trachea e grossi bronchi; meno spesso i polmoni. Sono quasi sempre infezioni virali, con andamento stagionale, che si propagano tra i più piccini sia per trasmissione diretta attraverso l'inalazione di particelle di aerosol, sia attraverso il contatto con superfici o mani contaminate. I più piccoli sono maggiormente esposti, anche perché hanno sempre le mani o i giochi in bocca ed è quindi più facile che si ammalino. Inoltre il sistema immunitario è in parte ancora immaturo. Da quanto detto si capisce come mai le infezioni respiratorie si riducano gradualmente con l'età. Da tenere presente che, seppure di origine inizialmente voirale, possono complicarsi per sovrapposizione di infezioni batteriche, per le quali può servire l'antibiotico. A volte, nei bimbi con iperreattività bronchiale possono accompagnarsi reazioni asmatiche, con necessità di terapia broncodilatativa. Qualunque sia la causa, la tosse disturba il piccolo, lo sveglia durante il sonno, a volte interferisce con i pasti perché provoca vomito e in genere lo lascia più agitato del solito. Per questo c'è una frequente richiesta di cure per lenire la tosse. In realtà il rischio di effetti collaterali derivanti dall'uso dei sedativi della tosse nei più piccoli non è controbilanciato da un reale beneficio. La tosse secca, accessuale, dopo un po' si calma comunque, mentre la tosse continua beneficia del trattamento delle sue cause (asma, complicanza batterica). È meglio ricorrere anzitutto ai rimedi "della nonna": umidificare le vie aeree con i fumenti oppure lenire il fastidio in gola con il miele, piuttosto che sedare indiscriminatamente un sintomo importante. Se occorre, e sempre e solo dopo prescrizione medica, si somministrano antibiotici o broncodilatori (talora, se le bronchiti asmatiche sono frequenti e il genitore le riconosce questi ultimi possono essere somministrati anche in autonomia). In generale, poi, non va dimenticato che le malattie hanno un loro decorso e lasciano una transitoria immunodepressione (soprattutto quelle virali), per cui è più facile ammalarsi nuovamente subito dopo una guarigione. Se un piccolino frequenta il nido, pertanto, non andrebbe mandato subito dopo la scomparsa della febbre, ma sarebbe meglio attendere qualche giorno in più per reinserirlo completamente guarito. Non è corretto somministrare troppi farmaci per veder scomparire un sintomo, seppur fastidioso, ma espressione quasi sempre di un evento che ha comunque un decorso benigno e autolimitantesi.

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