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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Infarto

Ereditarietà dell'infarto

Mio padre e mio nonno sono morti di infarto prima dei 60 anni. So che queste malattie sono familiari e possono più facilmente colpire i figli maschi. Ho 30 anni, godo di buona salute e non sono preoccupato, ma vorrei sapere se è possibile mettersi al riparo da rischi futuri?

A 30 anni, per un maschio che è in buona salute e senza altri fattori di rischio non ci sono particolari problemi. Ovviamente, la familiarità cardiovascolare per IMA (infarto miocardico acuto) non si può cancellare e, per questo, chi è in una tale situazione deve essere ancora più attento di altri a mantenere uno stile di vita corretto. Quindi, per la propria tranquillità, si possono e si devono azzerare tutti gli altri fattori di rischio come il fumo, la sedentarietà, l'obesità, l'ipertensione, la dislipidemia e il diabete. Per i possibili problemi connessi alla familiarità è sufficiente fare tre volte alla settimana per almeno un' ora, attività fisica di tipo aerobico (nuoto, corsa leggera, bici). Inoltre, fino ai 50/60 anni è bene controllare la pressione ogni 4 mesi circa e sottoporsi a una vista cardiologia sporadicamente ogni 5 anni circa; sempre se, nel frattempo, non sono intervenuti sintomi o altri fattori di rischio. Dopo i 60 anni i controlli devono essere più ravvicinati. A tutte le età sono consigliabili esami del sangue annuali.

Post infarto e vita sessuale

Sono portatore di Impianto ICD da oltre 2 anni a causa di un infarto coronarico con applicazione di 2 stent. Ho 57 anni e vivo una vita abbastanza normale. Però le mie prestazioni sessuali hanno perso la carica giusta dato che le erezioni sono molto limitate, pur avendo io un appetito sessuale discreto. La mia paura è di non poter più soddisfare la mia compagna. In questa situazione posso ricorrere a farmaci per migliorare la mia attività sessuale?

Nelle condizioni che lei descrive come "normalizzate" non dovrebbero esserci particolari problemi a prendere farmaci utili a garantire un'attività sessuale normale. Ma per questo tipo di farmaci è sempre obbligatoria la prescrizione; per cui il mio consiglio è parlarne con chiarezza al suo medico di famiglia, che potrà indicarle il prodotto più adatto alle sue condizioni, evitando anche eventuali interazioni con altre terapie in corso. E, se fosse necessario, potrà indirizzarla a uno specialista competente. Un'avvertenza, comunque, mi sembra importante: nel caso in cui lei seguisse una cura con nitrati (farmaci con nitroglicerina), questi devono essere sospesi 24 ore prima di prendere farmaci contro la disfunzione erettile. Inoltre, in una situazione come quella da lei descritta, con un ICD e 2 stent, non dimentichi di sottoporsi ai controlli cardiologici periodici indispensabili per controllare la funzionalità residua del cuore.

Infarto e montagna

Mio marito circa 20 mesi fa ha avuto un infarto e, tramite angioplastica, gli sono state riaperte due vene, mentre una terza risulta atrofizzata. Ha 40 anni ed è amante della montagna: è vero che non può più andare in altura? C'è un tetto massimo di metri a cui può arrivare?

Per quanto riguarda la passione sportiva di suo marito, sempre che il medico curante non individui specifiche controindicazioni, può andare in montagna limitandosi a passeggiare con calma. Comunque, non oltre i 2.000 metri d'altezza e non prima di essersi adeguatamente acclimatato e adattato alla differente pressione atmosferica.

Dolore a braccio e spalla destra in chi ha già subito un infarto

Mia madre (56 anni) ha avuto nel 2005 un infarto, ha quindi subito un'angioplastica e ogni giorno assume 5 farmaci per tale problema. L'anno scorso ha avuto un tremendo dolore al braccio destro e dietro la spalla destra. Lì per lì non ci siamo preoccupati e abbiamo applicato calore sulla parte e massaggi con canfora anche se temo che la guarigione non sia stata dovuta ai massaggi. Oggi è riiniziato lo stesso dolore, ma abbiamo sentito che un dolore tanto forte può essere sintomo di un infarto in corso. È vero?

L'unica sicurezza è eseguire subito una vista cardiologia con elettrocardiogramma; in caso di sintomi sospetti in un paziente già cardiopatico noto si deve sempre eseguire in pronto soccorso un Ecg o chiamare immediatamente il cardiologo curante e seguire i suoi consigli.

