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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Denti e dentizione

Esantema morbilliforme non meglio identificato

Mia figlia 12 giorni fa ha avuto una febbre forte seguita da gola infiammata, esantema morbilliforme e congiuntivite essudativa a un solo occhio. Dopo qualche giorno vedendo la febbre persistere abbiamo deciso di recarci al pronto soccorso dove la pediatra ha ipotizzando una sindrome di Kawasaki. Nei giorni successivi, sono state fatte analisi che hanno scongiurato la presenza della patologia, intanto i sintomi erano spariti e al quarto giorno di terapia antibiotica anche la febbre non è più salita. Ora la bambina è ormai da 5 giorni in piena salute, ha ripreso a mangiare e domani dovrebbe essere dimessa. In ogni caso nessuno ha saputo dare una risposta alla comparsa dell'esantema e della congiuntivite giustificandoli come una "forma virale" che a me francamente pare poco.

Nello specifico, non mi permetto di pensare né di formulare ipotesi, visto che non ho visitato la bambina nel momento in cui era sintomatica, né ho visto alcuno degli accertamenti che le hanno fatto. Posso però rassicurarla sul fatto che, a volte, alcune patologie scompaiono da sole (per fortuna!), senza che noi medici siamo stati in grado di definirle con precisione. Molte infezioni virali provocano febbre più o meno elevata e prolungata e si accompagnano a esantemi non meglio precisati, se non con la dicitura morbilliforme, rubeoliforme eccetera. Vuol dire che ricordano una ben più nota malattia, ma non sono la stessa cosa. Non significa sminuirle, ma solo dare una definizione del sintomo, non riuscendo a catalogare con certezza la causa. L'importante, direi, è che sia tutto risolto.

A 14 mesi ancora non è spuntato neanche un dentino

Ho una bimba di 14 mesi senza un dente! Poiché leggo che esiste la anodontia devo preoccuparmi? Che indagini si dovrebbero fare per tranquillizzarsi? So che sino ai 18 e anche 19 mesi c'è sempre speranza, ma io non vivo più.

L'anodontia esiste, è molto rara, ma esiste. Può essere parziale, più frequente, chiamata ipodontia, o totale, può riguardare i denti permanenti o anche quelli "da latte". L'esame necessario per diagnosticare se ci sono o meno le gemme dei denti permanenti è la classica "panoramica". Prima di effettuare l'esame, però, consulterei il suo pediatra oppure un dentista ortodonzista, specializzato nella cura dei denti dei bambini.

I disturbi della dentizione

Ho la bimba che sta mettendo i denti. Ha 16 mesi, due notti fa ha avuto vomito e diarrea sto somministrano la cura della pediatra fermenti e colimil ha poco appetito ancora e da oggi ho notato un alito con forte odore ma non so se può essere acetone o sempre la dentizione. Cosa dovrei fare in tal caso: preoccupante?

Durante la dentizione si verifica uno stato di lieve infiammazione delle gengive, con conseguente alterazione della flora microbica del cavo orale. Per questo a volte si verificano disturbi intestinali, alito cattivo, lieve alterazione della temperatura, inappetenza. Dieta leggera, idratazione, proporre cibi freschi, come gelato yogurt e frutta, sono i rimedi tradizionali per una situazione che è destinata a risolversi da sola. I fermenti lattici sono un altro piccolo aiuto. Può inoltre capitare che, oltre alla dentizione in atto, si verifichino altri piccoli inconvenienti "di stagione", rendendo la situazione un po' più complicata da gestire - il bambino piange di più e si alimenta ancora meno volentieri - ma non compromettono una completa e regolare ripresa della buona salute.

Estrazione di un dente durante l'allattamento

Allatto esclusivamente al seno la mia bimba di 7 settimane. Purtroppo mi ha fatto infezione un dente del giudizio e da come è posizionato devo obbligatoriamente toglierlo a breve. In pratica non ho scelta. Ora devo iniziare una cura antibiotica in previsione dell'intervento. La mia paura è che con le cure e lo stress fisico che tutto ciò comporta possa andarmi via il latte, come devo comportarmi per evitare che succeda?

