Medicina naturale

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Passiflora

Pianta medicinale usata per le sue proprietà calmanti e sedative nei casi si insonnia, stress eccessivo e ansia.
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Passiflora proprietà

Che cos’è

La passiflora (nome scientifico Passiflora incarnata) è una pianta rampicante coltivata in molti Paesi a clima temperato caldo.

Le sue estremità fiorite sono utilizzate in medicina tradizionale per preparare infusi a blando effetto ansiolitico e sedativo.

L'estratto ottenuto dalle sue parti aeree, presente anche in numerose specialità medicinali, è utilizzato per i suoi effetti calmanti e antispasmodici.

Attività

Contiene numerosi flavonoidi (come l'iperoside e la vitexina), alcuni dei quali si legano ai recettori cerebrali per le benzodiazepine, farmaci noti per la loro attività ansiolitica e sedativa, producendo gli stessi effetti: azione calmante sul sistema nervoso centrale, in particolare sulla zona motoria del midollo spinale e sui centri del sonno.

Sono diverse le piante medicinali con attività ansiolitica. Scopri quali sono leggendo questo articolo Cure verdi per la mente.

Agisce anche sulla muscolatura liscia, come quella gastrointestinale e bronchiale.

L’estratto di passiflora, che contiene anche alcaloidi come passiflorina, acidi fenolici, cumarine, fitosteroli e altri composti attivi è molto più efficace rispetto ai principi attivi isolati.

Perché si usa

La passiflora è usata soprattutto per la sua attività sedativa come rimedio per l'insonnia dovuta ad affaticamento, allo stress, alla depressione e a eccitazione cerebrale (per esempio in caso di studio intenso).

Induce un sonno simile a quello fisiologico, senza causare né stordimento al risveglio, né assuefazione.

È utile per controllare i disturbi ansiosi, gli stati di eccitazione nervosa (angoscia, palpitazioni, gastralgie, disturbi della menopausa) e, grazie anche alla sua attività sulla muscolatura liscia, riduce gli spasmi gastrici e il colon irritabile di origine nervosa.

Può ritardare, ma non impedire, le crisi asmatiche proteggendo dal broncospasmo.

Come si usa

La dose giornaliera è di 6 - 8 mg di estratto secco nebulizzato e titolato in iperoside (minimo 0,3%) per chilo di peso corporeo, da assumere suddivisi in due o tre somministrazioni, di cui una la sera, poco prima di andare a dormire.

Effetti indesiderati

La passiflora è considerata, in genere, una pianta con pochi effetti collaterali seri o provati.

Precauzioni

È sconsigliata durante la gravidanza e l'allattamento.

Interazioni

La passiflora può interagire con barbiturici, sedativi e alcuni antidepressivi, aumentando l'effetto sedativo e prolungando la durata del sonno.

Può indurre sanguinamenti se utilizzata contemporaneamente a farmaci che aumentano il rischio di emorragie. Può anche innalzare la pressione sanguigna se assunta insieme alla caffeina.

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Antonello_sannia Antonello Sannia
Endocrinologo, docente di Fitoterapia

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Mal di testa: le cause che non ti aspetti

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    Anche la disidratazione, fenomeno che in genere succede in estate, può causare un attacco di mal di testa. In alcune persone basta una perdita di liquidi pari all’1 per cento del peso corporeo per scatenare la cefalea. Un buon motivo per bere tanta acqua ogni giorno.

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    Un episodio di influenza porta sempre con se un rialzo febbrile, a volte lieve, altre volte più importante. Il mal di testa insorge, sembra, proprio a causa dell’aumento della temperatura corporea. Alcune persone ne soffrono di più, altre di meno. In ogni caso, i farmaci antinfiammatori non steroidei, come per esempio l’acido acetilsalicilico, usati comunemente per curare l’influenza, hanno anche un effetto antidolorifico, quindi spengono il dolore.

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    Il rapporto tra il sonno e il mal di testa è ambivalente: da un lato chi non dorme molte ore rischia di trovarsi, il giorno dopo, un bel cerchio alla testa. Ma lo stesso dolore può insorgere se, al contrario, si va a letto alle nove e ci si alza a mezzogiorno. Dormire troppo o troppo poco hanno un effetto nefasto sulla nostra testa. Meglio tenerlo sempre presente.

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    Il naso chiuso, per un raffreddore o un allergia, può dare mal di testa. Ma è soprattutto la sinusite, quando cioè si infiammano i seni paranasali che abbiamo negli zigomi e sulla fronte, la causa più comune di cefalea. Se per curare il comune raffreddore virale basta andare in farmacia, per la sinusite e un’allergia è preferibile rivolgersi al proprio medico.

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    Dopo una forte bevuta non è raro soffrire di mal di testa. Il principale responsabile è l’etanolo: viene smaltito nel fegato, ma se la quantità introdotta è superiore a quella che il metabolismo epatico riesce a eliminare, può insorgere nausea e mal di testa. Oltre a un antidolorifico, è opportuno bere molta acqua per aiutare l’organismo a liberarsi dell’etanolo.

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    Anche la normativa italiana sulla sicurezza sul posto di lavoro dice che ogni due davanti a uno schermo bisogna fare una pausa di 15 minuti. Tra i vari problemi a cui si può andare incontro se si sta troppo davanti al pc c’è anche il mal di testa. Quando ci si accorge del problema occorre rivedere alcune cose, come per esempio l’altezza dello schermo, della sedia e della scrivania, la posizione di mouse e tastiera.


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