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Candida vaginale, meglio curarla in coppia

Tre donne su quattro ne soffrono almeno una volta nella vita. A causarla è un fungo e i suoi sintomi sono prurito e perdite biancastre. È vero che la cura funziona meglio se la fa anche lui?

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 12 minuti
Candidosi curare la coppia

Tre donne su quattro ne soffrono almeno una volta nella vita. A causarla è un fungo e i suoi sintomi sono prurito e perdite biancastre. È vero che la cura funziona meglio se la fa anche lui?

La candida vaginale è uno dei disturbi femminili più frequenti. Tre donne su quattro ne soffrono almeno una volta nella vita ed eliminarla del tutto non è così facile, in quanto le ricadute sono molto frequenti e l'infezione può rimanere latente per un certo periodo.

A causarla è la Candida albicans, un fungo naturalmente presente all'interno della flora micotica vaginale che in condizioni non patologiche convive con gli altri batteri presenti, il 90 per cento dei quali sono lattobacilli, che costituiscono la microflora fisiologica.

Se, però, l'ambiente vaginale o la sua microflora si alterano, la candida può iniziare a crescere in modo incontrollato.

La donna può essere portatrice di un'infezione senza avere sintomi, come le classiche perdite biancastre dense che provocano prurito, desquamazione, bruciore e dolore mentre si fa la pipì, gonfiori ai genitali e, a volte, rapporti sessuali dolorosi.

Nei casi più gravi l'infezione può causare anche malattie delle vie urinarie (uretrite e cistite). Infine, l'infezione può diventare cronica, con senso di secchezza vaginale, desquamazione e arrossamento.

Leggi anche l'articolo Igiene intima, le cose da fare e quelle da evitare.

Le cause della candida vaginale

La Candida albicans è solo la più comune delle specie di questo fungo che possono causare infezioni nell'organismo umano. Esistono più di 190 ceppi e possono scatenare problemi anche in altre aree del corpo, per esempio in bocca o nella gola (dove possono causare il cosiddetto mughetto), oppure sulla pelle (dove possono invece provocare una candidosi cutanea). Questo fungo è infatti fisiologicamente presente, oltre che nella flora vaginale, anche sulla pelle e sulle mucose.

Per quanto riguarda in particolare la vagina, che rappresenta un ambiente caldo e umido in cui il fungo è ben adattato, a causare la proliferazione della candida, facendo sì che questo microrganismo prenda il sopravvento, sono l'utilizzo di antibiotici che modificano la composizione e l'equilibrio della flora batterica vaginale. Inoltre il fungo può migrare dall'intestino nella vagina, scatenando l'infezione. Vi sono, poi, condizioni che predispongono più facilmente a contrarre la candida: la gravidanza, il ciclo mestruale, un abbassamento delle difese immunitarie, l'obesità e il diabete.

Un problema non soltanto femminile

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L’infezione da candida non è un problema solo per le donne. Negli uomini questo microrganismo può causare la balanite e la balanopostite: nel primo caso l’infezione interessa solo il glande, mentre nel secondo anche il prepuzio. Entrambe sono caratterizzate dalla formazione di microvescicole e micropustole, rossore, prurito, bruciore e, a volte, perdite biancastre.

Se non vengono adeguatamente trattate queste patologie possono portare alla comparsa di complicanze: l'infiammazione associata alla balanite può per esempio estendersi al prepuzio, scatenando la cosiddetta postite. La balanopostite può invece causare una fimosi (cioè un restringimento del prepuzio).

Patologia
Zona interessata
Sintomi
Complicanze
Balanite
Glande
Mormazione di microvescicole e micropustole, rossore, prurito, bruciore, perdite biancastrePostite
Balanopostite
Glande e prepuzio
Formazione di microvescicole e micropustole, rossore, prurito, bruciore, perdite biancastreFimosi 

Benché la candidosi non possa essere considerata una malattia sessualmente trasmessa, ad oggi rimane motivo di dibattito” l’effetto ping-pong”, il consiglio è di astenersi dai rapporti durante il trattamento e gli esperti raccomandano di estendere la terapia al partner solo in caso in cui siano presenti sintomi.

I rimedi utili per combattere la candida vaginale

Esistono numerosi rimedi per la candida vaginale. In alcuni casi si tratta di cure che è possibile utilizzare anche prima di aver parlato con il medico, semplicemente recandosi in una farmacia. Trattamenti di questo tipo possono essere sufficienti, per esempio, se i sintomi sono lievi e non sono associati a dolori alla parte bassa dell'addome o a febbre, se non è la prima volta che ci si trova alle prese con la candida vaginale (ma si tratta di un problema frequente) e se non si è in gravidanza.

Nel caso delle donne il trattamento locale dell'infezione può essere effettuato con creme, gel, ovuli o capsule molli vaginali a base di antimicotici. Anche gli uomini in caso di balanite o balanopostite possono affidarsi a terapie topiche con creme a base di principi attivi dall'azione antimicotica.

In ogni caso, prima di utilizzarli sia le donne sia gli uomini dovrebbero leggere con attenzione le istruzioni riportate nel foglietto illustrativo. Inoltre è molto importante portare a termine l'intero trattamento: interromperlo solo perché i sintomi sembrano essere scomparsi può comprometterne l'efficacia, vanificando ogni sforzo compiuto e facendo ricomparire l'infezione.

Durante la gravidanza, in caso di recidive e se le perdite continuano per più di una settimana è invece necessario consultare il proprio medico.

