Candida vaginale, meglio curarla in coppia

Tre donne su quattro ne soffrono almeno una volta nella vita. A causarla è la candida e i suoi sintomi sono prurito e perdite biancastre. La cura funziona meglio se la fa anche lui.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 10 minuti
Candidosi curare la coppia

Tre donne su quattro ne soffrono almeno una volta nella vita. A causarla è il fungo Candida albicans e i suoi sintomi sono prurito e perdite biancastre. La terapia di coppia funziona meglio.

La candida vaginale è uno dei disturbi femminili più frequenti. Tre donne su quattro ne soffrono almeno una volta nella vita ed eliminarla del tutto non è così facile, in quanto le ricadute sono molto frequenti e l'infezione può rimanere latente per un periodo durante il quale la trasmissione per via sessuale può avvenire senza rendersene conto.

Ma il sesso non è l'unica via di contagio. La causa principale è la Candida albicans, un fungo naturalmente presente all'interno della flora micotica vaginale e in condizioni non patologiche convive con gli altri batteri presenti, il 90 per cento dei quali sono lattobacilli, che costituiscono la microflora fisiologica.

Se, però, l'ambiente vaginale o la sua microflora si alterano, la candida può iniziare a crescere in modo incontrollato.

La donna può essere portatrice di un'infezione senza avere sintomi, come le classiche perdite biancastre dense che provocano prurito, desquamazione, bruciore e dolore mentre si fa la pipì, gonfiori ai genitali e, a volte, rapporti sessuali dolorosi.

Nei casi più gravi l'infezione può causare anche malattie delle vie urinarie (uretrite e cistite). Infine, l'infezione può diventare cronica, con senso di secchezza vaginale, desquamazione e arrossamento.

Leggi anche l'articolo Igiene intima, le cose da fare e quelle da evitare.

Le cause della candida vaginale

La Candida albicans è solo la più comune delle specie di questo fungo che possono causare infezioni nell'organismo umano. In totale sono più di 20 e possono scatenare problemi anche in altre aree del corpo, per esempio in bocca o nella gola (dove possono causare il cosiddetto mughetto), oppure sulla pelle (dove possono invece provocare una candidosi cutanea). Questo fungo è infatti fisiologicamente presente, oltre che nella flora vaginale, anche sulla pelle e sulle mucose.

Per quanto riguarda in particolare la vagina, che rappresenta un ambiente caldo e umido in cui il fungo è ben adattato, a causare la proliferazione della candida, facendo sì che questo microrganismo prenda il sopravvento, sono l'utilizzo di antibiotici che modificano la composizione e l'equilibrio della flora batterica vaginale. Inoltre il fungo può migrare dall'intestino nella vagina, scatenando l'infezione.

Vi sono, poi, condizioni che predispongono più facilmente a contrarre la candida: la gravidanza, il ciclo mestruale, un abbassamento delle difese immunitarie, l'obesità e il diabete.

Un problema non soltanto femminile

L’infezione da candida non è un problema solo per le donne. Negli uomini questo microrganismo può causare la balanite e la balanopostite: nel primo caso l’infezione interessa solo il glande, mentre nel secondo anche il prepuzio.

Entrambe sono caratterizzate dalla formazione di microvescicole e micropustole, rossore, prurito, bruciore e, a volte, perdite biancastre.

Spesso i problemi iniziano 2 o 3 giorni dopo aver avuto un rapporto sessuale. Se non vengono adeguatamente trattate queste patologie possono portare alla comparsa di complicanze: l'infiammazione associata alla balanite può per esempio estendersi al prepuzio, scatenando la cosiddetta postite. La balanopostite può invece causare una fimosi (cioè un restringimento del prepuzio).

Spesso, però, l'uomo è un portatore asintomatico della malattia. Il contagio da uomo a donna è meno frequente di quello donna a uomo, perché la quantità di fungo presente nel liquido prostatico non è in genere sufficiente al contagio.

Per evitare l'instaurarsi di un ciclo continuo e ripetuto di infezioni (che può comportare anche un notevole stress per la coppia) è consigliabile che entrambi i partner si sottopongano alla terapia.

Ciò è particolarmente utile quando nella donna il disturbo è ricorrente. Inoltre finché la cura non è stata portata a termine è consigliabile non avere rapporti o eventualmente utilizzare il preservativo per ridurre il rischio di infettarsi vicendevolmente.

I rimedi utili per combattere la candida vaginale

Esistono numerosi rimedi per la candida vaginale. In alcuni casi si tratta di cure che è possibile utilizzare anche prima di aver parlato con il medico, semplicemente recandosi in una farmacia.

Trattamenti di questo tipo possono essere sufficienti, per esempio, se i sintomi sono lievi e non sono associati a dolori alla parte bassa dell'addome o a febbre, se non è la prima volta che ci si trova alle prese con la candida vaginale (ma non si tratta di un problema frequente) e se non si è in gravidanza.

Nel caso delle donne il trattamento locale dell'infezione può essere effettuato con creme, gel, ovuli o compresse vaginali a base di antimicotici. Anche gli uomini possono affidarsi a terapie topiche con creme a base di principi attivi dall'azione antimicotica.

In ogni caso, prima di utilizzarli sia le donne sia gli uomini dovrebbero leggere con attenzione le istruzioni riportate nel foglietto illustrativo. Inoltre è molto importante portare a termine l'intero trattamento: interromperlo solo perché i sintomi sembrano essere scomparsi può comprometterne l'efficacia, vanificando ogni sforzo compiuto e facendo ricomparire l'infezione.

Durante la gravidanza, in caso di recidive e se le perdite continuano per più di una settimana è invece necessario consultare il proprio medico.