Massaggi e nuoto dopo infarto

Il 19 febbraio u.s. ho avuto un infarto acuto parte inferiore; i danni al cuore sono inferiori all'1%. Hanno applicato due stent alle arterie secondarie. Posso fare nuoto, posso sottopormi a massaggi rilassanti?

Certamente può sottoporsi ai massaggi; per il nuoto (ottima attività sportiva per i cardiopatici) aspetterei due mesi dall'infarto e, dopo una visita di controllo, se tutto è a posto riprenderei a nuotare, ma con molto buon senso. A sei mesi dall'infarto dopo test da sforzo o scintigrafia, riprenderei a nuotare regolarmente (sempre con buon senso) e ascoltando i consigli del suo medico curante.

Anemia ipocromica e rischio di infarto

Mia madre di 75 anni da tempo soffre di cistite con emazie nelle urine e questo ha provocato una anemia ipocromica (emoglobina a 8,3). Volevo sapere se con tale anemia è a rischio di incorrere in un infarto.

Se non vi sono altre patologie sistemiche non dovrebbero esserci problemi; quando l’anemia non è curata, in effetti, può mettere in pericolo non solo il cuore (provocando nel tempo una ischemia cronica o un infarto), ma anche gli altri organi poiché non vengono sufficientemente ossigenati. La cosa fondamentale, piuttosto, è indagare molto bene la causa delle cistiti. Nel frattempo, terrei molto a riposo sua mamma fino al nuovo controllo dell'anemia.

L'infarto può colpire soggetti assolutamente sani?

Sono un po' preoccupato: si sentono casi di persone che pur sostenendo di essere sani vengono colpiti da infarto. Si dice che l'infarto in genere colpisca diabetici, ipertesi, persone con colesterolo alto, fumatori ecc. ma allora: come mai molte persone anche in buona salute ne vengono colpite?

Purtroppo capita, ma l'incidenza dei fattori di rischio voluttuari e della famigliarità ne è la causa. In ogni modo, la presenza dei fattori di rischio citati è sempre la causa maggiore di eventi coronarici.

Sintomi atipici dell'infarto da conoscere

Si dice che l'infarto sia facile da riconoscere, o per lo meno da sospettare, ma non è vero che talvolta si presenta senza dolore al petto o al braccio? Quali sono in realtà i segni da considerare sempre come campanelli di allarme? Pallore e sudore sono sempre presenti? Grazie per la spiegazione che vorrà darmi.

Vero! Non sempre ci sono sintomi: il 20% circa degli infarti è silente, soprattutto nei diabetici. I sintomi sono: mancanza di respiro improvvisa, dolore a sbarra al torace, ossia trasversale che si irradia nella parte dorsale, oppure tipo un pugno sullo sterno, di durata variabile da 10 minuti a un'ora o anche più, con malessere generalizzato, sudorazione fredda, dolore alle braccia o al braccio sinistro o a entrambi i polsi, irradiato alla mandibola, al collo o dietro alla schiena. Questi sintomi anche se leggeri e di breve durata, devono sempre mettere in allarme e consigliare di chiamare il 118 senza perdere tempo.

Lavoro e stress dopo infarto diaframmatico

Mio marito ha avuto un infarto diaframmatico con angioplastica con stent medicato su coronaria ricorrente e buona ripresa funzionale miocardica; ha 58 anni e nessuna altra patologia. Fa l'anestesista in sala operatoria, con livelli di stress mediamente elevati: sarebbe opportuno richiedere un cambio mansioni lavorative?

Secondo me dipende solo da cosa vuole fare suo marito. Lo stress, comunque, per un anestesista dipende dalla tipologia di intervento, dalla sua durata e dalle condizioni cliniche del paziente; non penso che un anestesista in interventi di routine, anche durante complicanze, si faccia prendere dallo stress a 58 anni e anni di sala operatoria. Non credo che voglia fare l'ambulatorio, che spesso come stress (vista l'affuenza dei pazienti) può essere peggio. In conclusione chieda a lui cosa vuole fare e penso che dopo un periodo di "rodaggio" con interventi semplici possa fare la sua attività normale magari senza fare le reperibilità o le notti.

Controllo del colesterolo dopo infarto

Circa due mesi fa mia moglie (78 anni) ha avuto un infarto miocardico STEMI che per fortuna è stato superato grazie alla tempestività dei soccorsi. A parte i farmaci che assume per tenere basso il valore del colesterolo vorremmo un consiglio per la dieta da seguire. Siamoquasi vegetariani dato che due o tre volte alla settimana mangiamo petto di pollo alla piastra e pesce, ma vorremmo sapere come comportarci con caffè, uova, formaggi e latticini in genere.

