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Scabbia: come riconoscerla

La scabbia è causata da un'infezione parassitaria, ma viene spesso confusa con una comune dermatite.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

La scabbia è causata da un'infezione parassitaria, ma viene spesso confusa con una comune dermatite.

Non si tratta di una malattia grave, né complessa da trattare, ma i suoi sintomi possono essere estremamente fastidiosi e la sua capacità di contagio è altrettanto alta. È quindi importante riconoscerla, distinguendola da una semplice dermatite e correre ai ripari.

A causarla è un acaro

Il parassita che causa l’infezione è il Sarcoptes scabiei, un minuscolo acaro, invisibile a occhio nudo, il cui habitat naturale è proprio la pelle umana; lontano dagli esseri umani, il parassita non è in grado di sopravvivere a lungo.

Le lesioni caratteristiche della scabbia sono il risultato del ciclo vitale del parassita. La femmina, infatti, scava dei cunicoli nello strato corneo della pelle e lì depone le uova. Una volta schiuse, le larve si evolvono fino a scavare a loro volta altri cunicoli e diffondendo ulteriormente l’infezione.

Il contagio avviene principalmente tramite contatto diretto e prolungato fra la cute di due individui: proprio per questo motivo è più diffuso in ambienti chiusi, affollati e promiscui e non è escluso il contagio attraverso un rapporto sessuale.

Al contrario di quanto si crede comunemente, le condizioni igieniche non sono un fattore decisivo: possono senza dubbio favorire la diffusione del parassita, ma va ricordato che la malattia ha un andamento epidemico e che colpisce soggetti di qualunque categoria, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali.

I segni tipici: cunicoli e prurito

I sintomi dell’infezione, per quanto possano sembrare a prima vista simili ad altre malattie parassitarie o a comuni dermatiti, sono in realtà facilmente riconoscibili: dopo un periodo di incubazione variabile che va dalle due alle sei settimane dopo il primo contatto, compaiono le lesioni tipiche dei cunicoli scavati dall’acaro.

I punti più comunemente colpiti sono mani e piedi (soprattutto gli spazi interdigitali), polsi, ascelle, ombelico e la zona genitale. Tali cunicoli sono accompagnati da un prurito molto intenso, che si accentua soprattutto durante le ore notturne, al punto da poter provocare insonnia.

Per accertare la diagnosi, è comunque vivamente consigliabile rivolgersi a un dermatologo, che sarà in grado di riconoscere le lesioni. Non è tuttavia sempre facile accertare la diagnosi: la presenza di lesioni secondarie dovute al continuo grattarsi possono “mimetizzare” l’infezione, provocando confusione con altre patologie come dermatiti, eczemi e irritazioni generiche. In questo caso si può ricorrere a un semplice esame di laboratorio che potrà riconoscere i segni della presenza del parassita e spingere quindi il medico a prescrivere la terapia più adeguata.

La cura per la scabbia è estremamente semplice, con le dovute accortezze: bastano due applicazioni a distanza di una settimana di una pomata specifica (benzoato di benzile 20% o permetrina 5%), che dovrà essere applicata sia dalla persona colpita, sia da coloro che vivono a stretto contatto.

Davide Soldati

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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