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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Acqua

Residuo fisso delle acque e arsenico

Salve volevo un'informazione sull'acqua da bere: quanto deve essere la percentuale di residuo fisso e di sodio? Poi ho letto in un giornale che l'acqua presenta pure tracce di arsenico e c'era una tabella che indicava tutte le percentuali, lei ne sa qualcosa su questo argomento?

Per un soggetto adulto sano la raccomandazione più salutare è quella di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, distribuendola in tutta la giornata, anche durante i pasti. Una quantità che si può aumentare quando il clima è molto caldo e in caso di attività sportiva intensa. Per i bambini sotto ai 3 anni, per chi vive, viaggia o lavora in luoghi dove l’acqua dell’acquedotto è scarsa e poco controllata, è necessario bere l’acqua in bottiglia sigillata. Le acque vendute in bottiglia si distinguono per il residuo fisso (rf) cioè per la quantità di sostanze inorganiche presenti. Quelle maggiormente commercializzate in Italia, sono “oligominerali” (rf 50-500 mg/l). Le acque "oligominerali", grazie al ridotto contenuto di sali minerali, favoriscono la diuresi e contengono livelli bassi di sodio. Per la questione dell’arsenico nelle acque potabili, il nostro ministero della Salute ritiene che gli allarmismi siano ingiustificati.

Acque minerali. come riconoscerle

Ultimamente ho acquistato una bottiglia d'acqua che dovrebbe esercitare un'azione favorevole sulle funzioni epatobiliari e che è anche indicata per le diete povere di sodio. Andando a leggere l'etichetta mi sono accorta che i valori sono di molto superiori rispetto alle altre acque che usavo per cui mi sono venuti dei dubbi sulla qualità. Per esempio di solfati ne contiene 1560 mg/l rispetto ai 4,7 della mia solita bottiglia; bicarbonati 283 rispetto ai 50,0; sodio 8 rispetto ai 3,1; magnesio 78 rispetto ai 5,1; calcio 576 rispetto i 10,7; e infine nitrati 0,5 su 6,6 Non sono un po' eccessivi? E poi come fa a essere povera di sodio se ne contiene più del doppio delle altre acque?

Quando si acquista dell’acqua minerale è bene controllare sull’etichetta il valore del “residuo fisso a 180°”. Questo valore ci dà una stima del contenuto in minerali, si esprime in mg/l e permette di classificare le acque minerali in quattro categorie: (1)"minimamente mineralizzata" (residuo fisso non superiore a 50 mg/l): è un'acqua leggera al palato, dal sapore delicato. La carenza di sali minerali e in particolar modo di sodio, stimola la diuresi ed è particolarmente indicata per chi soffre di ipertensione (pressione alta) e nell'alimentazione dei neonati. È utile per prevenire la calcolosi renale e rappresenta circa il 9% delle acque minerali italiane in commercio. (2)"oligominerale" o "leggermente mineralizzata" (residuo fisso inferiore a 500 mg/l): favorisce la diuresi, contiene poco sodio e può quindi essere indicata nei casi di ipertensione. La pubblicità ne esalta le caratteristiche, sottolineando le sue proprietà diuretiche e il suo basso contenuto in sodio. È utile per prevenire la calcolosi renale. (3)"mediominerale" (anche se per legge non è prevista dizione per questa categoria), (residuo fisso compreso tra 500 e 1000 mg/l): il discreto contenuto in sali minerali la rende utile nell'alimentazione degli sportivi, specie nel periodo estivo in cui occorre reintegrare i liquidi e i minerali persi con la sudorazione. (4) "ricca di sali minerali": (residuo fisso superiore a 1.000 mg/l): è un'acqua terapeutica, molto ricca di sali. Si acquista in farmacia, ma alcune si trovano anche nei supermercati. Per evitare sintomi da sovradosaggio è bene acquistarla solo sotto consiglio medico. Ha un effetto diuretico inferiore, e può favorire la comparsa di calcoli renali.

