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Che fare se la candida viene in gravidanza?

La vaginite da candida è un tormento per molte donne in gravidanza. Ecco come comportarsi.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 9 minuti
candidosi incinta

L’infezione da candida è un tormento per molte donne in gravidanza. Ecco come comportarsi.

Le infezioni da candida possono presentarsi in qualsiasi periodo della vita di una donna e sono molto comuni: si stima che i due terzi delle donne in età fertile abbia avuto almeno un episodio di vaginite da candida, detta anche candidosi.

L’infezione è dovuta a un fungo, la Candida albicans, che abitualmente risiede all'interno dell'organismo, sulla pelle e sulle mucose della vagina e dell’intestino, senza destare fastidi. Alcuni fattori possono però determinarne una eccessiva proliferazione e dare origine all’infezione, con i tipici sintomi che la accompagnano.

Oltre a irritazione e arrossamento delle mucose, sono manifestazioni caratteristiche il prurito, il bruciore, il dolore e il gonfiore ai genitali esterni e la comparsa di perdite biancastre dall’aspetto simile a quello del latte cagliato o della ricotta. I rapporti sessuali sono dolorosi ed è frequente anche il dolore avvertito durante la minzione, dovuto al fatto che l'urina percorre tratti di mucosa infiammata. A volte dal canale vaginale l’infezione si estende e arriva a interessare la vescica, dando luogo a cistite.

Tra i fattori che determinano l’infezione da candida vi sono, per esempio, le terapie a base di antibiotici. Altre cause scatenanti riguardano condizioni che comportano l’abbassamento delle difese immunitarie, come per esempio una banale influenza. Inoltre, la candidosi può essere favorita da malattie come Aids o diabete, da precedenti episodi di infezione o da un periodo di stress intenso.

Cause ormonali

Nell’arco della propria vita ogni donna è soggetta a variazioni ormonali che possono favorire l’insorgenza di infezioni vaginali.

L’aumento della produzione di estrogeni, per esempio, aumenta la quantità di zuccheri presenti nelle mucose della vagina, rendendole un terreno ideale per lo sviluppo di germi patogeni. Ed è per questa ragione che le candidosi iniziano a manifestarsi dopo la pubertà e sono frequenti in gravidanza

Diagnosi della candida

Per diagnosticare la candidosi nella maggior parte dei casi è sufficiente riferire i sintomi al proprio ginecologo, che potrebbe confermare la diagnosi con una visita.

Nel caso in cui una donna abbia già avuto un precedente episodio di candida, molto probabilmente sarà in grado di riconoscere l’infezione da sola. La leucorrea associata alla candida presenta infatti caratteristiche tipiche (in particolare l’aspetto “a ricotta”) che la rendono difficilmente confondibile con le secrezioni fisiologiche o con quelle causate da altri disturbi, come per esempio la vaginosi batterica. In quest’ultimo caso le perdite sono infatti lattiginose e omogenee, di colore bianco-grigiastro e accompagnate da un forte e cattivo odore, simile a quello del pesce avariato, che è del tutto assente in caso di candidosi.

Durante i mesi della gravidanza, invece, è frequente osservare la presenza di perdite vaginali vischiose, di colore biancastro e trasparente dall’aspetto simile a quello dell’albume d’uovo. Si tratta di secrezioni fisiologiche provenienti dalle ghiandole della cervice uterina che, in questa fase, per la variazione dell’assetto ormonale e a causa del rigonfiamento e della congestione delle mucose genitali indotti dagli ormoni della gravidanza, diventano più intense e prendono il nome di leucorrea gravidica. Questo aumento delle secrezioni, del tutto fisiologico, non deve essere confuso con un episodio di candida.

Trattamento generale della candidosi

Per risolvere l’infezione è sempre consigliabile chiedere consiglio al proprio medico o farmacista. Durante la gestazione, in particolare, da non trascurare è anche il rischio di esporre il feto a sostanze dannose.

In generale il trattamento per la candidosi si basa su farmaci antimicotici, da assumere per via orale o per uso locale, utili per arrestare la moltiplicazione del fungo. Per questo motivo, e poiché le recidive sono frequenti, la cura dell’infezione dovrà prevedere anche azioni mirate a ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale e vaginale. È importante agire sulle difese naturali dell’organismo, per esempio assumendo ciclicamente integratori a base di probiotici e lattobacilli, o intervenire sui possibili “punti deboli”.

Una corretta terapia, inoltre, non dovrebbe trascurare l’uomo, per evitare il cosiddetto “effetto ping-pong”, ovvero il continuo passaggio dell’infezione da un partner all’altro in caso di rapporti sessuali non protetti. Anche gli uomini, infatti, possono contrarre l’infezione, che può decorrere in maniera asintomatica o che può manifestarsi con arrossamento e bruciore in corrispondenza del glande e talvolta del prepuzio, eventualmente accompagnati da secrezioni biancastre.

Terapie in gravidanza

Oltre a essere molto fastidiose, come in ogni altro periodo della vita, alcune infezioni vaginali sono potenzialmente pericolose durante le settimane di gravidanza, come per esempio quelle responsabili della clamidia o della vaginosi batterica, che devono essere curate tempestivamente in quanto possono aumentare il rischio di aborto spontaneo, parto pretermine o rottura anticipata delle membrane.

