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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Difetti di erezione

Deficit erettile dovuto all'ansia

Ultimamente ho difficoltà nell'erezione.. però so che è una cosa psicologica... ansia! Come potrei risolvere?

Le difficoltà a raggiungere o mantenere l’erezione possono essere legate a fattori di natura medica, psicologica o relazionale. Se tali difficoltà dovessero persistere, le consiglio di rivolgersi a un andrologo per escludere eventuali cause organiche, come ad esempio alterazioni ormonali. Nel caso in cui non dovessero emergere cause fisiche è possibile valutare se intraprendere un percorso psicologico singolo o di coppia così da aiutarla a risolvere la difficoltà. Il percorso deve essere individualizzato sulla base della storia e delle esigenze individuali.

Mancanza di piacere e di erezione soddisfacente

Sono stato depresso fin dai miei diciotto anni, colpa di amicizie sbagliate e di decisioni sbagliate prese dai miei genitori sulla mia vita. Ho sistemato la mia vita e, adesso, a ventisette ho una, diciamo, bella vita. Non una vita da favola, ma potrebbe andare peggio. Sono obeso e, oltre ad avere una durata dell'erezione infelice, non provo piacere a masturbarmi né ad avere rapporti orali. Anche se provo ad accendere il mio desiderio, non riesco a diventare duro come quando avevo sedici, diciasette anni. Ho meno di trent'anni, spero sia causato solo dal mio peso infelice. O dice che potrebbe essere causato anche da una leggera incurvatura del pene verso sinistra?

I disturbi che Lei lamenta possono essere riconducibili ad anomalie di vario genere: organiche, ormonali e/o psico-relazionali. In particolare, l'obesità può essere causa di alterazioni ormonali per cui i livelli di testosterone circolante potrebbero risultare al di sotto della norma, determinando un calo del desiderio sessuale e una maggior difficoltà nel raggiungere e mantenere l'erezione. Inoltre l'obesità è una condizione che spesso si associa ad alterazioni metaboliche, come la dislipidemia o il diabete, che possono compromettere la salute dei vasi sanguigni, compresi quelli del pene, la cui normale funzionalità ed elasticità sono necessarie per un'erezione ottimale (i corpi cavernosi costituiscono la componente vascolare erettile del pene e sono di fatto comparabili a delle spugne: quando le pareti arteriolari dei corpi cavernosi si distendono, essi incorporano notevoli quantità di sangue, facendo aumentare il pene di volume). Non meno importante è la componente psicologica: una storia di depressione o di insoddisfazione personale può condurre a un'alterazione della libido, così come alcuni psicofarmaci utilizzati in situazioni del genere possono influire sulla qualità e la durata dell'erezione, sul desiderio sessuale e sui tempi eiaculatori. Infine, la curvatura peniena è un disturbo frequente che in alcuni casi può portare ad una maggior difficoltà nel raggiungere un'erezione soddisfacente o dolore al rapporto sessuale, per cui è auspicabile una valutazione da parte di un esperto. Concludendo, nel suo caso è consigliabile sottoporsi ad una visita specialistica andrologica, in modo che il medico possa richiedere gli accertamenti necessari del caso, che potrebbero comprendere esami ematochimici, ecocolor-Doppler penieno ed eventualmente una consulenza psicologica/psichiatrica.

Episodi di erezione non completa a 31 anni

Vorrei una delucidazione: negli ultimi mesi mi è capitato più di una volta di avere problemi di erezione. La mia compagna è la stessa da un paio di anni e l'attrazione che ho verso di lei non è diminuita. Ho sentito dire che la disfunzione erettile è una malattia che viene dopo una certa età, mentre io ho solo 31 anni. Può essere una cosa passeggera o mi devo preoccupare?

Non è il caso di preoccuparsi, infatti alcuni episodi di erezione non completa non costituiscono un problema di disfunzione erettile che necessita di valutazione medica. Se il problema dovesse persistere, le consiglio una visita andrologica. La disfunzione erettile può essere il risultato di vari fattori sia organici, come alterazioni ormonali, sia psicologici, come stati di stress o ansia, che devono essere valutati da uno specialista del settore.

