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Rabarbaro: proprietà, utilizzo, controindicazioni, effetti collaterali

Può essere utilizzato come digestivo, ma possiede anche proprietà lassative e purganti a seconda della dose.
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rabarbaro proprietà

Che cos'è

Il rabarbaro (specie Rheum) è una pianta erbacea perenne presente allo stato selvatico in Europa e in Asia con circa 60 specie. Dotata di un grande rizoma, può raggiungere un’altezza attorno ai due metri. Le foglie sono grandi e sorrette da un lungo stelo carnoso e i fiori, bianco-giallasti o purpurei sono raccolti in pannocchie.

Il rabarbaro ha un uso sia alimentare sia medicinale, per quest’ultimo la specie d’elezione è Rheum palmatum, noto anche come rabarbaro cinese.

A fini alimentari si utilizza il lungo stelo fogliare rossastro principalmente per marmellate o come amaricante in bevande tonico-digestive e in numerose preparazioni.

L’uso delle foglie come succedaneo degli spinaci è sconsigliato per l’elevato contenuto di acido ossalico che, oltre a irritare la mucosa intestinale e favorire la formazione di calcoli renali, a dosaggi elevati è tossico.

Quando può essere usato

Assunto a dosaggi bassi ha principalmente una funzione digestiva e blandamente lassativa. A dosaggi più elevati esplica una vera e propria azione purgante.

Va peraltro assunto solo in presenza di episodi di stitichezza occasionali dato che l’uso continuativo per più di otto-dieci giorni provoca assuefazione, con conseguente minore efficacia e il rischio di un peggioramento della stipsi.

Meccanismo d’azione

Il rabarbaro è ricco di polifenoli, e in particolare di flavonoidi e tannini, e di derivati antracenici (reina) ai quali va principalmente ascritta la capacità di stimolare la secrezione dei succhi gastrici, l’escrezione della bile dalla colecisti e la peristalsi intestinale.

A bassi dosaggi a questa azione si accompagna un blando effetto lassativo dovuto all’aumento della motilità della muscolatura liscia intestinale, che diventa però purgativo a dosaggi più alti a causa del ridotto riassorbimento di acqua e sali minerali indotto dai suoi principi attivi.

Come si presenta

Il prodotto erboristico può presentarsi sotto forma di infuso, estratto idroalcolico o in polvere. La forma migliore è però l’estratto secco nebulizzato e titolato in derivati idrossiantracenici espressi come reina minimo 5%.

Posologia

Il dosaggio dell’estratto secco va dai 2 ai 4 milligrammi per chilo di peso corporeo. La titolazione in derivati antracenici, espressa come reina, deve essere del 5 per cento. È preferibile che l’assunzione sia fatta in un’unica dose serale.

Effetti collaterali

Può provocare diarrea, dolori addominali e calo dei livelli di potassio.

È controindicato nei bambini al di sotto dei 12 anni, in gravidanza e durante l’allattamento (rende sgradevole il sapore del latte al neonato), in caso di occlusione o sub-occlusione intestinale e in chi soffre di diverticoli.

La sua assunzione può interferire con i farmaci usati nelle aritmie cardiache (chinidinici, digitalici, betabloccanti), con i diuretici, con la vincamina e con il fenoxedil.

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Samanta_mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

Antonello_sannia Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia

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Sette trucchi per digerire meglio

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  • Pennicchella_digestione

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    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

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  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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