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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Reflusso nei bambini

Reflusso in una bimba di 11 mesi

Sono la mamma di una bimba di 11 mesi che da quando ne ha 3 soffre di reflusso gastroesofageo curato ancora oggi con ranitidina e uno sciroppo a base di simeticone, ossido di zinco e altre sostanze (la sera prima di dormire). Poichè la mia bimba cresce poco e ha perso la curva di crescita già dopo il 5 mese ed è molto al di sotto del 3° centile e poichè da tutti gli accertamenti fatti (malssorbimento, celiachia ecc.) non è risultato per fortuna niente, volevo sapere se la scarsa crescita può essere dovuta proprio al reflusso.

Il reflusso gastroesofageo è molto comune nel lattante e nel bambino piccolo: in genere tende a scomparire da solo entro i 18/24 mesi, pochissimi casi si protraggono oltre. Si differenzia in reflusso fisiologico (semplice risalita di alimenti dallo stomaco all'esofago dovuta all'immaturità di formazione dello sfintere esofageo), sintomatico (i rigurgiti e i vomiti si associano ad altri sintomi come la tosse in corrispondenza dei pasti) e patologico, o malattia da reflusso gastroesofageo. I primi due non richiedono particolari terapie, ma solo norme dietetiche e posturali, non influenzano la crescita n'è la qualità di vita del bimbo. La malattia da reflusso è invece un problema più ampio, i sintomi sono quasi costanti e la crescita è compromessa. La terapia si avvale di ispessenti, procinetici e antiacidi (anti-H2 come la ranitidina, o inibitori della pompa protonica come l'omeprazolo e derivati, che ora si danno anche ai bambini), in casi estremi si arriva all'intervento chirurgico. Dato che la crescita della sua bambina è sotto il terzo centile e tende a perdere ancora velocità, consulti nuovamente il suo curante e un gastroenterologo pediatra per valutare la risposta alla terapia e un'eventuale sua modifica. L'età della bambina è ancora però nella media del problema.

Reflusso gastroesofageo a 3 mesi e scarsa crescita

La mia bimba, nata alla 27esima settimana, ha ora 3 mesi e 15 giorni e pesa 3,230 kg. È da tempo che durante la poppata inizia a piangere a retrarre la schiena, agitarsi e lamentarsi sempre, giorno e notte con pianti improvvisi. La pediatra mi ha diagnosticato un reflusso gastroesofageo. Siamo passati da un latte pre zero a un latte 1 anti reflusso. Da lunedi che assume questo latte riesce a mangiare meglio e non presenta rigurgiti. Però si scarica con abbondantissime feci semi liquide a un’ora dalle poppate e comunque continuano i pianti e i lamenti. Inoltre, mentre prima cresceva fino a 250 gr a settimana è da una settimana che non prende un grammo. Come mai non cresce più? È colpa del latte o del reflusso?

Il reflusso gastroesofageo è frequente nel prematuro: i latti anti reflusso a volte hanno, come effetto collaterale, quello di dare un po' di disturbi intestinali. Lasci qualche giorno ancora per adattarsi, poi ne riparli con il pediatra. La mancata crescita può dipendere da entrambe le cause. Una visita approfondita è però necessaria, per un parere esaustivo.

Reflusso e irritabilità nei bimbi piccoli

Mio figlio di 8 mesi, nato di 3 kg e dimesso di 2,790 kg, ora è 8 kg. I primi due mesi è cresciuto molto bene, poi gli hanno diagnosticato il reflussoe, in due mesi è passato dal 45° percentile il 10°. Ora è nel corso dello svezzamento, ma non vedo molti miglioramenti, sta prendendo la ranitidina e l'inibitore di pompa, ma vedo che mio figlio si sfrega sempre il naso, dorme male, si lamenta sempre e di giorno è irrequieto e urla. I due gastroenterologi che ho consultato mi dicono che il comportamento che ha mio figlio non è legato al reflusso e mi hanno indirizzato da un neurologo, ma io credo che a livello neurologico non abbia nulla.