Alcune caratteristiche delle acque minerali

Vorrei sapere quali devono essere i valori ottimali delle sostanze disciolte in un litro d'acqua che rendono l'acqua buona.

L’argomento acque minerali è molto ampio e impossibile da trattare in una sintetica risposta, quindi ricordo a tutti che è molto importante imparare a leggere quello che è riportato in etichetta. Mi limito al primo termine, "residuo fisso a 180°C" che per legge deve essere riportato in etichetta (rf). Indica il contenuto in sali minerali. Più questo valore è elevato e più sali sono disciolti in un litro. Si esprime in mg/l e permette di classificare le acque minerali in quattro categorie: - minimamente mineralizzata: (residuo fisso non superiore a 50 mg/l) è un'acqua leggera al palato, dal sapore delicato. Ha uno scarso contenuto di Sodio e quindi è adatta per prevenire la calcolosi renale, stimola la diuresi e va bene anche per neonati e adulti con pressione alta; - oligominerale o leggermente mineralizzata: (rf inferiore a 500 mg/l) anche questa è scarsa in Sodio e per il resto è come la precedente; - medio minerale: (per legge non è prevista alcuna dizione per questa categoria) (rf compreso tra 500 e 1000 mg/l) ha un discreto contenuto in sali minerali può essere utile nell'alimentazione degli sportivi, specie nel periodo estivo per reintegrare i liquidi e i minerali persi con la sudorazione durante l’allenamento; - ricca di sali minerali: (rf superiore a 1.000 mg/l) è un'acqua terapeutica, molto ricca di sali. Si vende in farmacia, è bene acquistarla solo sotto consiglio del medico. Preciso che quelle maggiormente commercializzate in Italia, sono “oligominerali” (rf 50-500 mg/l). Ma comunque mai scartare l'acqua di rubinetto, che dopo i primi 3 anni di vita va bene per tutti, a patto che sia proveniente da un acquedotto controllato a norma di legge.

Sicurezza dell’acqua del rubinetto

Mi sono appena trasferito con la mia famiglia e nel nuovo appartamento l'acqua del rubinetto ha un sapore molto sgradevole; per questo motivo abbiamo deciso di valutare l'acquisto di un eventuale depuratore a osmosi inversa. Abbiamo quindi fatto analizzare l'acqua: residuo fisso attorno ai 600 mg/l e i nitrati intorno a 31. Lei consiglierebbe l'acquisto del depuratore a osmosi o ritiene non dannosi per la salute tali valori? Ritiene ci siano prodotti interessanti in commercio per migliorare semplicemente il sapore dell'acqua, qualora non ritenga particolarmente allarmanti residuo fisso e nitrati nell'acqua della mia abitazione?

