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Diarrea: che cosa mangiare e che cosa evitare

La dieta giusta aiuta a tenere sotto controllo la diarrea evitando peggioramenti e fastidi in più. Attenzione, però, ai falsi miti. Vediamo i consigli dei nutrizionisti.

Prima di tutto è bene chiarire che cosa s’intende per “diarrea”. Un episodio isolato di emissione di feci semisolide o liquide, anche accompagnate da mal di pancia, non può essere definito tale. La diarrea è infatti caratterizzata da evacuazioni frequenti (almeno quattro, cinque volte al giorno) di feci liquide.

E se il problema fosse il cosiddetto intestino irritabile ? Scoprilo rispondendo a queste semplici domande messe a punto dai gastroenterologi.

È anche bene sapere che, in nessuna delle sue forme (acuta, ricorrente o cronica) può essere considerata una vera e propria malattia, bensì un sintomo. Pertanto, per guarire è necessario ricercare le cause scatenanti e curare queste.

Per curare la diarrea esistono diversi rimedi naturali. Scopri quali sono leggendo l'articolo La natura che aiuta stomaco e intestino.

Molteplici le cause

Specie delle forme acute la causa più frequente è un’infezione batterica o virale, ma anche l’ingestione di cibi avariati, allergie alimentari e condizioni di eccessivo stress possono avere effetti negativi sul nostro intestino. Così come si deve ricordare che la diarrea può presentarsi quale effetto collaterale di qualche farmaco assunto.

Le forme più comuni sono in genere di breve durata, e una dieta adeguata aiuta sicuramente a risolvere questo fastidioso sintomo.

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Prima regola: attenzione ai liquidi

Il pericolo più temuto conseguente alla diarrea acuta, specie quando interessa bambini piccoli e anziani, è quello della disidratazione.

La perdita eccessiva di liquidi che segue episodi persistenti di diarrea (oltre i tre o quattro giorni), può causare disturbi anche gravi. Quindi è sempre necessario bere abbondantemente.

Vanno, però, evitate le bevande alcoliche, a loro volta disidratanti, e quelle contenenti caffeina (come caffè, tè, bibite a base di cola) perché sono irritanti per l’intestino, peggiorando la situazione.

In generale è meglio lasciar perdere anche le bevande gasate e bere acqua oligominerale naturale, magari con l’aggiunta di un po’ di zucchero e succo di limone.

Ulteriore accorgimento: bere frequentemente e a piccoli sorsi. Un bicchierone d’acqua assunto tutto d’un fiato finisce con il dilatare le pareti dell’intestino, il quale reagisce espellendo ciò che non riesce ad assorbire. Al contrario, piccole quantità di liquidi, anche se frequenti, lasciano il tempo di assorbirle alla mucosa intestinale.

Gli alimenti da portare in tavola, quelli da evitare

Per fortuna i cibi che si possono mangiare senza particolari problemi sono molti, tanto da permettere una dieta anche varia e gustosa. Ecco quali sono: - pane bianco tostato, pane bianco senza mollica, fette biscottate - pasta da farina bianca 00, riso, semolino - carni magre (manzo, pollame, vitello eccetera) - pesce lesso o ai ferri - formaggi freschi, non fermentati (crescenza, mozzarella, robiola) - uova in camicia o sode - bresaola, prosciutto sgrassato (cotto o crudo) - carote, lattuga, patate, spinaci (meglio verdure cotte) - albicocche, ananas , banana, limone, mele, pesche, pompelmo.

Per quanto riguarda i condimenti, è meglio utilizzare soltanto olio di oliva extravergine aggiunto a crudo e con moderazione.

Sono, invece, sconsigliati, in generale tutti gli alimenti ricchi di fibre vegetali grezze e di scorie, in quanto accelerano il transito e lo svuotamento intestinale. Dunque è bene evitare: - pane integrale, mollica di pane bianco - alimenti a base di farine integrali - ortaggi e verdure crudi: broccoli, carciofi , cavoli, ceci, cime di rapa, cipolla, fagioli, fave, lenticchie, piselli, ravanelli, sedano.

Per motivi diversi, anche i cibi troppo grassi o troppo fermentati, le fritture, le creme, gli aromi troppo irritanti sono da evitare: - formaggi fermentati - salumi piccanti e insaccati - lardo, pancetta, strutto - uova fritte e fritture in genere - cibi a base di salse piccanti, mostarda, senape, spezie. - avocado, cachi, cocco, datteri, fragole, fichi, frutta secca, lamponi, mandorle, more, nocciole, noci, pinoli, pere, prugne, ribes, uva - dolciumi troppo elaborati a base di creme, e cioccolato.

Alcune verità e i falsi miti

Molte persone ritengono che per combattere la diarrea, una “dieta in bianco” sia la cosa migliore. Ma è proprio vero?

Le opinioni degli esperti al riguardo sono piuttosto contrastanti. Anche perché non tutti hanno la stessa opinione sugli ingredienti che possono comporla.

Mangiare “in bianco”. Se per dieta in bianco s’intende: brodo di pollo, pasta al burro, e magari un bel bicchiere di latte, non si può certo pensare di migliorare la diarrea.

Se, invece, si mangiano: riso bollito molto cotto (e non troppo scolato) così si sprigiona l’amido che ha funzioni astringenti, carni bianche (vitello, pollo o tacchino) cotte al vapore, carote lesse, e si condisce il tutto con poco olio crudo, un pizzico di sale e abbondante succo di limone, la dieta sarà un sicuro aiuto contro la diarrea.

Tè al limone. Che dire della famosa “bella tazza di tè bollente con limone”? Per quanto riguarda il tè meglio lasciar perdere: come abbiamo visto può irritare le pareti intestinali; quanto al “bollente” si aggiungerebbe calore all’infiammazione intestinale già presente.

L’unica cosa che si può salvare è il succo di limone, che effettivamente può avere attività regolatrici delle funzioni intestinali.

I probiotici. Un’altra questione controversa, riguarda alcuni derivati del latte a base di probiotici, quindi contenenti batteri e fermenti lattici benefici per le funzioni intestinali. In pratica gli yogurt freschi contenenti batteri vivi.

C’è chi sostiene siano un toccasana e chi, invece, dice il contrario. Per non sbagliare, almeno nelle fasi acute della diarrea, latte, latticini freschi, compresi i probiotici, sarebbero da evitare. Si potranno assumere di nuovo dopo che l’irritazione intestinale è stata risolta.

Se e quando ricorrere ai farmaci

Una convinzione da screditare è quella che sia bene bloccare al più presto la diarrea assumendo antidiarroici al primo sintomo e senza consigliarsi con il medico.

Questi farmaci non intervengono sulle cause della diarrea, ma attenuano il sintomo. Tra l’altro, agiscono bloccando la motilità dell’intestino, ostacolando così anche l’eliminazione rapida di batteri e tossine.

Infine, trattandosi spesso di un’infezione, molti pensano di risolvere il tutto in fretta con un antibiotico. Niente di più sbagliato. La diarrea spesso si instaura proprio per eliminare microrganismi patogeni che hanno colpito l'intestino.

E per giunta, gli antibiotici , spazzando via tutti i microrganismi presenti nell’intestino, stravolgono l’equilibrio fisiologico del microambiente intestinale aggravando la situazione.

Questo non significa che gi antibiotici siano sempre poco indicati: in caso d’infezioni gravi, in cui si è chiaramente identificato il batterio responsabile, il medico può senz’altro decidere di prescrivere il farmaco adatto.

Leggi anche la risposta della nostra gastroenterologa a un utente con diarrea che si è protratta nel tempo.

Patrizia Maria Gatti

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