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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Ipertensione

Ipertensione e passeggiate in montagna

Mi piacerebbe andare in montagna a passeggiare sulla neve ma soffro di ipertensione curata con calcioantagonisti e aceinibitori con diuretico, ci sono limitazioni?

Nessuna limitazione, se la pressione è controllata; non salga comunque di quota (massimo 2.000 metri gradualmente), si acclimati almeno due giorni prima, non cammini per più di un'ora e non faccia salite: deve essere relax e non sforzo e non deve provare affanno, altrimenti faccia altro. Si misuri bene la pressione ogni giorno in montagna dopo le passeggiate. Questo vale vista la sua età (inferiore ai 70 anni) e se non ci sono altre patologieoltre all'ipertensione.

Ipertensione in gravidanza e dopo

Sono una donna di 30 anni. Nelle ultime due settimane di gravidanza mi avevano riscontrato la pressione alta che ho curato. Attualmente a distanza di 4 mesi dal parto ho episodi di pressione alta con la minima a 90 e la massima a volte di 120/130, con calore in testa e sul viso e un ronzio all’orecchio. Ho fatto l’elettrocardiogramma in gravidanza perché sentivo tachicardia e mi avevano riscontrato il blocco di branca incompleto a dx, scomparso dopo il parto. Mia mamma e mia nonna sono ipertese: che esami devo fare per la pressione, premettendo che prima della gravidanza avevo la pressione normale. Può rimanere la pressione alta dopo il parto?

Dopo il parto difficilmente in una giovane rimane ipertensione se non c'è stata gestosi prima. L'importante è invece la famigliarità ipertensiva, che va tenuta in conto controllando la pressione nel tempo. Il blocco di branca dx incompleto può dipendere dalle modificazioni dell'asse cardiaco in gravidanza. Per la pressione deve controllarla due volte al giorno, a orari diversi, e dopo un mese fare il punto della situazione con il suo medico: penso che i valori possano essere nella norma. Farei comunque un controllo ecocardiografico.

Viaggio aereo e ipertensione

Sono una donna di 54 anni e soffro di ipertensione da sei anni, in cura con valsartan + idroclorotiazide. L'ultima mia misurazione (comunque stabile) si attesta su 132/84. Vorrei chiederle se posso prendere l'aereo per un viaggio di quasi due ore o se esistono nel mio caso controindicazioni, visto che ho sentito pareri contrastanti.

È vero che la pressurizzazione dell’aereo crea una condizione che potrebbe essere paragonata a quella nella quale ci si troverebbe se fossimo in montagna a circa 1.500-1.600 metri sul livello del mare, e che la pressione arteriosa, in genere, tende a salire con la quota. Ma se l’ipertensione è ben controllata dai farmaci volare di per sé non comporta rischi particolari, specie se il viaggio si risolve in un paio d’ore come quello che deve affrontare. A meno che lei non abbia paura di volare o non vi siano altri eventi che possano indurre un forte stress (che potrebbe influenzare la sua pressione) non ravvedo alcun problema. È buona regola, comunque, informare il suo medico curante, e poi: buon viaggio!

Ipertensione controllata dalla terapia e tadalafil

Sono un uomo di 45 anni e da circa 10 sono in terapia per ipertensione arteriosa con candesartan il mattino e amlodipina la sera e la mia pressione di solito è 88-90/135-140. Volevo sapere se con questa patologia potevo assumere tadalafil.

Nelle condizioni descritte non ci sono problemi ad assumere tadalafil, sempre con buon senso come numero di assunzioni. Il tadalafil ha effetto prolungato, oltre 48 ore. È comunque meglio che ne parli sempre con il suo cardiologo, che conosce bene la sua situazione clinica, per eventuali dettagli e consigli personalizzati.

Ipertensione, sport e piaceri della vita

Ho la pressiona arteriosa max 130-140 e la minima 95-100 e, nonostante la pastiglietta mattutina di Telmisartan/Idroclorotiazide, non ne vuol sapere di abbassarsi ormai da una settimana. Che cosa mi consiglia e quali conseguenze porta una pressione del genere all’organismo, visto che faccio sport da sempre nonostante mi conceda qualche sigaretta e un bicchiere di vino a cena che mi aiuta a riposare?

Sette giorni di terapia sono pochi: bisogna aspettare almeno due o tre settimane. La terapia, comunque, è molto efficace. Il consiglio è non fumare, per il resto (sport e un bicchiere di vino) direi che è tutto ok.

Ipertensione e vertigini

La pressione alta può far insorgere pesantezza di testa e un senso di vertigine?

