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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Diarrea

Diarrea cronica: come alimentarsi in attesa di diagnosi certa

Sono un ragazzo di 24 anni, ho diarrea da molto tempo con giorni di riposo e giorni di diarrea profusa. Sto cercando di mangiare in bianco, però ogni volta che vado in bagno vado con un mal di pancia fortissimo. Mi sto facendo le analisi e il dottore mi ha detto che dai primi tamponi che ho portato è uscito che ho l'intestino infiammato. In attesa di altre analisi cosa devo mangiare e cosa no?

Consideri che se la diarrea dura da più di un mese si deve iniziare a parlae di "diarrea cronica", quindi non vi è una indicaziona a magiare "in bianco" o con cibi astringenti in quanto bisogna fare delle indagini per scoprire la causa dei suoi disturbi. L'unica attenzione alimentare chè può attuare, in attesa di risolvere il suo problema, è quella di fare un diario alimentare così da vedere se la diarrea si correla con qualche cibo in particolare, e poi ridurre la frutta e la verdura (solo temporaneamente) per ridurre il numero delle evacuazioni.

Diarrea ricorrente

Sono un uomo di 57 anni e sono in dialisi extracorporea trisettimanale. sono stato trapiatanto e dopo 6 mesi è avvenuto il rigetto del rene trapiantato. Da circa un mese soffro di diarrea ricorrente che dura 2 giorni e con periodo interdiarrea di circa 3 giorni. Faccio uso di fermenti lattici. Come farmaco antidiarroico ho usato la rifaximina, mediamente con due compresse massimo tre si arresta la diarrea per poi riprendere dopo circa tre giorni. Uso anche il gastro protettore (lanzopranzolo), più la normale terapia per un dializzato (coral, sinvastatina, irbesartan, metilprednisolone, furosemide). Vorrei sapere le possibili cause e i cibi consigliati e quale frutta posso mangiare

La diarrea è un sintomo piuttosto variegato nel modo di presentarsi e nelle cause; nei pazienti dializzati è possibile che la stessa condizione di insufficienza renale cronica favorisca un'alterazione della flora batterica che può comportare l'alterazione dell'alvo sia in senso diarroico (la cosa più frequente) sia in senso stitico, o l'alternanza delle due situazioni. Oltre alla condizione clinica che la contraddistingue, deve essere valutata l'opzione di una correlazione tra i farmaci che assume e la diarrea; compatibilmente con il suo quadro clinico, in accordo con il suo medico di famiglia, dovrebbe provare a sospendere uno per volta i farmaci per circa 2-3 settimane e vedere se si modifica la sintomatologia (i farmaci che più frequentemente sono correlati con una diarrea indotta da farmaci, tra quelli che lei assume, sono il lansoprazolo, la simvastatina, l'irbesartan). In caso di insuccesso di questi tentativi la invito ad eseguire la colonscopia per escludere delle malattie infiammatorie dell'intestino anche di tipo microscopico eventualmente (colite collagena o linfocitica). Ovviamente ribadisco la necessità che il quadro clinico e l'eventuale gestione dei farmaci venga assolutamente seguito dal suo medico di famiglia o comunque dal suo medico di fiducia (nefrologo e/o gastroenterologo).

Dolori addominali, stipsi e diarrea intermittenti

Ho 21 anni e da molti anni soffro di dolori addominali e stitichezza, con episodi di colite e diarrea che si presentano in media una volta ogni due mesi. Inoltre ho un costante ed evidente gonfiore nel basso addome che si attenua solo quando sono a digiuno, per esempio appena sveglia. Ultimamente ho notato un indurimento nella parte bassa a sinistra dell'addome, accompagnato da dolore al coccige (e in generale nella zona dell'osso sacro) che va e viene. Ho letto in giro che un colon "intasato" causa gonfiore addominale, sbalzi d'umore, cefalea, alitosi, diarrea, caduta dei capelli, stress ed ansia. Presento tutti questi sintomi. Mi consiglia di sottopormi a qualche esame? O una visita specialistica?

