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Igiene intima e menopausa

Igiene intima in menopausa

Diminuisce il livello di estrogeni, e tutto l'apparato genitale si modifica. Ecco come fare per una corretta igiene intima
Tempo di lettura: 17 minuti
Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2020

Diminuisce il livello di estrogeni, e tutto l'apparato genitale si modifica. Ecco come fare per una corretta igiene intima

Gli aspetti da considerare

L'apparato genitale femminile è un sistema complesso, regolato da meccanismi che si modificano nel corso degli anni. Tali meccanismi dipendono principalmente dai ritmi ormonali peculiari delle diverse fasi di vita di una donna.

Un ruolo centrale viene svolto dagli estrogeni, la cui produzione in età fertile aumenta in maniera decisiva la quantità di glicogeno a livello delle mucose della vagina.

Il glicogeno viene metabolizzato dai lattobacilli di Doderlein, che durante l’età fertile, in condizioni di benessere, costituiscono il 90% della flora batterica vaginale. Questi batteri “buoni” sono in grado di trasformare il glicogeno in acido lattico, il quale a sua volta fa diminuire il valore del pH vaginale.

L'ambiente leggermente acido che si viene così a creare rappresenta un’importante linea di difesa contro l'attacco di eventuali agenti patogeni.

Con il progressivo declino della secrezione degli ormoni femminili (estrogeni e progesterone) associato all’arrivo della menopausa, il corpo femminile subisce una serie di cambiamenti, come per esempio un aumento del peso (causato da un rallentamento del metabolismo), la comparsa di gonfiore addominale, un calo del desiderio sessuale, secchezza della pelle, vampate notturne (caratterizzate da intensa sudorazione e sensazione di calore al viso), che possono creare stati di ansia e stress. In particolare, l’apparato genitale e urinario della donna subiscono modificazioni fisiologiche di cui è importante tener conto durante l’igiene intima, proprio per rispettare il delicato equilibrio delle mucose, evitare irritazioni e assicurare il massimo benessere intimo.

Il primo parametro da considerare è il pH fisiologico che, dai valori leggermente acidi (3,5 e 4,5) tipici dell’età fertile, sale un po’ più verso la neutralità (pH 5-6). Rispettare questi valori è essenziale per tutelare la microflora endogena e prevenire l’insorgenza di infezioni e colonizzazioni da parte di microrganismi fastidiosi, come per esempio la candidosi (comunemente detta candida), che in menopausa può essere favorita dall’assunzione della terapia ormonale sostitutiva, o la vaginosi batterica (causata dalla eccessiva proliferazione del batterio Gardnerella vaginalis), caratterizzata da perdite vaginali di colore bianco-grigiastro e un cattivo odore intimo, simile a quello del pesce avariato, che può causare imbarazzo e avere un impatto negativo sulla vita sociale. 

Su questo fronte, la scelta di un adeguato detergente intimo è cruciale poiché un normale sapone, solido o liquido che sia, è mediamente troppo aggressivo ed eccessivamente destabilizzante per le mucose genitali. È, quindi, necessario orientarsi verso un prodotto specifico con pH intorno a 6.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il fenomeno noto come atrofia vulvo-vaginale, un disturbo piuttosto diffuso durante e dopo la menopausa, caratterizzato da problemi come secchezza vaginale e un'aumentata predisposizione a infiammazioni e infezioni. La donna avverte fastidio, prurito, irritazione delle mucose, secrezioni vaginali sgradevoli, cattivi odori. L’atrofia dei tessuti può coinvolgere, oltre alla vulva e alla vagina, anche vescica e uretra, causando sintomi come urgenza minzionale (favorita da un indebolimento della muscolatura pelvica tipico della menopausa), che in alcuni casi può causare addirittura incontinenza, bruciori alla minzione, infezioni con cistiti ricorrenti. Per questo, oggi, al termine atrofia vulvo-vaginale si preferisce quello più appropriato di sindrome genitourinaria della menopausa.

