Emorroidi: ecco come farle sparire

L'intervento chirurgico non è l'unica soluzione.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

L'intervento chirurgico non è l'unica soluzione. Ecco come può essere affrontato questo fastidioso problema.

A volte i vasi sanguigni presenti nel tratto finale del tubo digerente si infiammano e, gonfiandosi, portano alla comparsa di un disturbo tanto diffuso quanto fastidioso: le emorroidi.

A caratterizzare questo problema sono prurito, bruciore e dolore nella regione anale, a volte associati a emorragie abbondanti. Come affrontarli in modo corretto?

I trattamenti per i casi meno gravi

In caso di sanguinamenti a livello anale è buona norma rivolgersi al medico. Ciò non significa che sia sempre necessario un intervento invasivo, anzi, spesso fastidi lievi possono essere risolti nell'intimità della propria casa.

Esistono infatti unguenti, creme, schiume e supposte in grado di trattare efficacemente le emorroidi.

In genere contengono un cortisonico associato a un anestetico locale, ma non mancano i prodotti a base di lubrificanti, disinfettanti o molecole o estratti in grado di favorire la salute dei vasi sanguigni, come l'amamelide.

In caso di necessità il trattamento può essere associato all'assunzione di un antidolorifico (ad esempio paracetamolo, acido acetilsalicilico o ibuprofene).

Anche i bagni caldi possono dare sollievo: basta immergere in acqua la parte dolente 2-3 volte al giorno per 10-15 minuti. Gli impacchi freddi possono invece aiutare a ridurre il gonfiore.

Se questo approccio non dovesse risultare efficace è possibile tentare la strada dei prodotti da assumere per via orale. I loro principi attivi mirano a promuovere la buona salute dei vasi sanguigni, e possono essere utili anche in caso di sanguinamento.

Spesso i prodotti per il trattamento delle emorroidi possono essere acquistati senza ricetta medica, ma è sempre bene evitare di assumerli per più di una settimana.

Interventi per casi meno semplici

In alcuni casi il trattamento farmacologico non è però sufficiente. Infatti a volte è possibile che in un'emorroide esterna si formi un coagulo di sangue, che può essere rimosso solo con una piccola incisione che deve essere praticata dal medico.

In caso di emorroidi interne può invece essere indicata la legatura elastica, un intervento ambulatoriale che prevede l'applicazione di piccoli elastici alla base dell'emorroide. In questo modo il sangue non può più fluire al suo interno, e l'emorroide si secca, staccandosi da sola.

Un'alternativa meno efficace è la scleroterapia, che prevede di seccare l'emorroide iniettando al suo interno sostanze specifiche.

Infine, le emorroidi interne possono essere trattate con tecniche di coagulazione basate sull'uso del laser, degli infrarossi o del calore, che però sono associate a una maggiore incidenza di recidive rispetto alla legatura elastica.

Quando l'intervento chirurgico?

In caso di emorroidi gravi o recidivanti il medico potrebbe consigliare un'emorroidectomia, l'intervento chirurgico di asportazione delle emorroidi. A seconda dei casi l'operazione può essere eseguita in anestesia locale, spinale o generale.

In alternativa è possibile ricorrere alla prolassectomia con Stapler, un vero e proprio lifting del canale anale che riduce significativamente i fastidi post operatori.

Accorgimenti utili

Qualunque sia il trattamento più adatto al caso, alcuni accorgimenti possono aiutare ad affrontare meglio le emorroidi.

È ad esempio consigliabile l'uso di biancheria di cotone e di prodotti appositamente pensati per la detersione in caso di emorroidi, privi di alcol o di altre sostanze potenzialmente irritanti.

Infine, può essere utile assumere prodotti che facilitino l'evacuazione rendendola meno dolorosa nonostante la presenza delle emorroidi.

Da questo punto di vista, però, il primo aiuto arriva dall'alimentazione, che dovrebbe essere ricca di acqua e di cibi ricchi di fibre che contribuiscono ad ammorbidire le feci. Largo, quindi, a frutta, verdura e cereali integrali.

Silvia Soligon

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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