Gravidanza a rischio: quali sono i sintomi?

A volte la gestazione può essere in pericolo a causa di particolari condizioni di salute della futura mamma. Ecco quali sono i segnali da non sottovalutare.

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A volte la gestazione può essere in pericolo a causa di particolari condizioni di salute della futura mamma. Ecco quali sono i segnali da non sottovalutare.

La gravidanza non deve essere affrontata come una malattia, ma in alcune circostanze il rischio che non tutto vada come previsto è più elevato che in altre.

Infatti alcuni problemi di salute di cui soffre la futura mamma – ad esempio l'ipertensione, oppure la sindrome dell'ovaio policistico, l'obesità, il diabete, le patologie renali, le malattie autoimmuni e quelle che colpiscono la tiroide – possono aumentare il rischio di complicanze come l'aborto spontaneo o un parto pretermine, ma non solo.

Anche un'età superiore ai 35 anni, il fumo, il consumo di alcolici e alcune condizioni che si possono sviluppare durante la gestazione possono mettere a rischio una gravidanza. Fra queste, una delle più frequenti è il diabete gestazionale.

Il diabete gestazionale

Il diabete gestazionale, una condizione colpisce donne che non hanno mai avuto a che fare con il diabete prima della gravidanza.

In realtà la comparsa di una resistenza all'azione dell'insulina durante la gestazione è normale e serve per “dirottare” gli zuccheri introdotti con l'alimentazione verso il bambino in via di sviluppo.

Tuttavia, in alcune condizioni questo fenomeno si accentua eccessivamente e porta all'insorgenza di una vera e propria forma di diabete che, se non tenuto sotto controllo, aumenta il rischio di eventi indesiderati come il parto pretermine o pericolosi cali glicemici nel bambino poco dopo il taglio del cordone ombelicale.

Nella maggior parte dei casi il diabete gestazionale resta asintomatico; per questo è importante sottoporsi ai controlli della glicemia prescritti dal medico: solo in questo modo è possibile accorgersi di un eventuale diabete e gestirlo nel modo migliore possibile.

La preeclampsia

Un altro problema che può complicare la gravidanza è la preeclampsia, una sindrome caratterizzata da un improvviso aumento della pressione del sangue che, se non adeguatamente trattata, può portare a convulsioni e, nei casi più gravi, coma.

In genere il primo segnale di preeclampsia è un improvviso aumento della pressione oltre i 140/90 mmHg; fra i sintomi che possono accompagnarlo sono inclusi forti mal di testa, problemi alla vista (sensibilità alla luce, campo visivo appannato o temporanea cecità), dolori nella parte alta destra dell'addome, riduzione nella produzione di urine, nausea o vomito, fiato corto e improvvisi gonfiori (soprattutto a mani e a piedi).

A tali sintomi possono aggiungersi segni come alterazioni del funzionamento dei reni (rilevabile ad esempio con la presenza di proteine nelle urine) o del fegato e con una riduzione delle piastrine nel sangue.

In condizioni più gravi è possibile anche avere a che fare con perdite vaginali di color rosso acceso e con l'assenza o la forte riduzione dei movimenti del bambino. Infatti la preeclampsia è un fattore di rischio per il distacco della placenta, e fra i sintomi più comuni di quest'ultimo sono incluse proprio le emorragie vaginali, cui possono aggiungersi crampi o sensibilità addominale.

L'entità dell'emorragia dipende da quanta placenta si è staccata. A volte il sangue si accumula tra la placenta e la parete dell'utero e le perdite di sangue possono essere molto lievi; nelle situazioni più gravi, invece, l'emorragia è abbondante e il bambino potrebbe muoversi meno del solito o non muoversi affatto. In tutti i casi è bene rivolgersi il prima possibile a un medico.

Riconoscere una minaccia d'aborto

Infine, in caso di gravidanza a rischio è possibile ritrovarsi alle prese con una minaccia d'aborto. I sintomi che permettono di riconoscerla includono dolori addominali o alla schiena.

Questi fastidi non sono sempre associati a perdite vaginali. Per questo, indipendentemente dalla presenza di emorragie, è bene rivolgersi a un medico ogni volta che un fastidio porta a sospettare un possibile aborto spontaneo.

Silvia Soligon

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