Un'accurata visita ginecologica, con prelievo delle secrezioni vaginali ed, eventualmente, esami del sangue e delle urine, permette la diagnosi certa. La visita sarà mirata a cercare i possibili segni dell'infezione nel corpo, in particolare gonfiori e arrossamenti della vulva, della vagina e della cervice, presenza di macchie bianche e secche sulle pareti della vagina e ferite a livello della vulva.

Infine, un prelievo delle secrezioni vaginali può permettere di eliminare qualsiasi dubbio sulla diagnosi di un'infezione da candida, confermando o smentendo la presenza del fungo. Per effettuarlo è sufficiente un semplice tampone vaginale, ma sarà la successiva analisi al microscopio a permettere di verificare la presenza della micosi. Un test di laboratorio molto diffuso è quello con l'idrossido di potassio, che permette di visualizzare e riconoscere facilmente la candida ed eliminare così ogni dubbio sul fatto che a scatenare l'infezione sia stato un altro microrganismo.

Le regole della prevenzione

Per prevenire l'infezione da candida è bene evitare di indossare indumenti sintetici (per esempio di nylon) o aderenti, non scambiarsi gli asciugamani e curare la propria igiene intima. Infatti, per evitare questa micosi è importante mantenere l'area genitale pulita e ben asciutta. Da questo punto di vista utilizzare biancheria intima realizzata con tessuti in cotone è utile perché limita la sudorazione, che può creare un ambiente umido in cui il fungo può proliferare più facilmente.

Per questo stesso motivo è bene anche evitare di indossare a lungo costumi da bagno umidi o indumenti per lo sport intrisi di sudore.

Un eccesso di attenzione nei confronti dell'igiene può però essere controproducente. In particolare, è importante evitare l'uso delle lavande: anche se aiutano molte donne a sentirsi più pulite, in realtà possono favorire la perdita dei batteri “amici”, ovvero quelli che aiutano a difendersi dalle infezioni e che evitano la proliferazione della candida e che, quindi, dovrebbero essere salvaguardati.

Anche evitare l'uso di spray, polveri (per esempio talchi) e prodotti contenenti profumi nella zona genitale aiuta a ridurre il rischio di candida.

Infine, perfino l'alimentazione può dare una mano all’organismo per prevenire la candida. Non esistono cibi miracolosi che aiutino a sconfiggere questa fastidiosa infezione intima, ma sembra che evitare per esempio il consumo di zucchero semplice (e quindi di dolci o bevande zuccherate), di farina bianca (soprattutto quella contenuta nei lievitati, come pane e pizza) e di latte e latticini possa prevenire la proliferazione di questo fungo. Inoltre, in caso di trattamenti antibiotici è consigliabile assumere integratori alimentari a base di probiotici che possono aiutare a ridurre il rischio che la terapia antibiotica promuova la proliferazione della candida. I probiotici possono essere usati anche localmente, attraverso ovuli vaginali, in grado di impedire l’adesione della candida all’epitelio vaginale.

Nel caso in cui si soffra di diabete è bene fare particolare attenzione ai carboidrati assunti con l'alimentazione (amidi e zuccheri, abbondanti per esempio in alimenti come i dolci e i prodotti da forno e presenti anche nella frutta). Tenere sotto controllo la glicemia è importante infatti anche per evitare problemi con la candida.

Tutti questi accorgimenti possono essere utili non solo per prevenirne la comparsa, ma anche quando si è già alle prese con le perdite tipicamente associate alla candida. Seguirle durante la terapia può aiutare a sconfiggere il fungo e a evitare che torni a infastidire la vita di coppia.

Silvia Soligon

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Come prevenire la candida

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La candida si previene in 5 mosse

  • 1 igiene intima L’igiene intima, se eseguita in modo corretto, aiuta a prevenire tanti disturbi fastidiosi, tra cui le irritazioni vaginali e le malattie infettive. L’errore più comune è quello di considerare l’igiene intima femminile come una questione soltanto estetica: in parte lo è, ma soprattutto è una vera e propria prevenzione nei confronti di molti disturbi. Deve essere fatta quotidianamente e dovrebbe diventare norma di comportamento, da attuare in modo consapevole con azioni corrette ed efficaci a seconda dei casi.
  • 2 biancheria intima La biancheria intima deve essere di cotone. Questa fibra naturale infatti garantisce protezione e freschezza meglio di qualsiasi altra. Quando si indossano slip in tessuto sintetico infatti si rischia di non lasciare traspirare abbastanza la pelle, favorendo il ristagno di liquidi.
  • 3 assorbenti Gli assorbenti interni vanno bene, sono più confortevoli ed evitano di irritare le mucose esterne a patto però che siano cambiati spesso: mai tenerli più di 6-8 ore. In verità anche gli assorbenti esterni sono ok. Per un adeguato comfort intimo devono anch’essi essere cambiati spesso e, se si vuole, alternati con quelli interni.
  • 4 sedersi Fare attenzione dove ci si siede, soprattutto con il costume da bagno, è fondamentale per evitare la trasmissione e la crescita di germi nocivi. Meglio evitare di sedersi sui bordi delle piscine, sulle panche degli spogliatoi e sulle assi delle toilette, sulla sabbia. Meglio stendere sempre un asciugamano.
  • 5 costume bagnato Fuori dalla piscina e soprattutto in spiaggia, dopo il bagno nel mare, è opportuno non restare a lungo con il costume bagnato dal momento che può causare alterazioni delle difese naturali aumentando il rischio di irritazioni e predisponendo alle infezioni.

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