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Candida e igiene intima

L'ingiene intima è importante, soprattutto quando si soffre di candida recidivante. Ecco come comportarsi e che prodotti utilizzare.
Tempo di lettura: 9 minuti
Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2020

La Candida vaginale è un'infezione fungina piuttosto frequente e che tende a essere recidivante. Un’igiene intima specifica aiuta a evitare lo sviluppo dell’infezione e aiuta in casi di eventuali trattamenti.

È molto comune sentir parlare giovani donne di fastidi e di infezioni vaginali. Tra le più diffuse c’è sicuramente la candida. Ma di cosa si tratta esattamente?

La candidosi vaginale, o candidiasi, chiamata semplicemente candida nel gergo comune, è un'infezione causata da funghi della famiglia della Candida, in genere dalla Candida albicans.

Si tratta di microbi che fanno parte della normale flora vaginale, ovvero l’insieme dei microrganismi che in condizioni fisiologiche coabitano sulla mucosa vaginale. 

In alcuni casi, per esempio in seguito a un indebolimento delle difese immunitarie o a cambiamenti ormonali, la Candida albicans può però proliferare in modo incontrollato e causare una vaginite. Questa sua crescita eccessiva in alcuni casi tende a essere recidivante, cioè caratterizzata da frequenti ricadute.

La candida vaginale colpisce le donne a ogni età, ma è una condizione che si manifesta spesso in età fertile: oltre il 28% delle adolescenti che si rivolgono agli ambulatori pubblici di ginecologia ne è affetto. Inoltre, si stima che circa il 75% delle donne abbia a che fare con la candidosi almeno una volta nella vita e che nel 5-8% dei casi  si verifichino almeno quattro episodi all'anno. 

Mantenere in equilibrio la flora (o microbiota) vaginale è quindi necessario al fine di limitare l’insorgenza di fastidi ed infezioni intime. Alcuni dei sintomi che si manifestano in caso di candidosi potrebbero essere comuni ad altrepatologie , come per esempio prurito, irritazione e bruciore della zona vulvare, perdite dense di colore bianco e dolori durante i rapporti sessuali. 

Un’igiene intima adeguata, insieme ad altri accorgimenti e a uno stile di vita sano, contribuisce a prevenire lo sviluppo dei sintomi e aiuta in caso di infezione.

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Le condizioni predisponenti

Ma perché l'ecosistema vaginale si modifica? Le cause sono molteplici: per esempio l’uso di antibiotici per il trattamento di varie condizioni, l'assunzione di contraccettivi orali, un periodo di forte stress, il mancato rispetto di norme di igiene personale (soprattutto dopo i rapporti sessuali), indumenti intimi poco traspiranti o troppo attillati e alcune patologie, come il diabete. Anche i cambiamenti ormonali facilitano il manifestarsi di questa condizione, come può succedere durante la gravidanza.

La candida in gravidanza è infatti causata da un innalzamento dei livelli di estrogeni che, a sua volta, porta a un’alterazione del pH acido della vagina, creando così un ambiente favorevole alla crescita della Candida, stessa condizione che si manifesta nel periodo premestruale. Ecco perché le donne in gravidanza devono prestare un’attenzione in più, anche se, a differenza di altre infezioni vaginali, la candidosi non comporta alcun pericolo né per la futura mamma né per il feto durante tutto il periodo della gravidanza. Al momento della nascita, però, se la micosi non è stata trattata con successo, il neonato potrebbe essere esposto alla Candida durante il passaggio nel canale vaginale, e sviluppare così una candidosi del cavo orale molto frequente nei bambini, comunemente chiamata mughetto

Infine, anche abitudini alimentari scorrette possono rappresentare un fattore predisponente: per esempio un’alimentazione ricca di prodotti lievitati, carboidrati raffinati e latticini sembra essere correlata allo sviluppo della candida. In generale, invece, si può seguire senza problemi una dieta a base di pesce, uova, carni magre, verdure e frutta non zuccherina. 

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Le norme igieniche da adottare

Per evitare di contrarre la candidosi è essenziale fare attenzione ad alcuni comportamenti che consentono di mantenere l’ambiente vaginale nelle condizioni ottimali, tenendo sotto controllo la proliferazione della Candida. Per esempio, è bene scegliere con cura la biancheria e il detergente intimo. La biancheria intima deve essere di un materiale che sia in grado di lasciar traspirare la pelle, come ad esempio la naturale fibra del cotone. Inoltre, è bene lavare gli slip a temperature elevate e separatamente dal resto del bucato. 

Si consiglia anche di evitare un uso abituale e prolungato di salvaslip o assorbenti, se non quando strettamente necessario; inoltre, è bene cambiare spesso gli assorbenti interni durante il flusso mestruale. 

Un altro aspetto molto importante da considerare è la scelta del giusto detergente intimo: la detersione rappresenta uno step non trascurabile e non tutti i detergenti sono uguali. Per una corretta igiene intima è bene scegliere un prodotto capace di rispettare la naturale acidità del pH vaginale, da utilizzare per il lavaggio delle parti intime anche sotto la doccia. I detergenti intimi consigliati dagli esperti hanno spesso anche proprietà emollienti e lenitive e un’azione antibatterica. Sono invece da evitare detergenti troppo aggressivi o che contengono profumi o conservanti.

È fondamentale sottolineare anche che non bisogna abusarne: ciò significa che è sufficiente lavarsi non più di 1-2 volte al giorno con acqua tiepida, avendo cura di asciugare bene le parti intime. Per lo stesso motivo è bene non indossare a lungo costumi da bagno umidi. 

In generale, il lavaggio deve essere eseguito andando dalla vagina all'ano e non viceversa per evitare che i germi intestinali arrivino fino ai genitali e possano risalire nelle vie urinarie, causando un’infiammazione della vescica (cistite). Lo stesso movimento è richiesto quando si usa la carta igienica.

Infine, ma non meno importante, è l’utilizzo di un asciugamano personale, che non deve essere condiviso con altri membri della famiglia.  

Il trattamento della candida

Se si sviluppano infezioni vaginali, come per esempio una vaginite da candida, è innanzitutto necessario richiedere i consigli del proprio medico, che effettuerà una visita, raccoglierà informazioni sui sintomi e sulla storia clinica della paziente e, se necessario, prescriverà gli opportuni esami. 

Nel caso in cui il ginecologo arrivi a una diagnosi di candidosi, per curare questa micosi sono indicati farmaci antimicotici da assumere per bocca o da applicare localmente sotto forma di gel, crema, compresse oppure ovuli vaginali. Il medico può consigliare il trattamento anche al partner, in quanto la Candida può essere trasmessa all’interno della coppia durante i rapporti sessuali. 

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