Testosterone basso e difetti di erezione

Ho 22 anni e da alcuni anni soffro di calo dell'erezione e di piccoli dolori; in seguito alle analisi, prescrittemi dall'urologo, mi e stato riscontrato il testosterone basso, mentre gli altri valori sono nella norma. Il disturbo dell'erezione può essere causato da qualche altra disfunzione e perciò devo fare altre analisi?

Può essere utile una valutazione ormonale più estesa. Tutti gli esami devono essere interpretati criticamente da un andrologo che può valutare se il valore di testosterone che lei riferisce come basso è realmente da considerarsi sotto i valori normali e se sono necessarie ulteriori indagini, anche nel contesto dei risultati delle altre analisi che lei riferisce come normali.

Difficoltà erettili dopo vaccinazione antinfluenzale

È possibile che mio marito, 42enne, dopo un vaccino influenzale non abbia più erezione? Può essere questo fattore la causa?

Non esistono attualmente evidenze di una possibile relazione causa-effetto tra l'esecuzione di un vaccino antinfluenzale e l'insorgenza di un disturbo dell'erezione. Inoltre, dalla sua domanda non si evince se, per esempio, si tratti di un disturbo transitorio o permanente, né se interessi l'ottenere o il mantenere l'erezione. La disfunzione erettile rappresenta tuttavia di per sé motivo per un'accurata valutazione andrologica: il problema potrebbe essere la spia di una patologia sottesa, che deve essere studiata. Ritengo quindi utile un consulto andrologico.

Prostatite, infiammazione delle vie urinarie ed erezione

Vorrei chiedere come mai avendo quasi 50 anni, nonostante la cura che faccio per una prostatite ho sempre infiammazione alle vie urinarie e non ho più l'erezione. Esistono soluzioni al problema?

La prostata può infiammarsi per varie cause, tra cui quelle infettive che possono dare sintomi di infiammazione delle vie urinarie. Andrebbe quindi chiarito se alla base dei suoi disturbi c’è un’infezione delle vie urinarie e se la cura che sta facendo è utile in tale senso. Per quanto riguarda l’erezione, è possibile che il miglioramento dei sintomi urinari migliori anche questo sintomo. I problemi di erezione però possono essere dovuti a varie altre cause che dovrebbero essere valutate da un andrologo.

Recupero dell'erezione dopo prostatectomia radicale

Nel 2009 ho subito una prostatectomia radicale con risparmio di una piccola parte di un nervo. Per 3-4 anni non ho fatto attività sessuale per mancanza del desiderio. Da qualche mese, con tadalafil, ho ripreso l'attività anche se l'erezione è appena sufficiente, coadiuvato anche dal vacuum. A seguito dell'uso del vacuum ho notevoli e frequenti erezioni notturne, con una erezione quasi normale che però, non appena sveglio, dura poco. Purtroppo questo non succede quando pratico attività sessuale. Il mio urologo mi ha riferito che se di notte ho erezioni quasi normali, l'organo è tornato normale e che la mancata erezione al bisogno potrebbe essere per un problema psicologico. È anche lei dello stesso parere?

L’aspetto cui fa riferimento è il recupero delle erezioni “spontanee”, indipendenti da uno stimolo esterno. La loro ricomparsa a distanza di tempo dopo un intervento di prostatectomia radicale è un segno positivo. Tuttavia, per valutare il suo stato di salute sessuale, e in particolare la funzione erettile, riferendosi a erezioni indotte da uno stimolo esterno e tali da consentire un rapporto sessuale, è necessario considerare più aspetti. Ricordo, infatti, che l’erezione è un evento psico-neuro-vascolare modulato da molteplici fattori. Suggerisco pertanto una visita andrologica approfondita al fine di valutare tutti i fattori (organici, psicologici, relazionali) che intervengono nel determinare o modulare l’erezione.

Carenza di desiderio con difetti di erezione

Con la mia fidanzata precedente (all'epoca avevo 18 anni) avevo una vita sessuale attiva ed è sempre andato tutto bene. Con l'attuale ragazza, invece, non riesco ad avere un rapporto. Il mio pene sembra non voler completare l'erezione in sua presenza (cosa che invece avviene tranquillamente con l'automasturbazione). All'inizio pensavo si trattasse di ansia da prestazione, ma io con lei sono tranquillissimo. Mi sono poi reso conto che la causa di tutta questa disfunzione poteva forse essere attribuita all'assunzione di creatina, della quale faccio uso (a cicli alterni) da quasi un anno per scopi sportivi. Può la creatina aver creato in me disfunzioni ormonali, tanto da abbassare il desiderio?