Alcuni bambi sono più irritabili di altri e non sempre i pediatri trovano un perché. Il suo ha comunque un reflusso gastroesofageo, anche se già in trattamento: una diagnosi che già da sola giustifica la notevole irritabilità del suo bambino, con i pianti e il comportamento che lei descrive. Prima di girare per altri specialisti, le suggerirei di sentire un bravo pediatra generale, che ascolti la mamma e visiti il bambino.

Reflusso a 2 anni e stridore faringeo

Il mio bambino ha 2 anni e circa un anno fa ci hanno fatto notare che quando affannato emetteva uno stridore poi identificato come "stridore laringeo". Dopo laringoscopia si è giunti alla conclusione che i numerosi reflussi avuti nel primi mesi di età hanno provocato dei lievi danni alla faringe. Dopo la cura antireflusso sembrano praticamente scomparsi gli stridori ma al mattino dopo il biberon ha quasi sempre un piccolo reflusso: è preoccupante visto che è scomparso lo stridore? Che ne pensa del latte di soia? quale altra alternativa al latte per colazione? Tra l'altro lui mangerebbe solo pane: è possibile che sia un problema considerato che in famiglia esiste un caso di celiachia.

Il reflusso gastroesofageo è un problema frequente nei bambini più piccoli, può portare a infiammazione anche delle prime vie aeree. La malattia da reflusso si accompagna a sintomi a carico anche di altri apparati, come nel caso di suo figlio, cioè quello respiratorio. La terapia non sempre elimina del tutto il reflusso, ma riduce di molto i sintomi associati. L’incontinenza gastroesofagea è fisiologica nel bambino, la terapia non è volta a eliminare questo problema di risalita di materiale dallo stomaco (che si risolverà comunque con la crescita), ma vuole ridurre l’acidità del materiale rigurgitato e la sua quantità. Per questo si usano farmaci gastroprotettori e sostanze ispessenti del latte. La riduzione dei sintomi associati, come lo stridore laringeo da infiammazione delle prime vie aeree, è un buon risultato. Non mi preoccuperei per un po’ di rigurgito dopo il latte del mattino, se non accompagnato da altri sintomi di malessere. Cambiare il latte è molto soggettivo: a parte i casi in cui si associ al reflusso un’intolleranza al lattosio o alle proteine del latte, che andrebbe comunque diagnosticata, non è il caso di cercare latti particolari. Se il latte che utilizzate è gradito al bambino e lo digerisce, non lo cambierei. A volte si ricorre a un latte “più leggero”, anche senza una vera e propria diagnosi, ma solo perché si vede che la situazione va meglio e il bambino lo tollera di più: motivo per non cambiare nulla. Non vedo ragioni per non dare il pane anche a colazione, se lo gradisce: provare a bere il latte più lentamente, alternando i sorsi di latte alla masticazione di un pezzo di pane, invece di un biberon con già tutto dentro, può aiutare la fisiologica peristalsi dell’esofago e dello stomaco. La presenza di celiachia in famiglia va sicuramente tenuta presente e portata a conoscenza del pediatra curante, ma non comporta un’esclusione automatica dalla dieta degli alimenti contenenti glutine. Si fa solo se anche il vostro bambino è celiaco.

Reflusso e tosse a tre mesi

La mia bimba ha 3 mesi e soffre di reflusso; ogni volta che mangia piange e tende sempre a chinarsi all'indietro. Non vomita né rigurgita ma le viene la tosse e non riesce a dormire bene. Ho provato con la ranitidina ma la sputa. Cosa si può fare?

Il reflusso gastroesofageo è fisiologico nel lattante e nel bambino piccolo, di solito passa con l’età. Quando, però, la risalita del contenuto gastrico nei tratti superiori, si accompagna a disturbi generali, come dolore, tosse o difficoltà respiratoria, scarsa crescita, si rende necessaria una terapia idonea. Si parla, in questo caso, di malattia da reflusso. La posizione che assume la sua bambina è abbastanza suggestiva di dolore o fastidio, inoltre gli episodi di tosse sono segno che il reflusso la infastidisce e le toglie benessere. La terapia antiacida è per ora l’unica efficace, a volte si associa a sostanze che ispessiscono il latte. Se la sua bambina rifiuta la ranitidina, forse perché non ne gradisce il sapore, è possibile trovare altri antiacidi. Ne parli con il suo pediatra, eventualmente consulti anche un gastroenterologo pediatra.

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