Un'accurata visita ginecologica, con prelievo delle secrezioni vaginali ed, eventualmente, esami del sangue e delle urine, permette la diagnosi certa.

La visita sarà mirata a cercare i possibili segni dell'infezione nel corpo, in particolare gonfiori e arrossamenti della vulva, della vagina e della cervice, presenza di macchie bianche e secche sulle pareti della vagina e ferite a livello della vulva.

Infine, un prelievo delle secrezioni vaginali può permettere di eliminare qualsiasi dubbio sulla diagnosi di un'infezione da candida, confermando o smentendo la presenza del fungo.

Per effettuarlo è sufficiente un semplice tampone vaginale, ma sarà la successiva analisi al microscopio a permettere di verificare la presenza della micosi.

Un test di laboratorio molto diffuso è quello con l'idrossido di potassio, che permette di visualizzare e riconoscere facilmente la candida ed eliminare così ogni dubbio sul fatto che a scatenare l'infezione sia stato un altro microrganismo.

In genere l'infezione si risolve in 1 o 2 settimane, ma nelle persone predisposte alle recidive e nei diabetici possono essere utili dei richiami.

Le regole della prevenzione

Per prevenire l'infezione da candida è bene evitare di indossare indumenti sintetici (per esempio di nylon) o aderenti, non scambiarsi gli asciugamani e curare la propria igiene intima.

Infatti, per evitare questa micosi è importante mantenere l'area genitale pulita e ben asciutta. Da questo punto di vista utilizzare biancheria intima realizzata con tessuti in cotone è utile perché limita la sudorazione, che può creare un ambiente umido in cui il fungo può proliferare più facilmente.

Per questo stesso motivo è bene anche evitare di indossare a lungo costumi da bagno umidi o indumenti per lo sport intrisi di sudore.

Un eccesso di attenzione nei confronti dell'igiene può però essere controproducente. In particolare, è importante evitare l'uso delle lavande: anche se aiutano molte donne a sentirsi più pulite, in realtà possono favorire la perdita dei batteri “amici”, ovvero quelli che aiutano a difendersi dalle infezioni e che evitano la proliferazione della candida e che, quindi, dovrebbero essere salvaguardati.

Anche evitare l'uso di spray, polveri (per esempio talchi) e prodotti contenenti profumi nella zona genitale aiuta a ridurre il rischio di candida.

Infine, perfino l'alimentazione può dare una mano all’organismo per prevenire la candida. Non esistono cibi miracolosi che aiutino a sconfiggere questa fastidiosa infezione intima, ma sembra che evitare per esempio il consumo di zucchero semplice (e quindi di dolci o bevande zuccherate), di farina bianca (soprattutto quella contenuta nei lievitati, come pane e pizza) e di latte e latticini possa prevenire la proliferazione di questo fungo. Inoltre, in caso di trattamenti antibiotici è consigliabile assumere integratori alimentari a base di probiotici che possono aiutare a ridurre il rischio che la terapia antibiotica promuova la proliferazione della candida.

Nel caso in cui si soffra di diabete è bene fare particolare attenzione ai carboidrati assunti con l'alimentazione (amidi e zuccheri, abbondanti per esempio in alimenti come i dolci e i prodotti da forno e presenti anche nella frutta). Tenere sotto controllo la glicemia è importante infatti anche per evitare problemi con la candida.

Tutti questi accorgimenti possono essere utili non solo per prevenirne la comparsa, ma anche quando si è già alle prese con le perdite tipicamente associate alla candida. Seguirle durante la terapia può aiutare a sconfiggere il fungo e a evitare che torni a infastidire la vita di coppia.

Silvia Soligon

Leggi tutto il dossier Candida

VIDEO

Candida, ne soffro spesso, si può prevenire?

Come prevenire la candida

Igiene intima e regole generali: così puoi evitare le infezioni da candida.

LEGGI TUTTO
Fotogallery

La candida si previene in 5 mosse

  • 1 igiene intima L’igiene intima, se eseguita in modo corretto, aiuta a prevenire tanti disturbi fastidiosi, tra cui le irritazioni vaginali e le malattie infettive. L’errore più comune è quello di considerare l’igiene intima femminile come una questione soltanto estetica: in parte lo è, ma soprattutto è una vera e propria prevenzione nei confronti di molti disturbi. Deve essere fatta quotidianamente e dovrebbe diventare norma di comportamento, da attuare in modo consapevole con azioni corrette ed efficaci a seconda dei casi.
  • 2 biancheria intima La biancheria intima deve essere di cotone. Questa fibra naturale infatti garantisce protezione e freschezza meglio di qualsiasi altra. Quando si indossano slip in tessuto sintetico infatti si rischia di non lasciare traspirare abbastanza la pelle, favorendo il ristagno di liquidi.
  • 3 assorbenti Gli assorbenti interni vanno bene, sono più confortevoli ed evitano di irritare le mucose esterne a patto però che siano cambiati spesso: mai tenerli più di 6-8 ore. In verità anche gli assorbenti esterni sono ok. Per un adeguato comfort intimo devono anch’essi essere cambiati spesso e, se si vuole, alternati con quelli interni.
  • 4 sedersi Fare attenzione dove ci si siede, soprattutto con il costume da bagno, è fondamentale per evitare la trasmissione e la crescita di germi nocivi. Meglio evitare di sedersi sui bordi delle piscine, sulle panche degli spogliatoi e sulle assi delle toilette, sulla sabbia. Meglio stendere sempre un asciugamano.
  • 5 costume bagnato Fuori dalla piscina e soprattutto in spiaggia, dopo il bagno nel mare, è opportuno non restare a lungo con il costume bagnato dal momento che può causare alterazioni delle difese naturali aumentando il rischio di irritazioni e predisponendo alle infezioni.

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su