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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Fibrillazione atriale

Extrasistolia dopo fibrillazione atriale

Ho 54 anni e nonostante un cuore sano, sono stato sottoposto a crio-ablazione per FA parossistica a fine 2014. A tutt'oggi con i dovuti scongiuri non ho avuto casi di fibrillazione, però ho notato frequenti episodi di extrasistoli che mi creano notevoli disagi e ansia. Attualmente sono in cura con metoprololo. Gli ultimi esami Holter, Ecg da sforzo ed elettrocardiogramma risultano nella norma. C'è qualche altra indagine che dovrei fare? Le extrasistolie possono essere pericolose?

Le extrasistoli non sono pericolose, bisognerebbe però sapere se sono extrasistoli sopraventricolari o ventricolari: nel primo caso potrebbero, se frequenti e in salve, essere il substrato per una nuova fibrillazione atrial parossistica. Potrebbe fare un Holter di 7 giorni, così è sicuramente possibilie registrare le aritmie per poterle valutare meglio.

Fibrillazioni atriali: esami specifici

Nel giro di 7 mesi ho avuto due fibrillazioni atriali che si sono risolte spontaneamente nel giro di 30 secondi/un minuto. Mi capitarono nel passato due episodi dopo periodi di forte stress. Premetto che gestisco una azienda e lo stress non manca, per questo ho eliminato tutto quello che potrebbe peggiorare la situazione, caffé, alcol, sigarette. Non so se la cosa possa influire per problemi di stenosi assoluta qualche volta soffro di sbalzi pressori che però al massimo arrivano ai 150/100 e rientrano in breve tempo magari coricandomi e cambiando posizione del collo, essendo cervicale. Logicamente le fibrillazioni mi mettono un pochino d´ansia, inoltre ha una valvola cardiaca che ha piccoli rigurgiti ma dicono che non dá problemi. Devo fare qualche esame specifico?

Nel suo caso alcuni esami sono certamente da eseguire; un ecocardio recente per valutare se vi è un ingrandimento atriale sx che è la causa della FAP, funzionalità tiroidea (un distiriodismo spesso causa FAP) e poi perseguire una normalizzazione della PA (altra causa di FAP). Quindi da valutare con tutti i dati se deve fare profilassi della FAP (con antiaritmici classe I) e anche la profilassi dell'ictus con anticoaugulanti con lo il CHA2DS2-VASc score.

Fibrillazioni atriali e integrazione di potassio

Da diversi anni sono soggetto a FAP circa una volta l'anno, episodi che si presentano di sera/notte e che mi costringo ad andare al PS. Ho notato che si presentano a causa di problemi digestivi (aria): per 3 volte si sono risolti al PS immediatamente dopo avere eruttato. In 3 occasioni c'era anche un valore di potassio al limite inferiore o poco sotto, per cui mi avevano detto di assumere un integratore di potassio per un tempo limitato. Dall'aprile dello scorso anno sto molto attento a quello che mangio la sera e non ho avuto più il problema, però noto, nell'arco della giornata, degli episodi di extrasistoli che durano pochissimi secondi ma mi mettono in allarme. Sarebbe opportuna una integrazione di K?

No il potassio per via orale si assume solo se c'è carenza o se si hanno disidratazioni importanti (es diarrea o sudorazioni importanti); naturalmente l'alimentazione eccessiva o l'alcol possono essere dei trigger importanti per la FAP per cui una dieta libera ma corretta serale sarebbe l'ideale. Valuterei con il suo cardiologo comunque (mi mancano i suoi dati) se necessita di anticoagulanti in cronico seguendo lo score CHA2DS2-VASc.

Fibrillazione atriale della durata di pochi secondi

Sono una donna di 42 anni. Nel 2007 mi hanno sottoposta ad ablazione per TPSV e, da allora, non ho più avuto episodi di tachicardia. Prima di sottopormi all'intervento ho avuto un episodio di fibrillazione atriale. Ora mi capita a volte di avvertire, per pochi secondi, un battito velocissimo e irregolare identico a quello avvertito durante l'unico episodio di FA. Vorrei sapere se è possibile che un'aritmia come la FA possa durare pochi secondi e risolversi spontaneamente.