Sì. Questi sintomi possono essere collegati a una pressione alta. In genere, possono presentarsi quando la pressione si innalza parecchio e in fretta. In questi casi il mal di testa può risultare improvviso e pulsante, interessando il capo globalmente; si possono avvertire anche sensazione di testa pesante, ronzii alle orecchie, vertigine. Ovviamente, per avere un parere sul suo caso personale, è consigliabile un controllo medico diretto.

Ipertensione e freddo

Se si è cardiopatici con distrurbi di pressione alta, controllata attraverso cure farmacologiche continue, è un problema effettuare viaggi in località tanto fredde? Quali accorgimenti bisogna adottare? Quanto è rischioso?

Dipende ovviamente dall'età, comunque per un iperteso cardiopatico anche se controllato, sconsiglio viaggi in località definite da Lei "tanto fredde" quindi molto sotto lo zero a meno che il viaggio non sia indispensabile. Meglio cambiare itinerario.

Ipertensione e differenza di valori rilevati tra le due braccia

Sono un ragazzo di 23 anni. Questa estate, a seguito di un ricovero in ospedale per crisi ipetertensiva con pressione arteriosa 190/125, ho condotto una serie di esami che non hanno rilevato nulla di anomalo. Mi sono stati prescritti 10 mg di amlodipina. Ultimamente, dato che la pressione si attestava comunque a livelli più alti rispetto alle prime settimane di assunzione del farmaco e avendo notato una differenza tra i 15 e i 30 punti di pressione tra un braccio e l'altro, il mio medico curante ha modificato la terapia con 30 mg di Lercaprel e mi ha detto che la differenza tra un braccio e l'altro non è preoccupante. Vorrei sapere se davvero questa differenza di pressione non è preoccupante e se, eventualmente, ci siano degli esami più specifici da fare.

Va bene il controllo dell'ipertensione, come è stato fatto, in maniera approfondita soprattutto in un paziente molto giovane, concordo con il farmaco Lercaprel (associazione di calcioantagonista e aceinibitore) anche se io in genere preferisco dare due pastiglie di due categorie diverse di farmaci invece delle associazioni già impostate. Per la differenza riscontrata nel controllo pressorio tra i due arti superiori è possibile, ma per togliersi ogni dubbio di stenosi arteriose che inficiano la misurazione della pressione arteriosa, eseguirei un doppler arterioso da un chirurgo vascolare.

Ipertensione, tachicardia e allenamento

Ho 53 anni e sono sempre stata attiva, ma da qualche anno non riesco più a fare attività fisica. Sono in terapia antipertrensiva da parecchi anni e la mia pressione, grazie ai farmaci, è sotto controllo. Ora sono anche ingrassata e mi sento sempre fiacca e appesantita. Per questo mi sono iscritta in palestra. Ma non riesco a fare esercizi che vedo fare a persone decisamente più anziane di me, è già salendo sul tapis roulant per il “riscaldamento” i miei battiti salgono a 130. Che fare?

Fondamentale dimagrire, poi per la mancanza di fiato, se non vi sono patologie è mancanza di allenamento. L'aumento di frequenza è normale per le persone sedentarie non allenate. Faccia una vista medica dal suo medico di base e se tutto è ok esegua un piano graduale di allenamento e dimagrisca e vedrà che aumenterà la sua perfomance fisica. Altrimenti un controllo cardiologico va bene eseguendo un'ecocardiografia in paziente ipertesa.

Iperteso a 15 anni

Mio figlio, di 15 anni, ha scoperto da poco dopo monitorato per una settimana con rilevamento giornaliero della pressione arteriosa di non avere una pressione stabile, con la rilevazione più alta a 80/150. Il medico curante gli ha prescritto visita cardiologa, ecocolordoppler ed ecg più esami del sangue. Mio figlio è in sovrappeso, si muove poco e gli hanno consigliato una dieta ipocalorica con un po’ di movimento, ma niente palestra. Come è possibile avere una pressione alta a 15 anni? A mio marito anche lui iperteso, all'età di 40 anni hanno riscontrato la sindrome di Brugada e installato il defibrillatore: mio figlio potrebbe andare incontro alla stessa diagnosi? Oltre agli esami prescritti quali si possono fare per escludere che possa sviluppare un domani tale sindrome?

Il figlio e tutti i parenti di suo marito dovrebbero già aver fatto uno screening per sindrome di Brugada, visto che a lui è già satato impiantato un ICD di prevenzione. La pressione alta è ereditaria, ma suo figlio probabilmente è solo obeso: sicuramente deve seguire una dieta rigida e andare in palestra dopo ever perso peso, altrimenti ci potranno essere danni articolari e muscolari. Vanno benissimo il controllo cardiologico e gli esami prescritti.

