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Cimicifuga racemosa

Che cos’è

La Cimicifuga racemosa (Actaea racemosa) è una pianta erbacea perenne che, a completa fioritura, può raggiungere circa due metri di altezza. Appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae.

È tipica delle zone parzialmente soleggiate e umide del Nord America. Qui, un tempo, era utilizzata dai nativi per la cura dei disturbi ginecologici e in caso di morsi di serpente.

Il nome deriva dal fatto che il suo forte odore allontana le cimici.

Le parti utilizzate sono le radici col rizoma raccolte in autunno.

Le attività

Sebbene l’esatto meccanismo d’azione della Cimicifuga racemosa non sia stato ancora ben chiarito, si ritiene che vari triterpenoidi possano essere coinvolti nell’attività farmacologica dei suoi estratti.

Questi includono acteina, cimifugoside, desossiacetilacteolo e 27-desossiacteina. Contiene poi anche flavonoidi, acido isoferulico e una percentuale piuttosto elevata di tannini.

L’azione prevalente, dal punto di vista clinico, è quella di tipo estrogenosimile, che si esplica in particolare nelle donne in menopausa (contrasta gli effetti sia vegetativi sia psicologici)

Riduce i marker di distruzione ossea e incrementava quelli di neoformazione.

Possiede anche azione antinfiammatoria e antidolorifica.

Quando si usa

Generalmente trova indicazione nella pre-menopausa e nella menopausa, riducendone i disturbi tipici.

Induce significativi miglioramenti sia dei sintomi neurovegetativi, come vampate di calore, sudorazioni, cefalea, vertigini, palpitazioni cardiache, sia in quelli psichici, quali nervosismo e irritabilità, disturbi del sonno e stati depressivi.

È indicata nella sindrome premestruale, nelle mestruazioni dolorose (dismenorrea) ed è in grado di favorire la regolarità del ciclo mestruale, trovando qundi indicazione anche nelle mestruazioni irregolari.

La tendenza della cimicifuga a ridurre i livelli di calcio e di fosforo nel sangue e favorisce l'aumento della massa ossea può renderla utile anche per combattere l'osteoporosi tipica della donna in menopausa.

Grazie alla attività analgesica e antinfiammatoria, la cimicifuga trova impiego anche nel trattamento di reumatismi e artrosi, nei dolori muscolari e nelle nevralgie conseguenti a fatti reumatici

Infine, dato che gli estratti di cimicifuga sembrano esercitare un effetto calmante sul sistema nervoso neurovegetativo, potrebbe trovare impiego anche nelle nevrosi.

Almeno una parte dell’azione clinica della cimicifuga può dipendere dalla sua capacità di attivare i recettori per gli oppioidi endogeni.

Come si usa

La forma migliore è l’estratto secco nebulizzato e titolato in glicosidi triterpenici espressi come 27-desossiacteina (minimo 2,5%).

La posologia giornaliera consigliata di questo estratto è di 0,6-1,0 mg/kg di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti.

Può essere reperita anche come decotto (dallo 0,3% al 2%) o la tintura madre.

Effetti indesiderati

Ai dosaggi terapeutici non sono stati segnalati effetti secondari tossici, neppure per trattamenti per periodi di tempo abbastanza lunghi.

E possibile, tuttavia, in soggetti sensibili e per dosaggi elevati, la comparsa di disturbi gastrici, mal di testa, vertigini.

Precauzioni

La Cimicifuga racemosa è stata associata alla comparsa di disturbi epatici; per tale motivo si sconsiglia di associare gli estratti della pianta ad altri farmaci o prodotti erboristici potenzialmente epatotossici.

È controindicata in gravidanza perché può aumentare la contrazione della muscolatura liscia uterina. Controindicata anche durante l’allattamento.

Interazioni

Poiché la Cimicifuga racemosa può esercitare un’azione estrogenica ed anti-LH, non è da escludere una possibile interazione farmacologica con i contraccettivi orali.

Tuttavia, a causa della mancanza di dati clinici pubblicati, allo stato attuale tale interazione è da considerarsi soltanto teorica.

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