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Le donne che soffrono di questo disturbo possono provare anche fastidio o addirittura dolore anche durante i rapporti sessuali; in caso di secchezza vaginale, la penetrazione avviene infatti in assenza di lubrificazione (a causa dell’atrofia delle ghiandole del Bartolini indotta dal calo degli estrogeni) e può quindi causare abrasioni (microscopiche, ma molto dolorose) sulla mucosa a livello dell’entrata vaginale.

Questa sintomatologia può quindi influire negativamente non solo sulla qualità della vita della donna in quanto tale, ma anche sull’intimità di coppia.

Inoltre, nella maggior parte dei casi le donne non sanno che la perdita di elasticità dei tessuti e la secchezza vaginale sono aspetti direttamente legati ai cambiamenti ormonali tipici della menopausa; di conseguenza, lo ritengono, erroneamente, un fastidio “passeggero” e non chiedono aiuto al proprio medico

I comuni disturbi che si possono verificare in questa fase possono essere esacerbati anche da fattori esterni. Il ricorso a prodotti di igiene intima non appropriati, alcune forme di contraccezione e l'uso di indumenti troppo stretti o sintetici possono infatti intaccare il delicato equilibrio delle zone intime. Inoltre, per vivere al meglio la fase della menopausa è bene seguire un’alimentazione varia ed equilibrata (preferendo alimenti leggeri ed evitando cibi ricchi di grassi e conservanti), molto utile è anche praticare regolarmente sport o attività fisica. 

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Detergente ed emolliente

Con la menopausa, inoltre, viene meno lo stimolo trofico e secernente degli estrogeni, cui conseguono l’assottigliamento, una minore elasticità e una ridotta lubrificazione delle mucose genitali femminili.

Diventa, quindi, importante supportare dall’esterno queste funzioni, ricorrendo a detergenti emollienti, idratanti e lenitivi.

È importante tenere presente che i detergenti intimi tradizionali tendono ad avere un pH acido e sono perciò meno adatti per l'igiene intima durante la menopausa. Per orientarsi nella scelta del detergente intimo più idoneo può essere utile rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia, onde evitare di ricorrere a prodotti che possano poi rivelarsi inefficaci o addirittura controproducenti.

In linea generale, tenendo presente che la prevenzione della salute passa dall'equilibrio dell'ecosistema vaginale, è senza dubbio consigliabile orientarsi su prodotti per l'igiene intima a pH neutro. È importante tenere in considerazione la potenziale azione lenitiva nei confronti dei fastidi più comuni, il grado di protezione che possono offrire, la loro formulazione.

Questo ultimo aspetto è particolarmente importante: la presenza di profumo in un prodotto per l'igiene intima è generalmente controindicata per una donna in menopausa. Queste sostanze svolgono quasi sempre un'azione irritante nei confronti delle mucose (rendendole più esposte all'attacco di agenti patogeni) e possono causare un'alterazione del microbioma vaginale e portare a uno squilibrio del pH.

Il detergente intimo ideale, in definitiva, dovrebbe essere delicato, poco schiumogeno, rinfrescante, lenitivo e idratante, meglio ancora se con proprietà antibatteriche. Si può ricorrere a prodotti specifici, studiati appositamente per contrastare sintomi come cattivo odore vaginale, prurito o bruciore.

Particolarmente utili in caso di cute e mucose molto sensibili, fragili o interessate da irritazioni e arrossamenti sono le formulazioni contenenti le proteine colloidali dell’avena, del riso o di altri cereali; olio d’oliva, di mandorle dolci o jojoba; acidi grassi del cocco; idrolisati di collagene o glicerina.

Per un’azione più intensamente rigeneratrice e lenitiva si possono poi applicare specifici prodotti nutrienti sotto forma di creme o gel, arricchiti di proteine o acidi grassi essenziali ed estratti naturali dalle proprietà addolcenti (equiseto, camomilla, malva, tiglio o calendula) e ristrutturanti (aloe e amamelide).