Accade più spesso di quanto non si creda che una mamma che allatta abbia qualche piccolo guaio di salute da risolvere. Sono veramente pochissimi i farmaci controindicati in allattamento: la grande maggioranza degli antibiotici e degli antidolorifici sono assolutamente compatibili con il proseguire l'allattamento. Anche la probabile anestesia che sarà necessaria durante l'estrazione del dente, non compromette il continuare ad allattare. Ovviamente, perché questo accada serenamente, saranno necessari alcuni accorgimenti. Per evitare che lo stress possa influenzare la produzione di latte, semplicemente continui ad allattare la sua bimba come ha fatto finora, seguendo i ritmi che la piccola le suggerisce. Se le visite dal dentista dovessero sovrapporsi con i tempi e i momenti delle poppate, può estrarre il latte e lasciare che chi si occupa della bimba glielo somministri. Come estrarre il latte, come conservarlo e somministrarlo in tempi successivi, sono domande che può rivolgere al suo pediatra, a un'ostetrica, a una consulente per l'allattamento, al reparto di neonatologia dove la sua bimba è nata, al consultorio. Estrarre il latte quando la piccola non può farlo direttamente, è altrettanto importante che nutrire la bimba: la mamma produce tanto latte quanto ne occorre al suo piccolo, se il seno non viene svuotato regolarmente, la risposta del corpo materno è di ridurre la produzione. Il giorno in cui dovrà estrarre il dente le verrà somministrata un'anestesia (locale o generale a seconda delle esigenze): cerchi di allattare o estrarre il latte poco prima dell'anestesia. Riguardo a ricominciare, dipenderà dal tipo di anestesia. Nessun problema per quelle locali, non occorre interrompere. Se fosse un'anestesia generale si consiglia di ricominciare quando la mamma si è ben risvegliata e si sente in forza. Solo in caso di anestesie particolarmente protratte si può valutare di estrarre una poppata e di non somministrarla, riprendendo ad allattare a quella successiva. Antibiotici e analgesici vanno valutati con il dentista che glieli prescrive, avvalendosi, se è il caso, della consulenza di un esperto di allattamento. I centri antiveleni offrono, al telefono, anche consulenze di questo tipo, fornendo in tempo reale gli ultimi aggiornamenti al riguardo: la telefonata è registrata e si ricevono risposte "ufficiali".

Raffreddore e dentizione e rifiuto della pappa

Mia figlia, di 9 mesi, ha la tosse e il raffreddore da una settimana e, nel mentre, le sono spuntati ben due dentini. iI problema è che non appena si è ammalata ha smesso di mangiare la pappa per nutrirsi esclusivamente di latte. Non vuole nemmeno la frutta. Prima mangiava tutto, adesso non vuole più nulla. Credo che le sia andato in odio il cucchiaio perché abbiamo insistito contro la sua volontà. C'è da dire che oltre al latte mangia a pranzo e a cena una fetta biscottata masticando come un'adulto. Il peso è un po' diminuito (da 8,7 kg a 8,5-8,6 a giorni alterni).

È facile che un bimbo rifiuti di mangiare quando non sta bene, anche per cose non gravi come un raffreddore o la dentizione. Diventano inappetenti e cercano più facilmente un alimento che dia loro molta soddisfazione come il latte: oltre al sapore confortevole è associato anche alla suzione, che per un piccolo di 9 mesi è fonte di grande consolazione. Non insistete con la pappa, proponetela quando vedete che sta meglio, ma non preoccupatevi se la rifiuta. Se gradisce masticare cose più da grandi, come pane, fette biscottate, biscotti, proponetegliele senza problemi. Anche riguardo agli altri componenti della pappa, provate a separarli tra di loro: il sapore definito, a volte, piace di più del pappone unico.

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