La sicurezza dell’acqua del rubinetto è una questione particolarmente delicata. Secondo la legislazione italiana l’acqua potabile (da bere) per essere tale deve rispondere a determinati requisiti, cioè deve essere: incolore, inodore, di sapore gradevole e batteriologicamente pura. Deve anche: avere un valore del pH compreso tra 6,5 e 9,5; avere un livello di durezza, data dal contenuto in sali alcalino-terrosi (principalmente calcio e magnesio), compreso tra 15 e 50 gradi francesi e avere un contenuto di nitrati massimo pari a 50 mg per litro. Infine, ma non per ultimo, deve contenere una quantità di sali tale da dare un residuo fisso massimo pari a 1500 mg/l. E quindi, in linea generale, l’acqua del suo comune, per quanto ci riporta, può essere considerata sicura. Tenga ben presente che, in Italia, l’acqua potabile viene sottoposta per legge a rigorose analisi, prima di essere erogata in rete. Inoltre, viene trattata con sostanze disinfettanti, quali cloro, ozono, ipoclorito di sodio. Tali sostanze, anche se possono qualche volta dare un sapore non del tutto gradevole all'acqua, sono quelle che danno garanzie per la salute, poiché disinfettano l’acqua. Dunque, tolti casi molto particolari, temporanei e circoscritti a determinate zone italiane, o a situazioni straordinarie (alluvioni, terremoti o smottamenti del terreno alle fonti e nelle vicinanze della rete idrica, con gravi danni agli acquedotti) l’acqua del rubinetto dovrebbe essere sicura per legge (qualche precauzione in più è necessaria per i lattanti e i bambini al di sotto di 1-2 anni, le donne in gravidanza e gli anziani o le persone con gravi problemi immunitari e con gravi malattie croniche). Sull'opzione di utilizzare dei depuratori, io francamente non conosco specifiche indicazioni o controindicazioni, e neppure le sostanze che si possono aggiungere per migliorare il sapore dell’acqua. In ogni caso, le consiglio di rivolgere una domanda scritta al suo Comune, all'Ufficio Acqua Potabile o alla ASL competente per territorio. Tali uffici, oltre a eseguire le analisi del caso (come forse lei ha già fatto), sono tenuti a fornirle tutte le informazioni che lei desidera, non ultimo a dare i dati relativi all'uso di depuratori da parte di altri cittadini dello stesso comune.

I rischi di bere poca acqua

Durante il giorno bevo un paio di caffè, un succo di frutta e, se capita, la sera dopo cena qualche birra. Per il resto non bevo mai acqua e comunque non bevo mai durante i pasti. Che rischi corro sia nel breve sia nel lungo periodo?

L’apporto di acqua raccomandato per una persona adulta è di 8-10 bicchieri al giorno, che vanno distribuiti nell'arco della giornata anche durante i pasti. Questo è comunque un apporto minimo che va variato in base al clima e all'attività fisica o lavorativa. Va ricordato che il corpo di un adulto è composto per il 60-70% di acqua, e tale acqua va ricambiata ogni giorno per mantenere attive tutte le nostre funzioni vitali. I rischi di chi non beve mai acqua sono: rallentamento della digestione e dell’assorbimento delle sostanze nutritive dei cibi, rallentamento delle funzioni intestinali fino alla completa occlusione (blocco intestinale) e delle funzioni renali fino alla mancata emissione di urina, disidratazione generale e aumento della concentrazione del sangue con sovraccarico del cuore e del circolo fino allo scompenso cardiocircolatorio. Per non parlare di ciò che può avvenire a livello cerebrale. Dunque, le raccomando di cominciare a bere acqua in abbondanza. Quanto alla birra meglio limitarsi a berla un paio di volte la settimana, a patto che non abbia problemi di glicemia, di fegato o di cuore. Chieda comunque sempre un consiglio anche al suo medico.

Come perdere il peso acquistato dopo aver smesso di fumare

Ho smesso di fumare da due mesi e mi sto accorgendo di mettere su peso, soprattutto nella pancia. Cosa posso fare per tornare a essere in forma?

In genere chi smette di fumare acquista peso sia perché ha più fame, sia perché, finalmente, può apprezzare il vero sapore di ciò che mangia. Solo due consigli: più attività fisica all'aperto e tanta frutta e verdura fresca di stagione. Ricordo a tutti, però, che non bisogna esagerare con gli obbiettivi da raggiungere. In altre parole, se già si è scelto di smettere di fumare, che è una scelta faticosa e importante, è bene aspettare di essere sicuri di non ricadere nel vizio del fumo prima di pensare anche alla dieta. In pratica, due mesi potrebbero essere troppo pochi per pensare di aggiungere anche l'impegno di restrizioni dietetiche. Se non si è più che certi che le sigarette non abbiano più alcuna attrattiva per noi è meglio tenersi qualche chilo in più (non troppi) per un periodo di tempo sufficiente (anche uno/due anni se necessario) piuttosto che sottoporsi anche allo stress della dieta che potrebbe vanificare gli sforzi fatti per smettere di fumare.

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