Il controllo del colesterolo dopo un evento coronarico è fondamentale, ma sottolineo che le statine servo anche e soprattutto come stabilizzatrici delle placche coronariche impedendo la loro ulcerazione nel vaso coronarico e quindi l'inizio della trombosi che porta all'infarto. Per i cibi da lei elencati, ricchi di colesterolo, cercherei di farne un uso molto moderato (una volta a settimana).

Infarto a 34 anni

Il 24 aprile 2015 ho avuto un infarto a 34 anni con arresto cardiaco e applicazione di uno stent medicato. Non avevo nessun fattore di rischio salvo un pacchetto di sigarette al giorno e un'ereditarietà poiché mio padre ha avuto un infarto verso i 56 anni. Volevo chiederle perchè mi è successo.

Penso che la risposta sia già descritta nella domanda, anche se il paziente è giovane. Purtroppo ne vediamo sempre di più, in proporzione, rispetto a una volta, complice in taluni casi anche la cocaina che è un potente vasocostrittore. La famigliarità è il primo fattore di rischio non voluttuario, quindi non modificabile purtroppo, le sigarette (un pacchetto al giorno) potenziano tale fattore di rischio considerevolmente. Le consiglio ovviamente di non fumare, fare controlli periodici e attenersi scrupolosamente alle indicazioni del suo cardiologo.

Farmaci per la disfunzione erettile e prevenzione dell'infarto

Vorrei sapere se i vasodilatatori tipo tadalafil o sildenafil, aiutano a prevenire un infarto. grazie.

Penso che ci sia un po' di confusione, questi farmaci sono sì vasodilatatori, ma solo per la disfunzione erettile e solo per tale patolgia vanno usati. Per la prevenzione primaria dell'infarto non si usano vasodilatatori comunque, ma si controllano i fattori di rischio come ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete e fumo. I vasodiltatori, come per esempio i nitrati, si usano solo nelle prime ore della terapia dell'infarto acuto.

Paura dell'infarto a 15 anni

Sono una ragazza di 15 anni, ho fatto tanti controlli al cuore perché mi è capitato di sentir il cuore fermarsi e poi ribattere di nuovo, semplici tachicardie. Il cardiologo non ha diagnosticato nulla, solo una semplice ansia; anche l'Holter 24h è tutto normale. Però io ho il terrore perché ieri sera, facendo sesso, avevo il battito più forte e mi sentivo lenta, questa mattina ho un'ansia grandissima perché ho paura che mi possa venire un'infarto.

Stia tranquilla! A 15 anni è estrememente raro avere problemi cardiaci e di solito sono congeniti dalla nascita, per cui lo si sa prima. Quello che ha avuto sono banali extrasistoli che hanno, dopo il battito anticipato, la pausa compensatoria per cui sembre che il cuore si fermi, ma è assolutamente normale. Nelle persone ansiose si somatizza sempre il cuore come organo bersaglio ed è molto comune questo atteggiamento! Per questi problemi basta una visita cardiologica con ecg e tutto si risolve lì; la visita e l'attenzione di un medico cardiologo e la sua "tranquillizzazione" sono risolutive come una visita dallo psicologo. Avere un infarto in età giovanile è praticamente impossibile! Ho visto in 35 anni di carriera in ospedale due infarti miocardici sotto i 25 anni: uno da cocaina (la cocaina provoca spasmo coronarico e infarti) e uno da trauma contusivo grave per incidente stradale. Per quanto riguarda l'ansia eventualmente parli con il suo medico per una blanda terapia ansiolitica.

I rischi degli stent dopo infarto

Ho uno stent medicato a causa di un infarto avuto a 34 anni. Che rischi ci sono che si occluda lo stent o che mi venga un altro infarto nei prosimi anni?

Non c'è alcun rischio: lo stent medicato dà ottimi risultati nel lungo periodo; naturalmente è importante mantenere uno stile di vita corretto, controllare i fattori di rischio ed eseguire controlli cardiologici periodici.

Ereditarietà dell'infarto

Qual è il peso della familiarità per infarto nel rischio cardiovascolare?

Indubbiamente, la familiarità è importante. È sinceramente consigliabile consultare il medico di famiglia e valutare insieme a lui l'opportunità di sottoporsi a una visita cardiologica.