Non è invece questo il caso della candida, che non comporta pericoli per salute della mamma o del bambino. L’unico rischio, , è infatti la possibilità che il neonato contragga l’infezione al momento del parto, sviluppando il cosiddetto mughetto a livello delle mucose della bocca. Si tratta di una condizione non grave, ma che è utile prevenire risolvendo l’infezione materna prima del parto.

Per quanto riguarda la terapia farmacologica, in gravidanza è sconsigliabile assumere antimicotici per via orale dal momento che rappresentano un rischio per il feto.

In sostituzione è quindi opportuno utilizzare durante la gestazione antimicotici per via topica, come le creme a base di antimicotici, che rappresentano il trattamento di prima linea per le donne in gravidanza. E, in ogni caso, è indispensabile attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dal proprio medico.

In questo delicato periodo è inoltre fondamentale ripristinare l’equilibrio del microbioma vaginale. A questo scopo sono stati sviluppati di recente prodotti probiotici topici a base di lattobacilli, sotto forma di capsule e ovuli vaginali.

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Prevenire la candidosi: alcuni consigli utili

Esistono semplici regole che consentono di prevenire la candidosi evitando le condizioni che possono innescare o favorire la proliferazione del fungo. Sono diversi gli ambiti sui quali è possibile agire, primi fra tutti igiene, alimentazione, abitudini e stili di vita. L’igiene intima è molto importante: per esempio, per non contagiare la zona vaginale con germi provenienti dall’intestino è prima di tutto importante avere cura di lavarsi dalla vagina all’ano e non in direzione contraria. Inoltre sono da evitare i saponi troppo aggressivi, che possono alterare l’acidità vaginale e i deodoranti intimi. Le lavande vaginali interne in gravidanza, a meno che non siano state espressamente prescritte dal ginecologo, non sono in genere consigliate perché potrebbero impoverire eccessivamente la flora batterica. I detergenti più adatti hanno un pH fisiologico, cioè simile a quello delle mucose.

È importante anche avere cura di asciugare sempre la parte ed evitare in estate di indossare a lungo costumi bagnati, dal momento che l’umidità favorisce la proliferazione della candida. Anche indumenti stretti, salvaslip e biancheria in tessuti sintetici possono creare un ambiente caldo-umido, oltre a causare uno sfregamento che irrita le mucose.

Meglio quindi usare biancheria intima di cotone e detergenti intimi delicati o, perché no, qualche goccia di calendula in acqua tiepida per alleviare bruciori e pruriti esterni. Come per tutte le infezioni, anche nel caso della candidosi il sistema immunitario è responsabile di proteggere l’organismo. È quindi utile osservare uno stile di vita che ne supporti l’efficienza. Oltre a rivolgersi ai prodotti disponibili in farmacia, per guarire più velocemente ed evitare le recidive è bene curare l'alimentazione, eliminando i cibi che favoriscono lo sviluppo della candida, come lieviti, carboidrati e dolci.

La dieta ideale dovrà essere ricca di verdura, frutta poco zuccherina, proteine provenienti da pesce e carni magre e piccole quantità di carboidrati. È inoltre importante assicurarsi una corretta assunzione di liquidi, che favorirà anche la regolarità del tratto intestinale, molto importante nella prevenzione della candidosi, favorita dal ristagno di feci.

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Arisi1 Emilio Arisi
Ginecologo

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La candida si previene in 5 mosse

  • 1 igiene intima L’igiene intima, se eseguita in modo corretto, aiuta a prevenire tanti disturbi fastidiosi, tra cui le irritazioni vaginali e le malattie infettive. L’errore più comune è quello di considerare l’igiene intima femminile come una questione soltanto estetica: in parte lo è, ma soprattutto è una vera e propria prevenzione nei confronti di molti disturbi. Deve essere fatta quotidianamente e dovrebbe diventare norma di comportamento, da attuare in modo consapevole con azioni corrette ed efficaci a seconda dei casi.
  • 2 biancheria intima La biancheria intima deve essere di cotone. Questa fibra naturale infatti garantisce protezione e freschezza meglio di qualsiasi altra. Quando si indossano slip in tessuto sintetico infatti si rischia di non lasciare traspirare abbastanza la pelle, favorendo il ristagno di liquidi.
  • 3 assorbenti Gli assorbenti interni vanno bene, sono più confortevoli ed evitano di irritare le mucose esterne a patto però che siano cambiati spesso: mai tenerli più di 6-8 ore. In verità anche gli assorbenti esterni sono ok. Per un adeguato comfort intimo devono anch’essi essere cambiati spesso e, se si vuole, alternati con quelli interni.
  • 4 sedersi Fare attenzione dove ci si siede, soprattutto con il costume da bagno, è fondamentale per evitare la trasmissione e la crescita di germi nocivi. Meglio evitare di sedersi sui bordi delle piscine, sulle panche degli spogliatoi e sulle assi delle toilette, sulla sabbia. Meglio stendere sempre un asciugamano.
  • 5 costume bagnato Fuori dalla piscina e soprattutto in spiaggia, dopo il bagno nel mare, è opportuno non restare a lungo con il costume bagnato dal momento che può causare alterazioni delle difese naturali aumentando il rischio di irritazioni e predisponendo alle infezioni.

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