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Emorroidi: ecco gli alimenti da evitare

Un disturbo molto comune e fastidioso che si può contrastare con una dieta sana e uno stile di vita attivo, ma prima che insorgano complicazioni.

Le emorroidi sono dilatazioni delle vene (varici) dell'ano e del retto dovute a fattori costituzionali, familiari e ambientali.

Tra i primi ci sono una ridotta elasticità delle pareti venose e problemi circolatori, mentre tra i secondi troviamo: obesità , abitudini alimentari disordinate, dieta troppo ricca di grassi e povera di fibre, stitichezza cronica, gravidanza, tabagismo, alcolismo, lavori o sport molto faticosi che costringono a stare in piedi a lungo, e sedentarietà.

Prima silenziose poi dolorose, anche molto

Le emorroidi possono restare per un certo tempo senza dare sintomi, ma quando la zona interessata s’infiamma, cominciano i fastidi: prurito, bruciori, tenesmo (sensazione continua di dovere evacuare o di evacuazione insufficiente) e anche dolore alla defecazione.

Nei casi più difficili e trascurati si può arrivare alle complicazioni: sanguinamento importante, ragadi anali (fessure della pelle intorno all’ano) e dolore intenso, che rendono l’evacuazione difficoltosa e travagliata.

Nei casi peggiori si può rendere necessario un intervento chirurgico che può non essere risolutivo, persistendo la causa di base, che quasi sempre è la stipsi. Ovvero, tutto ciò che può indurre stitichezza (sedentarietà, alimenti vari e farmaci).

Le emorroidi in gravidanza sono un problema diffuso. Per saperne di più leggi questo articolo .

Che cosa evitare in tavola

I due nemici peggiori delle nostre vene emorroidarie sono i cibi astringenti (che assorbono acqua) e quelli irritanti. Entrambi hanno un effetto negativo sulle pareti dell’intestino e del retto e su quelle dei vasi.

Alimenti astringenti

Sono alimenti che possiedono componenti non digeribili che tendono ad assorbire acqua aumentando di volume e provocando così una distensione delle pareti del colon.

In questo modo ne impediscono la normale contrazione, necessaria per spingere le scorie fino alla parte inferiore dell’intestino dove si formeranno le feci. Le feci possono disidratarsi e accumularsi diventando difficili da espellere, richiedendo per questo uno sforzo anomalo che può favorire la comparsa di emorroidi.

A tal proposito, stiamo all’erta: la crusca di grano, nota per i suoi benefici effetti contro la stitichezza può, in certi casi, diventare troppo ingombrante aggravando la situazione.

Per impedire che tutto questo accada, meglio evitare dunque gli alimenti astringenti come: carote, patate, riso, frutta secca, banane, formaggi grassi e fermentati, scatolame, crostacei, dolciumi troppo grassi e uova disidratate che si trovano per esempio nella maionese e nei dolci prodotti industrialmente.

E il limone?

Il potere astringente del succo di limone è noto sin dai tempi più antichi. Tuttavia se qualche goccia di succo di limone viene aggiunta a un grosso bicchiere d’acqua da consumare ogni mattina a digiuno, e qualche minuto prima di sedersi a tavola per i pasti principali, l’intestino sembra riprendere una fisiologica regolarità, a tutto vantaggio anche delle emorroidi.

Alimenti irritanti

Per quanto riguarda gli alimenti che provocano irritazione e infiammazione all’intestino - e che possono, quindi, aggravare la sintomatologia emorroidaria - va considerato il fattore soggettivo.

In pratica, gli stessi cibi potrebbero essere ben tollerati da una persona che soffre di emorroidi e, al contrario, diventare assolutamente fastidiosi per un’altra.

Sono considerati generalmente irritanti per la mucosa dell’intestino caffè, cacao, spezie (senape e pepe), alcol, pomodori e salse speziate a base di pomodoro (ketchup), aceto, bevande gassate, ravanelli, peperoni e tartufi. Come pure cibi troppo salati, intingoli untuosi, fritti e soffritti.

Il peperoncino rosso, invece, al contrario di quanto si crede, potrebbe avere addirittura un’azione antinfiammatoria. Ma va utilizzato con moderazione, meglio se in polvere e a cottura terminata. Comunque anche in questo caso, quello che conta è ascoltarsi: la reazione è soggettiva.

Patrizia Maria Gatti

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