Data la sintomatologia suggerisco comunque di rivolgersi a un endocrinologo con competenze andrologiche per inquadrare il problema che ha carattere multifattoriale (psicogeno, relazionale, organico).

Quando lui nega il deficit erettivo

ll mio compagno, di poco più grande di me, ha un deficit di erezione. L'ho capito fin da subito. Lui riesce solo in certe posizioni, anche se in realtà accade che a prescindere dalla posizione spesso non riesca. Lui non ammette assolutamente di avere un problema, dice che la causa sono io, e diventa aggressivo quando provo a parlarne. L'ho convinto ad andare da un andrologo. Purtroppo al medico non ha fornito alcuna indicazione. Dice che c'è andato solo perché gliel'ho chiesto io ma non perché pensasse di avere un problema. Come posso intervenire per farlo riflettere sulla reale esistenza di un problema? Come deve porsi una donna in questi casi?

Non è infrequente che il maschio finga di non avere un problema sessuale o addirittura ignori di averlo in particolare nelle fasi iniziali. Nel descrivere il disturbo non fa riferimento a età, patologie/terapie in atto o pregresse che possano orientare sulle molteplici cause del difetto erettivo. Consiglierei pertanto di focalizzare l'attenzione del compagno sulla salute generale sfumando almeno inizialmente sulla problematica sessuale. Il difetto erettivo potrebbe infatti rappresentare un campanello di allarme e dunque sottendere patologie che vale la pena di escludere per la salute generale prima ancora che sessuale.
In questa prima fase il Medico curante (solitamente figura più familiare e più vicina al paziente) può costituire un insostituibile alleato nell'ascolto empatico e nella prescrizione degli esami iniziali.

Occasionale difficoltà di erezione a vent'anni

Sono un ragazzo di 20 anni. In questi 3 giorni ho notato di avere difficoltà di erezione e ciò mi provoca ansia e paura. Il mio problema consiste una grossa diminuzione di eccitamento; per adesso ho delle erezioni mattutine "regolari", ma durante il giorno completamente niente e devo essere io a stimolarmi per avere il pene eretto che, peraltro, lo rimane per poco tempo. Essendo abituato a eccitarmi subito in poco tempo, mi sento moralmente a zero. Quando si parla di erezione difficoltosa? È un argomento grave? Che cosa consiglia in casi come questo?

Si parla di erezione difficoltosa quando vi è una incapacità a ottenere e mantenere un’adeguata rigidità del pene, tanto da impedire un rapporto sessuale completo e soddisfacente. All’origine del deficit erettile c’è spesso una combinazione di cause organiche e psicologiche. Una difficoltà occasionale, come quella che descrive lei, presente da soli tre giorni, non può essere ancora considerata come una condizione di disfunzione erettile. Inoltre, consideri che la presenza di erezioni mattutine rappresenta un valido segnale che non ci dovrebbero essere alterazioni fisiche (come deficit ormonali o di irrorazione sanguigna) in grado di compromettere la sua sessualità. Consideri infine che l’ansia da prestazione (incluso il frequente controllo di avere una valida erezione) è sicuramente nemica di una buona sessualità. Le consiglio perciò di rivolgersi a uno specialista in Medicina della Sessualità e Andrologia qualora il sintomo dovesse persistere nelle prossime settimane. In tal modo le verranno richiesti degli accertamenti più approfonditi per indirizzarla verso la cura migliore.

Deficit erettile e prediabete

Ho 49 anni e soffro di deficit erettile da quando ne avevo 26. I rimedi che con successo mi hanno aiutato prima di sildenafil e tadalafil sono stati dei vasodilatori periferici e i fosfolipidi ipotalamici che agiscono sull'ipofisi. Nel tempo l'effetto di sildenafil e simili è andato scemando, ho tutti gli ormoni sessuali (testosterone, fsh e lh) bassi/normali e ho scoperto 8 anni fa di avere l'emoglobina glicata a 6,1 e l'omocisteina intorno a 14: ha un nesso tutto ciò con quello che sto sopportando? Sono prediabetico e ciò mi sta dannggiando già?

