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Dieta per la gastrite: che cosa posso mangiare?

Essendo un disturbo la cui genesi è fortemente influenzata dallo stile di vita, la gastrite può essere calmata o del tutto risolta applicando alcune variazioni nelle abitudini alimentari.
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Dieta gastrite alimenti

Consigli per scegliere la giusta dieta per la gastrite. Essendo un disturbo la cui genesi è fortemente influenzata dallo stile di vita, la gastrite può essere calmata o del tutto risolta applicando alcune variazioni nelle abitudini alimentari.

Non sempre è possibile tenere a bada un’infiammazione dello stomaco soltanto seguendo una dieta corretta.

Si devono sempre considerare la gravità e la durata dei sintomi su base individuale, valutando la necessità di ricorrere al medico di famiglia ed eventualmente a visite specialistiche e test diagnostici per individuare la causa del disturbo, come per esempio la presenza di un’infezione da Helicobacter pylori.

Certo è che chi soffre di disturbi di stomaco come la gastrite deve porre la massima attenzione alla dieta, scegliendo i cibi in base alle proprie preferenze ma anche alle eventuali reazioni che questi causano.

Ciascuno di noi ha un'individuale capacità di digerire e assimilare i diversi generi alimentari e spesso la presenza di intolleranze nei confronti di alcuni alimenti è del tutto ignorata. In ogni modo, è possibile stilare una dieta per la gastrite utile alla maggior parte delle persone.

Leggi anche l'articolo Metti in moto la digestione.

Alimenti da evitare

In caso di gastrite la mucosa dello stomaco si trova in uno stato irritato o infiammato perciò è molto importante evitare i cibi che potrebbero causare ulteriori stress.

Queste indicazioni dietetiche sono valide sia per le forme sporadiche e più lievi di gastrite, sia per le forme più severe e croniche.

Nel primo caso è possibile già una completa remissione dei sintomi, mentre nel secondo si rendono anche necessarie terapie farmacologiche, come quelle a base di antibiotici contro Helicobacter pylori o di farmaci in grado di regolare la motilità gastrica, che comunque andranno sempre prescritti dal medico.

Una norma generale è di non fare pasti eccessivi e di suddividerli durante la giornata: questo aiuta a mantenere l’acidità gastrica entro limiti ottimali.

È indispensabile evitare, specie nella fase acuta di gastrite:

  • tutti gli alimenti ad alto tenore di grassi che potrebbero aumentare la secrezione di acido da parte dello stomaco (quali carni rosse, pesci grassi o conservati e formaggi grassi, in particolare quelli fermentati come gorgonzola e pecorino).
  • tutti i condimenti particolarmente speziati contenenti per esempio pepe bianco e nero, aglio e peperoncino.
  • fare particolare attenzione alla frutta acidula come limoni, mandarini, arance eccetera, e alla frutta secca, quest’ultima troppo ricca di grassi e proteine.
  • limitare il consumo di alimenti raffinati, come la pasta, pane bianco e cracker.
  • eliminare i cibi che producono gas come broccoli, cavolo, cipolle, latte, fagioli secchi e piselli, e alcuni frutti.

Alcol e caffeina sul banco degli imputati

Devono essere evitate tutte le bevande che possono irritare la mucosa dello stomaco o che possono aumentare la produzione di acido gastrico. Tra queste è ovvio menzionare gli alcolici e in particolare i superalcolici, che vanno del tutto eliminati dalla dieta.

Stesso discorso vale per il caffè, anche quello decaffeinato, e per tutte le bibite contenenti caffeina. Evitare di bere anche bevande ghiacciate o troppo fredde, specie a stomaco vuoto.

È consigliabile bere regolarmente acqua durante l’arco della giornata, specie nei casi più gravi in cui sono presenti vomito e diarrea (con relativo problema di disidratazione). I

Il latte ha un effetto benefico immediato, ma dopo il sollievo iniziale può causare una veloce ricomparsa dei sintomi. Questo perché per il suo carattere alcalino contrasta al momento l’acidità, ma essendo un alimento ricco di grassi e proteine, in un secondo tempo la aumenta e rallenta lo svuotamento dello stomaco.

Andrebbero anche evitate le bevande troppo zuccherate e quelle derivate da frutti aciduli.

Per evitare i bruciori di stomaco dopo il pasto leggi questo articolo.

Ecco cosa portare in tavola

  • alimenti leggeri e a basso contenuto lipidico (carni bianche, pesce magro, formaggi magri e freschi). Evitando di consumare nello stesso pasto fonti proteiche differenti, come uova e carne o legumi o formaggi.
  • piatti semplici e non elaborati privilegiando la bollitura, la saltatura con olio extra vergine di oliva o la cottura alla griglia.
  • alimenti ricchi di fibre. Non provocano un aumento dell'acidità gastrica, quindi sono consigliabili tutte le verdure fibrose (fagiolini, carciofi, sedano, lattuga, cavolo, ortiche eccetera). Sconsigliabili invece i pomodori per la loro natura acidula.
  • alimenti contenenti flavonoidi, come mele, sedano e mirtilli perché possono inibire la crescita di Helicobacter pylori.
  • alimenti ricchi di antiossidanti, specialmente frutta come mirtilli, ciliegie eccetera. e ortaggi.
  • cibi ad alto contenuto di vitamine del gruppo B e ricchi di calcio, quali mandorle, fagioli, ortaggi a foglia (come spinaci) e verdure di mare.
  • per quanto riguarda le bevande sono consigliati i succhi di frutta non acidi, il latte in poca quantità e scremato e lo yogurt da bere, oltre che, ovviamente, un buona quantità di acqua.

Domenico Lombardini

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire_pranzo_stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione_pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire_fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella_digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua_digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione_freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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