Sì, è possibile che una fibrillazione atriale duri pochi secondi e si risolva spontaneamente, ma bisogna fare la diagnosi. A tale scopo applicherei Holter ECG di 7 gg oppure R test (analogo all'Holter ma che ha la possibilità di una registrazione più lunga) per poi vedere di che si tratta. Ma, sicuramente, se gli episodi sono brevi non necessitano di alcuna terapia.

Fibrillazione atrilale parossistica

Mia madre soffre di fibrillazione atriale parossistica da circa 4 anni. Dapprima li avvertiva ogni 6 mesi circa in maniera leggera. Man mano che il tempo è passato si sono avvicinati sempre di più e con più gravità. La mamma è bradicardica dalla nascita (58 battiti di media), per cui alla fine delle fibrillazioni il battito scendeva pericolosamente. Adesso la frequenza delle fibrill. è di circa 15 giorni, ma il problema e che va in collasso per pressione bassa. Da dire che è allergica a molti degli antiaritmici che le hanno consigliato. Il cuore ripetutamente controllato è sano. Gli specialisti interpellati sconsigliano ogni tentativo invasivo.

Esatto, sono d'accordo con gli specialisti interpellati: nessun tentativo invasivo, il pacemarker serve per le FA con bassissima risposta ventricolare e quindi sono assolutamente uguali a un blocco cardiaco di 3 grado.

Fibrillazioni e attività fisica

Gent.mo Dottore, ho 57 anni, ho avuto un episodio di fibrillazione atriale rientrata con farmaci presso il pronto soccorso. Le chiedo se posso curare l'orto che sto per comprare.

Certamente può curare l'orto, basta che sia fatto nelle ore non calde della giornata e con buon senso. Un unico episodio di fibrillazione atriale (FA) non rappresenta alcun problema per la moderata attività fisica, vanno comunque indagati bene gli eventuali motivi della FA; quindi eseguire controllo cardiologico con visita, ecg, ecocardiografia per escludere patologie valvolari, e controllo degli esami tirodei. Se non ci sono recidive è sufficiente eseguire due controlli seriati nei prossimi mesi e poi basta. Naturalmente tutto questo è valido se non ci sono cardiopatie di base già note; la FA spesso è idiopatica ossia senza patologia cardiaca organica documentabile. Se vi sono recidive contattare il cardiologo per eventuale profilassi antiaritmica e anticoagulante.

Fibrillazione atriale parossistica

Ho una fibrillazione atriale parossistca da circa 4 anni, diagnosticata quasi per caso. C'è una relazione tra i sintomi classici e compressione toracica-addominale sul fianco sinistro, in fase acuta della fibrillazione?

Va sempre fatto un ecg per vedere se non c'è un ischemia secondaria a un aumento di frequenza della fibrillazione atriale parossistica. Bisognerebbe sapere se ci sono altri fattori di rischio per malattie coronariche o qualche notizia clinica in più, esempio l'età. Parli comunque con il suo cardiologo e gli faccia vedere gli ecg in FA. Se sono negativi per ischemia stia tranquillo.

Fibrillazione atriale parossistica, cure preventive

Soffro da molti anni di fibrillazioni atriali parossistiche, l'ultima è stata trattata con successo con amiodarone. Adesso, che sto bene, il dottore mi ha detto che devo continuare a prenderlo a scopo preventivo. Visti gli effetti collaterali, mi chiedo perché non possa smettere di prenderlo; lo potrei capire per chi ce l'ha cronica, ma quando è passata che senso ha continuare?

Per la valutazione della terapia e la sua sospensione esiste un indice (CHA2DS2VASc) che calcola il rischio embolico ed eventualmente la profilassi antiaritmica da fare. Si basa su molti parametri che vengonovalutati dal proprio cardiologo: l'età, sesso, dati ecocardiografici, durata delle recidive, intervallo tra recidive ecc. L'amiodarone, in linea generale, va bene e se la protegge da recidive di FA lo prosegua, controllando periodicamente la tiroide; in aggiunta potrebbe anche esserle prescritto un anticoagulante. Al contrario chi ha la fibrillazione cronica non deve prendere cordarone che impedisce le recidive, ma farmaci che rallentano il ritmo. Ne parli comunque con il suo cardiologo che alle sue precise domande le risponderà le stesse cose.


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