Infarto e fattori di rischio

Se una persona di 30 anni che non soffre di colesterolo alto, né di ipertensione, anzi è un po' ipotesa, e fa attività fisica, fuma al massimo 2/3 sigarette al giorno può essere colpito da infarto? Ovvero l'infarto può colpire così, all'improvviso anche senza che vi siano fattori di rischio?

È molto difficile che insorga un infarto se non si hanno fattori di rischio o abitudini voluttuarie a rischio (quali per esempio l'uso di cocaina).

Uso di farmaci per la disfuzione erettile dopo infarto

Ho 66 anni e 9 anni fa ho avuto un infarto con conseguente angioplastica e stent. Successivamente sono sempre stato bene e sto bene tutt'ora. Inizio però ad avere problemi di erezione e il cardiologo mi ha assicurato che posso ricorrere a farmaci tipo sildenafil, tadalafil ecc. in quanto utiizzo solo acido acetilsalicilico. Ho sentito però pareri contrari sull'utilizzo di tali farmaci dopo aver fatto l'infarto e vorrei conoscere il suo parere.

Non c'è alcun problema. Si possono utilizzare tutti, con l'unica accortezza di sospendere i nitrati 24 ore prima, se il cardiologo curante lo consente. Naturalmente il controllo con stress test deve sempre essere negativo per una eventuale ischemia residua e la funzione contrattile del cuore essere nella norma (frazione di eiezione maggiore 50%). Comunque i cardiologi sanno bene il comportamento da consigliare ai loro pazienti con tale patologia, gli altri consigli (sicuramente non medici) non vanno tenuti molto in considerazione.

Quali informazioni dà l'ecg sotto sforzo dopo infarto

Svolgo periodicamente controlli a causa di un infarto avuto sei mesi fa, con applicazione di uno stent medicato. Ultimamente ho effettuato un elettrocardiogramma da sforzo con esito negativo, questo esame scongiura un altro infarto per un certo periodo di tempo o no?

Certamente il test da sforzo mette sotto stress il cuore e, aumentando pressione e frequenza, dà un ottimo indice della perfusione coronarica; quindi se il test è negativo lo stent e le coronarie sono pervie. Bisogna comunque integrare il test con visite cardiologiche periodiche e anche altri esami, come per esempio l'ecocardiografia, e sopratutto azzerare tutti i fattori di rischio.

Insorgenza temporale dei sintomi di infarto

I sintomi di un infarto quanto tempo prima si possono manifestare? Secondo quanto ne so io si possono manifestare qualche giorno, qualche ora prima oppure non manifestarsi del tutto. Ma è possibile avvertire sintomi anche mesi prima?

I sintomi (dolore al petto centrale o a sbarra a volte irradiato al braccio sinistro e al collo o alla schieda, posteriormente con associati a volte sudorazione fredda o vomito) possono insorgere per breve durata (pochi minuti) anche qualche giorno prima dell'infarto a volte anche durante uno sforzo, ma principalmente a riposo. A volte compaiono anche ore prima o, come dice lei, a ciel sereno. È molto difficile, invece, che intomi di breve durata si presentino pochi mesi prima.

Sintomi dell'infarto

Mia madre, di 58 anni e fumatrice, è stata all'ospedale per un dolore al petto e al braccio. Dal tracciato è risultata un'anomalia e il medico ha detto (e scritto sul referto) che circa 2 anni fa mia mamma ha avuto un infarto di una certa importanza e quindi consiglia il ricovero. Poi le ha detto di prendere un antiaggregante e fluidificante del sangue e un altro farmaco che non ricordo. È possibile avere un infarto abbastanza forte ma con sintomi lievi, in quanto mia mamma accusava un dolore al petto frequente ma non fortissimo che fu poi associato allo stress.

Sì, può capitare di avere un infarto, anche di una certa importanza, pur non avvertendo forti sintomi. Nelle diverse persone ci sono soglie del dolore differenti, per cui i sintomi avvertiti sono più o meno marcati, a seconda delle percezioni soggettive. D'altro canto può accadere di avere infarti silenti; e ciò, per esempio, può avvenire con una certa frequenza nei diabetici. Penso che la prescrizione del farmaco antiaggregante e il consiglio di ricovero siano indicazioni corrette: sarà possibile effettuare esami approfonditi in breve tempo, mentre ambulatorialmente ci si metterebbe di più. È importante avere una diagnosi e una prognosi precisa in tempi ristretti.

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