I disturbi che descrive sono molto comuni e possono essere inquadrati, considerando la giovane età, in quello che si definisce colon irritabile. Ovviamente tali disturbi sarebbero meritevoli di una valutazione in prima battuta dal medico di base, che potrà intanto prescriverle degli esami di routine per vedere il suo stato di salute generale, quindi poi da uno specialista (gastroenterologo) che valuterà i risultati degli esami che le avrà fatto fare il suo medico di famiglia, effettuerà una visita accurata e quindi potrà decidere se è meglio approfondire con esami di secondo livello (ecografia addome, esami mirati ad esplorare la funzionalità tiroidea e la celiachia, eventualmente la colonscopia) o darle già la terapia mirata a risolvere i suoi sintomi. Nella maggior parte dei casi basta intervenire sul disturbo preponderante, che mi pare di capire essere la stitichezza; di solito risolvendo tale disturbo si agisce spesso sugli altri, facendo scomparire gli episodi di diarrea con l'attenuazione/scomparsa dei gonfiori e dolori addominali

Diarrea con dolori addominali

Da 8 mesi ho attacchi di diarrea quasi quotidianamente associata a dolori di pancia che dopo aver evacuato cessano. Ho eliminato i latticini (che mi creano problemi) ma non ho risolto il problema. Ho fatto ecografia, esami per celiachia e per parassiti/batteri (essendo stata a giugno a Cuba) ma non è risultato nulla, sto prendendo fermenti lattici ma la situazione non migliora. Quali altri esami devo fare?

La sintomatologia che lei riferisce è molto comune ma sarebbe più utile avere maggiori informazioni in merito al suo stato di salute e sulle caratteristiche delle feci (presenza di sangue, muco, il numero delle evacuazioni, se diurne-notturne o solo diurne, se legate ai pasti oppure no, la consistenza delle feci). In generale la comparsa di un quadro clinico caratterizzato da dolori addominali e diarrea, che persiste per più di due mesi, si definisce "cronico"; per tale motivo è utile effettuare una valutazione gastroenterologica per valutare l'opportunità di effettuare degli esami endoscopici (gastroscopia e/o colonscopia). In aggiunta agli esami che ha già fatto, valuterei anche gli esami per la funzionalità tiroidea e il sangue occulto fecale. Inizierei a fare inoltre un diario alimentare così da valutare eventuali correlazioni tra sintomi e alimento specifico (può ritornare utile per la terapia).

Diarrea cronica

Saranno circa 8/9 mesi che mi capita di svegliarmi al mattino con dei crampi abbastanza fastidiosi susseguiti da feci molli oppure diarrea, magari vado 3 4 volte in bagno nel giro di poco e poi tutto a posto fino al giorno dopo. Ho notato che i sintomi peggiorano quando mangio magari alcuni tipi di frutta e verdura soprattuto pomodoro, prugne, mirtilli, spinaci. In questo periodo inoltre ho avuto anche un problema di vescica iperattiva che è migliorato tanto con l'assunzione di tolterodina. È oltre a questo ho spesso anche problemi di ansia che peggiorano ulteriormente la situazione. La mia domanda è quali esami potrei eseguire per capire quale sia il problema.

La diarrea che dura da oltre un mese prende il nome di diarrea cronica. Le cause della cronicità delle alterazioni dell'alvo non sono quasi mai legate a cause propriamente infettive, per cui una valutazione di patologie che possano comportare la diarrea come manifestazione clinica è obbligatorio. Le disfunzioni tiroidee, la malattia celiaca e le alterazioni della flora batterica intestinale sono le tre principali cause della sintomatologia che lei riferisce. Utile inoltre indagare anche l'infiammazione intestinale mediante il dosaggio di VES, PCR, calprotectina fecale così da escludere eventualmente anche questo tipo di problema. Ovviamente il tutto deve essere effettuato sotto la guida di un gastroenterologo e non con il "fai da te", in quanto la diarrea cronica è una condizione clinica che va curata o comunque indagata. Spesso e volentieri questi disturbi sono espressione di colon irritabile, soprattutto nelle giovani donne o in chi ha disturbi di ansia, per cui l'approccio terapeutico potrà essere basato su due concetti diversi: nel caso in cui si trovasse la causa della diarrea le cure saranno rivolte a risolvere tale problema, nel caso in cui fossimo nell'ambito del colon irritabile le cure saranno mirate a gestire i sintomi (tale condizione clinica tende a scemare con gli anni). Se i risultati di tutti gli esami che le prescriveranno risultassero negativi e le cure non fossero efficaci, consideri che (solo in quel caso) si potrà porre l'indicazione all'esecuzione della colonscopia come ulteriore approfondimento diagnostico. Tutto quello che ho scritto è riferito all'approccio in generale alla diarrea cronica però il tutto deve essere adattato al caso specifico; non sapendo eventuali malattie, terapie assunte, familiarità per qualche patologia è difficile consigliarle specificatamente una cosa piuttosto che l'altra.

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