In commercio esistono anche integratori specificamente studiati per il periodo del climaterio contenenti fitoestrogeni (derivati dagli isoflavoni della soia). I fitoestrogeni, oltre a svolgere un ruolo di prevenzione nei confronti della sindrome premestruale e dei sintomi tipici della menopausa, come per esempio le vampate, sembrano possedere anche notevoli proprietà antiossidanti e sembrano svolgere un ruolo protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Un possibile rimedio contro la secchezza vaginale può essere rappresentato da specifici gel o creme ad azione lubrificante, soprattutto se la loro composizione comprende ingredienti come camomilla, malva o calendula, dall'effetto calmante e preventivo nei confronti di irritazioni e bruciori.

Se il medico lo ritiene opportuno, per combattere la secchezza vaginale è indicata anche la somministrazione a livello locale di estrogeni.

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Consigli pratici

Oltre ad affidarsi a un detergente intimo adeguato e di qualità, per mantenere un’igiene intima ottimale, in menopausa come in ogni altra fase della vita è indispensabile ricordare alcune regole pratiche.

In particolare è necessario:

  • Avere cura dell’igiene intima quotidiana, in relazione alle necessità, ma senza eccedere con i lavaggi: due al giorno sono più che sufficienti, ed è opportuno ricorrervi anche prima e dopo un rapporto sessuale. Lavaggi eccessivi e troppo frequenti possono causare l'effetto opposto a quello desiderato, causando uno squilibrio del microbioma vaginale e abbassando le difese immunitarie. Evitare anche i deodoranti intimi.
  • Eseguire le operazioni di lavaggio con movimenti diretti dalla zona anteriore verso l’ano per evitare contaminazioni batteriche dell’area genito-urinaria. I batteri fecali, se si annidano nella mucosa vaginale, possono dare luogo a un'infezione fastidiosa come per esempio una vaginite o una cistite.
  • Dopo ogni lavaggio, risciacquare in modo accurato per eliminare ogni traccia di detergente e asciugare delicatamente, senza sfregare in quanto l'umidità favorisce l'attecchimento di funghi e batteri dannosi.
  • Utilizzare a contatto con la zona vaginale preferibilmente biancheria intima di cotone, seta, lino, microfibra o altre fibre naturali che consentono una migliore traspirazione. Tessuti sintetici non traspiranti possono infatti favorire un aumento del grado di umidità nelle zone intime.
  • Evitare di indossare indumenti troppo attillati a livello dell’inguine, come per esempio jeans.
  • Utilizzare il più possibile il bagno di casa ed evitare i bagni pubblici o, se necessario, prestare particolare attenzione. Nei servizi pubblici, soprattutto se non igienizzati accuratamente, è molto più alto il numero di batteri a cui si è potenzialmente esposte.

È infine importante usare cautela nel ricorrere a soluzioni come le lavande vaginali. Facilmente reperibili anche senza prescrizione medica, vengono utilizzate con lo scopo di ottenere una maggiore igiene intima indirizzando un getto liquido verso le pareti interne del canale vaginale. I liquidi utilizzati sono soluzioni detergenti a base di acqua e altre sostanze, studiate per favorire l'idratazione delle parti intime.

L'utilizzo di questo metodo di igiene intima, per quanto abbastanza comune, può essere però inutile, se non addirittura controproducente: le soluzioni utilizzate per la lavanda vaginale possono infatti causare un cambiamento nella composizione del microbioma locale, esponendo i tessuti a potenziali infezioni opportunistiche. Non è inoltre escluso il rischio che lo stesso strumento utilizzato per la lavanda non sia immune da contaminazioni batteriche, rendendo concreta la possibilità di introdurre agenti patogeni dannosi.

Proprio per queste ragioni i ginecologi sconsigliano il ricorso a tale pratica, che andrebbe riservata solo in seguito alla diagnosi di specifiche condizioni patologiche diagnosticate dallo specialista. In questo caso, sotto la prescrizione e la supervisione medica, si può considerare la lavanda sufficientemente sicura.

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