La disfunzione erettile può avere molte cause, che non di rado agiscono contemporaneamente. Per quanto riguarda quelle organiche, cioè che riguardano problematiche fisiche (e non psicologiche o di coppia), tra le principali da indagare vi sono alcuni ormoni (tra cui il testosterone) e gli indici metabolici. Infatti sia l’ipogonadismo (il testosterone basso) che un cattivo metabolismo (dislipidemia, iperglicemia) influenzano negativamente l’erezione. Valori di emoglobina glicata come i suoi, se ancora presenti dopo anni, la identificano come affetto da una iniziale alterazione del metabolismo dello zucchero, che la predispone a sviluppare in futuro il diabete mellito. È stato riportato che condizioni analoghe, come l’"alterata glicemia a digiuno" e l’"intolleranza al glucosio", oltre a concorrere nel provocare l'ipogonadismo, possono già iniziare a danneggiare direttamente i vasi del pene (la cui integrità è necessaria per una buona erezione). Prima di assumere farmaci come gli inibitori delle fosfodiesterasi da lei citati o altri preparati (ad es. i fosfolipidi ipotalamici), sarebbe opportuno che uno specialista valutasse i suoi esami recenti, per impostare un’adeguata terapia. Infatti un basso livello di testosterone, di cui va indagata l'origine, potrebbe ad esempio essere responsabile della diminuita efficacia degli inibitori delle fosfodiesterasi. Anche eseguire un ecocolordoppler dei vasi penieni, che rileva eventuali alterazioni emodinamiche, può essere utile per inquadrare meglio il suo disturbo. Raccomando comunque, indipendentemente dalla problematica sessuale, di non sottovalutare problemi metabolici anche lievi, che hanno effetti negativi sulla salute generale e che possono giovarsi di un intervento precoce, in particolare sullo stile di vita.

Durata media di una erezione

Patologie e farmaci esclusi, qual è la durata normale di una erezione media? Può essere di 20/28 minuti anche in persone non "allenate"? Ovvero, quale può essere considerata normale la durata di una erezione e quale raggiungibile solo con farmaci o altri ausilii?

La durata media dell'erezione nel corso di un rapporto penetrativo in soggetti che non utilizzano farmaci per l'erezione (PDE5 inibitori o prostaglandina) e/o che non presentano un disturbo dell'erezione (disfunzione erettile) dipende dal tempo che il soggetto impiega per raggiungere l'eiaculazione. Pertanto, è più corretto parlare di durata di un rapporto sessuale penetrativo che di durata dell'erezione. In popolazione generale, la mediana del tempo impiegato da un maschio per raggiungere l'eiaculazione durante un rapporto vaginale è circa 5 minuti. Soggetti con una buona erezione, ma che soffrono di eiaculazione precoce, hanno una durata del rapporto penetrativo inferiore a 1-2 minuti. Coloro che invece soffrono di eiaculazione ritardata impiegano molto tempo a eiaculare (talvolta non ci riescono) e, se la durata del rapporto è eccessiva, possono perdere l'erezione durante il rapporto. Nei soggetti che non presentano disturbi dell'erezione e dell'eiaculazione la durata del rapporto dipende dal controllo esercitato sull'eiaculazione.

Deficit erettile momentaneo a 17 anni

Ho 17 anni e ieri volevo farlo per la prima volta con la mia fidanzata, che amo da impazzire e con la quale sto da 3 mesi. Siamo entrambi vergini. Le ho fatto molti molti preliminari, era davvero molto bagnata e mi sembrava anche molto a suo agio. Il punto è che a me praticamente non si alzava. Oppure si alzava ma l’erezione era relativamente debole rendono impossibile questo momento magico a cui tanto tenevo. Il punto è che mi sembra così strano che non mi si alzasse comunque in un momento di intimità del genere, quando invece quando mi masturbo si alza e anche parecchio. Cosa devo fare?

Molto probabilmente si è trattato di "ansia da prestazione", molto frequente nei giovani che per la prima volta si approcciano alla sessualità e vivono con ansia il momento del primo rapporto sessuale, caricandolo di aspettative e di necessità di condurre un rapporto sessuale "perfetto". Suggerisco di avere un colloquio con l'andrologo, che oltre a rassicurare su questi aspetti, eseguirà una visita e, se necessario, eventuali approfondimenti ormonali e/o strumentali, al fine di escludere possibili quadri patologici sottesi.

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