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Digestione faticosa? Ecco i consigli utili

Durante le vacanze estive, vuoi perché viene meno la tensione lavorativa, vuoi perché indulgiamo in abitudini alimentari che, in genere, evitiamo durante gli altri periodi dell'anno, aumenta il rischio di disturbi della digestione. Ecco come porvi rimedio.

I copiosi aperitivi, i disordinati ritmi quotidiani, il consumo di fritti e dolci, e la quasi reale impossibilità di sottrarci al consumo di pasti luculliani e ipercalorici con amici e parenti, ci espongono ai disturbi di una cattiva digestione.

Fermo restando il consiglio di una maggiore attenzione e continenza nel consumo scriteriato di cibi molto calorici, specie in estate, a danni fatti bisogna comunque correre ai ripari. Ecco alcuni consigli pratici per mitigare questo genere di disturbi.

Che fare dopo un pasto eccessivo?

È sempre opportuno non coricarsi subito dopo un pasto, specie se questo è stato particolarmente abbondante. La posizione sdraiata, infatti, potrebbe scatenare episodi di rigurgiti e reflussi gastroesofagei.

Quindi, se dopo il pasto si provano spiacevoli sensazioni di pesantezza o bruciore allo stomaco, è consigliabile fare una passeggiata al fresco. Se non si ha la possibilità di trovare un po’ d’ombra o di brezza rinfrescante, meglio evitare le ore più calde.

Passeggiare, però, non significa impegnarsi in attività fisiche particolarmente impegnative, anch’esse controindicate in caso di difficoltà digestive.

Si consiglia, inoltre, di evitare la frutta acidula, come gli agrumi o i succhi di frutta che li contengono. Un succo di limone assunto la mattina al posto del caffè può essere invece un ottimo rimedio per chi ha alzato troppo il gomito la sera precedente.

E poi bere tanta acqua. Quando si eccede con cibo e alcol lo stimolo della sete si riduce. Per questo si tende a non bere, mentre l’ideale sarebbe berne almeno un litro nelle prime ore del mattino.

Prestando attenzione i scegliere acque minerali e non oligominerali. Le prime infatti favoriscono il metabolismo mentre le oligominerali, che possono avere effetti diuretici, riducono i liquidi.

Ci sono anche i rimedi che ci regala la natura. A partire dalla camomilla. O, meglio ancora, un decotto di camomilla e melissa preparato facendo bollire per un quarto d’ora in un litro di acqua 25 grammi di fiori di camomilla essiccati e di 25 grammi di foglie di melissa sminuzzate. Filtrare e berne due, tre tazze al giorno.

Poi, l’infuso di finocchio o il decotto di liquirizia (da non utilizzare se si ha la pressione alta). Per aiutare la digestione sono utili anche le piante “amare”, quali genziana, carciofo, achillea e zenzero, oppure la menta piperita.

E se il fastidio non passa...

Se, con la passare del tempo, si provano ancora fastidi allo stomaco, come bruciori, rigurgiti e anche mal di testa è opportuno prendere alcune misure più incisive. Per esempio quella di assumere degli antiacidi. In farmacia sono disponibili prodotti, in genere a base di bicarbonato di sodio o carbonato di calcio o anche carbonato di magnesio, acquistabili senza ricetta.

Dato che la comparsa di mal di testa dopo un pasto pesante (specie se annaffiato da abbondanti quantità di vino) non è infrequente, prestare attenzione agli antidolorifici che si assumono, che potrebbero peggiorare i disturbi gastrici.

È consigliabile quindi aspettare l'effetto degli antiacidi prima di prendere eventualmente un analgesico, oppure affidarsi a prodotti che hanno una composizione appositamente studiata, come quelli a base di bicarbonato di sodio e acido acetilsalicilico.

Non raramente, tuttavia, alla risoluzione del disturbo digestivo segue anche la scomparsa della cefalea.

Lasciamo qualche giorno di tregua allo stomaco

Naturalmente, dopo un disturbo di questo genere si devono assumere abitudini alimentari un po' più consone ed equilibrate, almeno nell’immediato. Per esempio, il giorno successivo si consiglia di consumare più che altro frutta e verdura cruda ed evitare i cibi “più impegnativi”, come la carne.

Alcuni esperti consigliano un digiuno di 12 ore (senza dimenticarsi però di bere tanto). Chi non se la sente, deve comunque ridurre l’apporto calorico ed evitare i dolci più grassi, dando una preferenza invece a quelli freschi e leggeri, come gelati e sorbetti.

Domenico Lombardini

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