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Se lo stomaco si gonfia come un palloncino

Sono in molti a soffrire di cattiva digestione e tensione gastrica, ma i rimedi ci sono. Semplici regole dietetiche e, se non basta, prodotti in grado di arginare i sintomi quando compaiono.

C’è chi ne soffre a causa dello stress che non si allenta neppure a fine giornata e chi per la fretta di consumare i pasti a tempo di record. C’è chi ne è vittima dopo eccessi occasionali e chi subisce gli effetti della pigrizia abituale. C’è chi contribuisce al proprio malessere scegliendo cibi che lo stomaco tollera a stento e chi si trova in difficoltà, di tanto in tanto, a prescindere dal che cosa e dal quanto.

Qualunque sia la ragione all’origine di bruciore, sensazione di pesantezza e gonfiore allo stomaco una cosa è certa: chiunque li sperimenti vuole soltanto che si risolvano presto.

Fortunatamente, il modo per ridurre probabilità e severità dei fastidi gastrici esiste. Basta ricordare alcune regole dietetiche fondamentali, imparare a conoscere un po’ sé stessi e tenere a portata di mano prodotti in grado di arginare i sintomi quando compaiono.

A tavola con stile e un po’ di calma

Il mal di stomaco è una condanna, ma la buona digestione si conquista. Il primo passo è sedersi a tavola con lo stato d’animo giusto. Anche il pasto più sano ed equilibrato, infatti, rischia di diventare indigesto se lo si consuma mentre si è tesi o nervosi.

Secondo aspetto critico: la fretta. Anche in periodi di super lavoro, mezz’ora di pausa pranzo, lontano dal computer e possibilmente fuori dall’ufficio, deve essere vista non come un lusso, ma come un’esigenza, da cui trarrà vantaggio anche la resa.

Sul fronte nutrizionale, pasti troppo abbondanti, sono sempre da evitare, ma anche “spuntini” apparentemente modesti possono dare problemi digestivi se composti da cibi grassi, molto salati, elaborati o speziati (vedi anche alla voce “aperitivi” e “happy hour”).

Serve, poi, una certa attenzione anche nei confronti di alimenti di per sé sanissimi, ma non sempre innocui per stomaco e intestino come peperoni, cavoli, funghi, molluschi, cocomeri, legumi.

Una nota a parte meritano i cibi integrali o ricchi di fibre e relativi integratori: se non siete abituati ad assumerli e non volete rischiare gonfiore e flatulenza iniziate a consumarli a piccole dosi.

Attenti anche alle bevande e al dopo pasto

Anche ciò che si beve ha la sua importanza e, in generale, la regola vuole che acqua naturale e/o un bicchiere di vino siano la scelta ideale. Bevande gassate di vario tipo, oltre a creare gonfiore, tendono ad aumentare il rischio di acidità. Diametralmente opposto anche l’effetto del caffè: da irrinunciabile concentrato antisopore a flagello dei succhi gastrici, a seconda dei casi.

Fondamentale, infine, quel che si fa dopo essersi alzati da tavola. In questa fase, il segreto per evitare gonfiori e acidità è non sedersi nuovamente nel raggio di pochi metri. Anche se il pasto è stato leggero ci si dovrebbe sempre concedere il tempo e lo spazio di una passeggiata. Bastano 10-15 minuti per favorire una buona digestione e rilassarsi prima di tornare in ufficio o prepararsi al riposo notturno.

E se tutto ciò non basta…

Quando, nonostante sane regole di vita, la sensazione di gonfiore, pesantezza e bruciore gastrico fa capolino si può provare a sedarla con una bevanda calda (una camomilla, una tisana digestiva o un tè leggero). Oppure, ricorrere a un più efficace rimedio farmacologico, in grado di facilitare lo svuotamento gastrico e offrire sollievo in poco tempo.

Tra le molte proposte di questo tipo, quelle a base di metoclopramide e dimeticone sono ampiamente collaudate da anni di impiego in tutto il mondo e offrono il vantaggio di essere facilmente reperibili in qualunque farmacia, senza bisogno di ricetta medica. Uniche controindicazioni all’uso: la gravidanza e la presenza di glaucoma, malattia di Parkinson o epilessia.

Con un’avvertenza: l’assunzione spontanea di preparati per alleviare i disturbi digestivi è ammessa soltanto negli adulti e se il problema è occasionale, lieve e riconducibile a una causa ben precisa.

Quando il disagio interessa un bambino o un anziano, è significativo, tende a ripresentarsi spesso o non passa nell’arco di un paio di giorni è indispensabile consultare il medico.

Rosanna Feroldi

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