Ipertensione borderline e terapia

Ho 42 anni, non bevo, non fumo, son normopeso, corro tre volte alla settimana e in più faccio un po’ di pesi in casa. Nel 2009 mi è venuta una depressione con ansia e attacchi di panico che ho curato con antidepressivi. Dato che volevo fare atletica, mi hanno chiesto il certificato di idoneità, che non mi hanno fatto perché la pressione era 160/100. Ho misurato la pressione tre volte al giorno per circa 10 giorni, con risultati nella norma, la mia dottoressa ha detto che si chiama sindrome da camice bianco. Sono andato dal cardiologo con le analisi (perfette), ma la pressione era 150/100 e mi ha dato da prendere ramipril da 5 mg mezza pastiglia, al mattino. Ma se si tratta di ipertensione da camice bianco devo assumerla ugualmente?

Sono d'accordo con il cardiologo, sono valori già alti e da ipertensione di primo grado; con la terapia consigliata di ace-inibitore controllerà la pressione e anche i rischi futuri di ipertensione non controllata. Con la terapia consigliata potrà fare la vita che vuole e la attività fisica che fa senza più nessun rischio. Dovrà solo fare controlli periodici dal cardiologo e sentire i suoi consigli.

Ipertensione che compare in soggetti generalmente ipotesi

Ho quasi 60 anni e una quindicina di anni fa, dopo una vita da ipotesa improvvisamente la pressione è schizzata alle stelle, senza una ragione apparente. Dopo un paio di tentativi hanno trovato la giusta cura per me e, da allora, con le mie pilloline la mattina la mia pressione è sotto controllo. È presumibile che dovrò continuare la terapia antipertensiva a vita? Per quale motivo, se uno ha la pressione molto bassa di natura, a un certo punto questa può innalzarsi? Accade che si possa interrompere la terapia?

La terapia antipertensiva di solito va proseguita a lungo anche a vita; magari tra qualche anno si potranneo ridurre le dosi, ma se la terapia in atto tiene sotto controllo la pressione e non da effetti colaltrali di rileivo è bene continuarla; il rischio, in caso di sospensione, è di avere crisi ipertensive pericolose. Nell'inizio del'eta avanzata dopo i 50 circa e nelle donne dopo la menopausa, la pressione spesso si alza, da giovani si è protetti dagli ormoni e dall'eta giovanile ma poi in circa il 30% della popolazione si diventa ipertesi soprattutto a causa dell'irrigidimento delle arterie e spesso anche a causa della famigliarità per ipertensione.

Ipertensione, ruolo del diario pressorio e dell'anamnesi

Sono un uomo di 35 anni. Il mio medico di famiglia, dopo avermi misurato la pressione due volte a distanza di una settimana, entrambe le volte di pomeriggio/sera, ricontrando i valori di 140/90 la prima e 150/90 la seconda, mi ha prescritto una terapia antipertensiva. La mia domanda è: non sarebbe stato opportuno fare delle misurazioni più approfondite, magari facendo compilare il "diario della pressione"?

Sì, certo, bisogna sapere se vi sono altri fattori di rischio per malattie di cuore, famigliarità ipertensiva, fumo e fattori voluttuari che, se sono presenti e corretti, possono normalizzare la pressione. Inoltre concordo sia bene compilare il diaro dalla pressione per circa un mese con il corretto controllo e poi decidere la terapia. Comunque, a dire il vero, oggi si tende a trattare l'ipertensione prima rispetto a quanto non avvenisse anni fa quando si andava avanti per lungo tempo a misurare la PA e a fare esami prima di iniziare la terapia.

Ipertensione minima ed erbe

Chi ha la pressione sui 90-92/130 può essere considerato iperteso? Se sì, l'ipertensione si può curare con le erbe medicinali?

Con la pressione ai livelli indicati non si può parlare di ipertensione; ma la situazione va tenuta sotto controllo con monitoraggi periodici. In caso di ipertensione, dal mio punto di vista, non è indicato in linea generale il ricorso alle erbe medicinali. Alcuni rimedi naturali, in alcuni casi, potrebbero contribuire a mantenere la pressione nella norma; ma, intervenendo per far abbassare la pressione, bisogna sempre prestare molta attenzione ad agire nel modo corretto ed è sempre necessario chiedere il parere del proprio medico curante, prima di avventurarsi in tentativi di automedicazione.

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